LA POESIA ELEMENTARE - Anna Martinenghi - LA POESIA (elementare) DEI LIBRI

 

Il libraio di Gaza – Rachid Benzine – Corbaccio, 2025

Voi che state lì sulla soglia, entrate!

Bevete il caffè arabo con noi

[potreste sentirvi uomini come noi].

Voi che state lì sulla soglia della nostra casa

uscite dal nostro mattino

ci sentiremo sicuri di essere

uomini come voi!

     Mahmud Darwish

                                     

 

 Il libraio di Gaza di Rachid Benzine1 non è un libro di poesie, ma un libro che irradia poesia, cogliendo in una storia di disperazione il senso vero della speranza e della dignità umana.

Julien Desmages è un fotoreporter francese inviato nella Gaza assediata dei giorni nostri. Girando per i vicoli della città distrutta incontra un uomo seduto, circondato da pile di libri e capisce di trovarsi di fronte a quello che potrebbe essere lo scatto di un’immagine perfetta. Alla richiesta del fotografo, Nabil - così si chiama il libraio - risponde in questo modo:

 

Sa, una fotografia non è cosa di poco conto.

Io non la conosco. Lei non mi conosce.

Meglio trovare il tempo, innanzitutto,

di scambiare due parole.

 

L’immagine che il reporter andava cercando diventa così una storia, quella personale dell’uomo che si è trovato di fronte, ma anche quella tragica della terra in cui l’uomo è nato. Le parole scavano nel tempo e nello spazio, non solo quelle di Nabil, ma anche quelle dei libri di cui è circondato, l’unica cosa che gli rimane davvero nella desolazione di una vita e di una città distrutta. Si dice che quando un muore un vecchio, brucia una biblioteca intera e Nabil questo lo sa bene. Nel suo caso non si tratta solo di una metafora, ma di una possibilità quotidiana. Così, oltre a tazze di tè alla menta e consigli di libri di cui Julien Desmages non sa ancora di avere bisogno, si snocciola la dolorosa storia di Nabil: dall’esodo alla prigione, dagli studi, all’impegno politico, all’amore per il teatro e la letteratura presto soffocati dall’escalation di violenza in terra palestinese, dalle speranze alla perdita drammatica di molti dei suoi affetti.

 

Sii fedele a te stesso;

dal che deve seguire, come la notte al giorno,

che tu non potrai esser falso con nessuno.

 

Amleto – Atto I, Scena III

William Shakespeare

 

Nabil non vende solo libri. Nabil difende uno spazio di libertà, forse l’unico rimasto in un luogo senza pace, in nome della dignità umana universale: quella del libero pensiero che letteratura e poesia preservano e promuovono.          


Nabil si alza in piedi. Prende un altro libro da un ripiano, volta qualche pagina e subito si ferma. Riconosco la copertina di “Se questo è un uomo”. Legge: - Nella storia e nella vita pare talvolta di discernere una legge feroce, che suona ‘a chi ha, sarà dato; a chi non ha, a quello sarà tolto’ -. Poi ti guarda e dice: - Credo che Primo Levi mi abbia salvato la vita [...].

  

Il libraio di Gaza non solo sceglie di vivere, in un luogo in cui è difficile sopravvivere a ogni attimo, non si accontenta della superficie dell’immagine che gli viene chiesta dal fotoreporter: offre la profondità della relazione; non cede al silenzio, si associa alle voci dei grandi autori, rivendica la propria dignità, così come fecero in molti nei campi di concentramento, comprese le prigioniere autrici di poesie – a costo della vita stessa - di cui ho già parlato in questo blog2.

  

 [...]

Da tanto tempo

credo che la morte abbia fatto di noi

il suo popolo.

Il suo amore per noi

è forse una tribù di piccioni?

Hai notato che le case sono la sua famiglia?

Perché, quando l’abbandonano, anche lei

se ne va

e può rimproverare e punire

come il neonato che respinge il seno

di sua madre

perché lei l’ha fatto attendere

con uno sguardo

affamato

di rabbia?

Chi ha bisogno di chi

qui?

 

Da La gente della notte

Murid al-Barghuti

 

Si potrebbe eccepire che si tratta di una storia inventata, ma anche in questo risiede la forza del messaggio di questo romanzo, il cui titolo originale è L’Homme qui lisait des livres” – L’uomo che leggeva libri.  E ciascuno di noi è – augurabilmente - persona che legge libri. In questo modo ci viene chiesto cosa avremmo fatto noi al posto di Nabil, in una situazione reale come quella di Gaza, un buco nero che appartiene all’umanità intera.

Con il tempo, iniziai a tenere un diario. Annotavo i miei pensieri, i commenti ai libri che leggevo. Disegnavo schizzi, ispirati alle storie o alle poesie. Poi Maryam, mia sorella, ebbe l’idea di creare una biblioteca. Con il suo aiuto e quello di Abu Khalil, cominciai a raccogliere opere di ogni genere, per condividerle con gli altri giovani del campo. Organizzavamo anche serate di lettura. Hafez leggeva a voce alta poesie, brani di romanzi o di saggi. Erano momenti magici. Eravamo seduti lì, impietriti dalla nostra infelicità, ma per qualche ora eravamo altrove. Un giorno Abu Khalil mi disse: “Nabil, tu non sei un semplice lettore. Sei diventato un portatore di sapere. Continua a trasmetterlo”.

È possibile restare umani la dove l’unica legge che rimane è occhio per occhio? È possibile andare oltre la superficie, nel nostro mondo sommerso di immagini, dove nessuno si ferma più a riflettere che una fotografia non è cosa di poco conto? Nabil ha la sola risposta della sua testimonianza. Sceglie il sapere, parole e poesia, anche dopo l’uccisione del fratello e del figlio. Proteggendo e regalando libri, protegge qualcosa di molto più grande che appartiene a tutti. E noi cosa avremmo fatto al suo posto?

 

 

1 Rachide Benzine

https://www.corbaccio.it/autori/rachid-benzine

 

2 La poesia (elementare) della memoria

https://finestrelama.blogspot.com/2025/01/la-poesia-elementare-anna-martinenghi.html


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