LA POESIA ELEMENTARE - Anna Martinenghi - La poesia (elementare) della memoria

Anna Martinenghi



  

«Teniamo alte le nostre teste rasate»

Dal Quaderno di Poesie di Auschwitz

Janina Zdunek

Nel 2020, mentre il mondo intero viveva la baraonda del Covid19, alcuni giornali riportarono una notizia piccola, ma deflagrante:

 

“Nell’armadio di un’ex prigioniera di Auschwitz è stato trovato un quaderno di poesie, scritte nel campo di sterminio dalle detenute, che lo nascondevano e se lo passavano una con l’altra, per leggerlo in segreto. Il quaderno ha 32 pagine, e le donne se l’erano procurato per annotare i nomi di quelle che morivano. Ma poi finirono per annotare sentimenti e pensieri, poesie appunto, e incitamenti a resistere. La data di scrittura è il 1943.”1  


Il quaderno di Poesie di Auschwitz

La notizia battuta da AdnKronos, che riportava come fonte il Daily Mail, riportava che il quaderno - composto da 32 pagine, contenente 17 poesie - è stato ritrovato in un armadio dal figlio di Bożena Janina Zdunek, prigioniera polacca sopravvissuta al campo di concentramento. Il figlio di Janina ha poi donato il quaderno al Museo di Auschwitz. Di tutte le poesie viene citato un solo verso: «Teniamo alte le nostre teste rasate».

Il quaderno, originariamente usato per annotare il numero dei morti del campo, si è tramutato da memoria di morte a testimone di vita, custodito dalle prigioniere che se lo passavano per poterlo leggere, a rischio della vita stessa. Janina Zdunek l’ha portato con sé dal campo di concentramento, conservandolo per sempre.

Come bene osserva nel suo articolo Ferdinando Camon2:

“Questa detenuta di Auschwitz e Ravensbrück, che per tutta la vita ha conservato un quadernetto di 32 pagine in cui lei e le sue compagne scrivevano e nascondevano le poesiole che le tenevano in vita, viene però a dirci che la poesia è insopprimibile e irrinunciabile: non soltanto 'dopo' Auschwitz, ma anche 'dentro' Auschwitz. Non soltanto 'successivamente' ad Auschwitz, ma anche 'contemporaneamente'. Perché la poesia è 'resistenza'. Se il mondo è oppressione e uccisione, scrivere (versi, ma non solo versi) è liberazione.”

 

Non ho trovato riscontro della pubblicazione dei testi del quadernetto. Mi commuove nel profondo pensare che nel buio della ragione, quelle donne, in circostanze inimmaginabili, abbiano tenuto alta la loro dignità di esseri umani, scrivendo e leggendo poesia, che nemmeno la bestialità dell’olocausto ha saputo tacitare. Quelle donne hanno scelto consapevolmente di sfidare la barbarie, oltrepassando la disumanità in cui erano immerse, nello stesso modo in cui Anna Frank, rinchiusa in una soffitta all’età di tredici anni, per tentare di scampare alla realtà dei suoi giorni, è riuscita mirabilmente a sintetizzare:

“È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure, me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte. Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità.”

Queste donne hanno fatto dei loro corpi sofferenti – delle loro teste umiliate – e delle loro parole più intime uno strumento di protesta e opposizione, ridefinendo nella situazione più disperata il concetto di speranza.

A noi è affidata la memoria, a noi è affidata la poesia come strumento di resistenza e liberazione. A noi che assistiamo in questo tempo a nuove, terribili umiliazioni dell’umanità. Perché nessuna di quelle teste rasate venga mai dimenticata e non ci si stanchi di continuare a chiedere pace per chi nemmeno riesce più a farlo.

 

 

 

1 Avvenire – Ferdinando Camon 12/11/2020

https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/versi-a-testa-alta-dentro-il-male

2 Ferdinando Camon

https://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Camon

 



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