LADRO DI STELLE - Marco Brogi - Un’antologia di Spoon River dei nostri anni -(II)

 

Marco Brogi


Questo è il secondo ‘assaggio’ che propongo sul nostro blog di un libro introvabile, ‘Sorella Toscana. L’ho scritto una manciata di anni fa, ma ha fatto pochi passi perché l’editore fallì e addio lunghe camminate nella gloria. Era (è) una galleria di ritratti di abitanti di Buonconvento, il mio paese. Ognuno di loro (dalla cuoca al negoziante, dalla prostituta alla ragazza madre, dal reduce di guerra al pendolare), parla in prima persona, si racconta, dice la sua sulla vita. Gianni Mura, amico caro, giornalista e scrittore eccelso, nella prefazione l’aveva definita (generosamente) una “Antologia di Spoon River dei nostri anni”.  

Un mese fa sul nostro blog ho pubblicato alcuni testi di questo lavoro, di cui riporto il link:   https://finestrelama.blogspot.com/2026/03/ladro-di-stelle-marco-brogi-unantologia.html

Eccone altri, accogliendo la gentile richiesta di alcuni lettori.            

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 La cima del sentimento 

(Egidio Monaci, ex medico di famiglia)

  

M’innamorai della montagna

di lei amando la pelle bianca, i silenzi ripidi.

Dalla cima potevo sentire il fiato di Dio

chiedergli consiglio sulla tosse del fornaio

o il mal di vita del macellaio.

La montagna ricambiò con mattini lucenti

in modo che procedessi meglio

tra le ombre dei pazienti

 

***

 

Affacciarsi

(Bartolomeo Volpi, detto Momo, maestro di molte generazioni)

 

Ai ragazzi dicevo di affacciarsi con la loro testa

di elevare il gusto, il gesto

in classe c’era il sole da settembre a giugno

ma dentro avevo l’inverno

perché crescevo angeli sicuro

di spedirli nell’inferno.

Il genere umano è deludente

meglio gli animali, le piante.

A parte i miei ragazzi, che spingono

carrelli della Coop e passeggini

e sono in gamba anche se non fanno più i compiti

 

***

 

Testa o croce

(Amos Minucci, imbianchino, disertò dal fascismo)

  

Il dubbio mi divora

la camicia in tinta nera non si intona

con gli occhi con cui guardo una persona.

Testa o croce, croce o testa,

scelgo testa, faccio festa.

In questa guerra manca l’aria

e anche il senso.

È un settembre caldo

il nero attira il sole addosso

mi tolgo la camicia e mi affido al bosco

 

***

 

Come sta la mia casa?

(Maria Teresa Vaselli)

 

Il destino è un artista

sono una delle sue opere in mostra

al centro accoglienza per disabili.

Come sta la mia casa?

Sono ancora vivi i miei libri?

Ho ereditato dai miei genitori

una fortuna in palazzi e soldi

che non bastano per pagare

un mese di affetto

 

***

 

Andata e ritorno

(Eusanio Brizzi, pensionato, prigioniero di guerra

in Germania, tornato a casa a piedi)

  

Non avrei occupato il gabinetto

figuriamoci un altro Stato

consumai l’orizzonte a forza di guardarlo

oltre c’era la mia casa.

Su ghiaccio aguzzo e punte di paura

di non farcela

camminai

fino alla minestra di mia mamma

calda come un abbraccio

 

***

 

Voglio perdere tutti i treni

 (Franco Terrosi, pendolare)

 

Il potere no

meglio il podere

su cui si abbatterono

le mie prime

tempeste ormonali.

Voglio perdere tutti i treni

anche quelli che

non ci sono.

Il lavoro è una truffa

ti prende nuovo

ti restituisce

con la muffa

 

***

 

Uova e novità

(Cesarina Mariotti, postina)

 

Annunciavo il sole e la burrasca

cartoline di mare mi facevano partire

in paese lutti e frutti sono di tutti

e mai ho portato lettere a cuor leggero.

A volte mi davano delle uova, altre un coniglio

ora il postino è mio figlio e tante persone

hanno cambiato indirizzo

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