LADRO DI STELLE - Marco Brogi - Lettera al mio cane
Marco Brogi E se ora io andassi là al nostro parco e ti chiamassi, e tu, sbucando dal nulla, mi venissi incontro leccandomi le mani, leccando questa ferita che sanguina, questo presente rotto, questo deserto nell’interno, questa spenta voglia di mangiare, bere un bicchiere di vino, fare un giro in macchina nelle Crete che da quando non ci sei mi sembrano inutili, anzi, mi fanno male: troppa bellezza rispetto alla tua ciotola vuota. Senza te i miei ritorni a casa sono solo andata. E se ora tu mi chiamassi al telefono, mica penserei che non è possibile perché sei un cane, no, ci crederei, mi sembrerebbe tutto vero e ti risponderei e rifiorirei e rinascerei. Glielo hai detto alla morte che è una stronza, perché toglie di mezzo anche le anime innocenti, quelle che non hanno fatto niente di male, e fa piangere chi resta? Ma forse fa piangere anche chi se ne va e non vorrebbe mai lasciare i suoi amori. Questo è uno sfogo, lo so che muoiono le persone, ma l’amore non guarda se ha...



