RADIO BABELE - Daniele Zanghi - Due scritti di Armand Robin
Daniele Zanghi A mie spese Mi sembra già di percepire fino a che punto queste poesie tra qualche anno mi daranno di che sgridare me stesso: per mia fortuna, ho avuto, fin dai miei primi istanti, i cespugli, gli alberi, i cavalli, i contadini, eppure, quando nomino una fontana, sono quasi certo che, al momento di ascoltare le leggende della freschezza, il lettore senta ronzare, intrusi fra le erbe, i rumori finali del mio sforzo. Mi piace sognare una poesia che fosse una grande cosa semplice; non può di certo essere un bene che la bellezza abbia vergogna di essere umana. Da diverse generazioni, molti fra i poeti più autentici hanno scritto soltanto poesia per poeti; tale poesia ha la sua specifica grandezza, essa ha fatto nascere alcuni dei capolavori della nostra lingua, eppure bisogna ammettere che malgrado la sua bellezza non ha fino a oggi conquistato la fiducia degli uomini. Per quanto mi riguarda, ho avuto quotidianamente la coscienza che avrei dovuto lavo...



