IL DIARIO DI DAFNE - Ester Guglielmino - Cantami, o Diva
L’inizio dello spettacolo era per le 19:30, siamo un po’ in ritardo; un venticello fresco ci concede al fine il suo leggero soffio, a mitigare il torrido della calura estiva; il panorama incanta come di consueto: pietre su pietre a trasformare in arte l’abbraccio nascosto dentro un colle e poi, più in alto, alberi che sfidano l’arsura, grotte millenarie che custodiscono chissà quali segreti. Qui tutto parla di storia, di quanto l’umano possa toccare altezze che hanno a che fare col divino. Sono le otto quasi, il sole ci concede un suo ultimo raggio che taglia in due la cavea col suo rosso sbiadito. Poi una voce parte dal proscenio, la folla interrompe il brulichio di colpo e, come in un copione ben studiato, tutto si dispone al silenzio e all’attenzione. La scena ( skené ) svetta essenziale, simula quella consueta del teatro antico: due o più ordini sovrapposti di colonne e triglifi e metope con aperture filtro tra proscenio e quinte degli attori, solo che qui le travi...





