LA LINGUA MISTERIOSA DELLA POESIA - Anna Spissu - Omero. E quel viaggio che non finisce mai.
![]() |
| Anna Spissu |
È stato l’argomento dell’estate. Ne hanno scritto e parlato letterati, storici, critici cinematografici, gente comune, appassionati di letteratura e persone che l’Odissea non l’hanno mai letta veramente o che magari ne conoscevano, per sentito dire, solo alcuni famosi episodi, persone cui piacciono i combattimenti, i fantasy, i miti, la letteratura classica e persone che non l’hanno mai letta.
Passano i secoli, i millenni e la storia del viaggio di Ulisse è sempre qui, tra noi. Milioni, miliardi di volte Ulisse è partito da Itaca per Troia, e altrettante volte è stato costruito il cavallo che ha posto fine alla guerra e lo stesso vale per Polifemo, Calipso, Circe, Penelope, Telemaco, I Feaci, i Proci, gli dèi tutti e ogni personaggio del poema. Indubbiamente il film di Chris Nolan è stato una fiamma. Ma il fuoco non si era mai spento, ricorda certi antichi bracieri sacri che venivano tenuti sempre accesi in onore di qualche divinità. Sicché oggi come oggi, in qualunque libreria uno vada non manca uno scaffale con l’Odissea in bella vista, in edizione illustrata, non illustrata, commentata, per grandi e piccoli. Il vento di Itaca ha soffiato anche nelle biblioteche, riporto una notizia tratta da Ansa.it del 27 agosto 2026 e riguardante le Biblioteche di Roma : “nel primo semestre consegnati 290.000 testi, in testa i titoli su Ulisse per adulti e ragazzi”. Si potrebbe usare la celeberrima aria di Rossini ne “Il Barbiere di Siviglia”: “Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono/donne, ragazzi, vecchi, fanciulle” oppure usare il verso della canzone di Battisti “come può uno scoglio arginare il mare” e pensare al tempo come allo scoglio e fare del mare il dilagare della poesia. Borges aveva visto lontano con le sue parole: “…. lo è l’Odissea che cambia come il mare. Se la riapri cambia sempre qualcosa”. Questi versi sono una chiave per comprendere perché un’infinità di persone conoscano almeno qualche episodio dell’Odissea, perché conoscano almeno il nome di Itaca, di Ulisse , Penelope, Circe. Si è molto discusso se sia stato giusto che Nolan abbia praticamente escluso gli dei dalla narrazione del film, personalmente trovo che sia un’argomentazione pretestuosa: il film è suo e giustamente applica la sua visione dell’opera. Tornano le parole di Borges “ Se la riapri cambia sempre qualcosa” E penso che questo si possa applicare a ogni singola scelta del film a cominciare dagli attori. Certo, Bekim Femiu (che peraltro era jugoslavo di cittadinanza serba e non greco) nello sceneggiato televisivo del 1968 era già fisicamente Ulisse, senza neppure aprire bocca o fare un solo movimento. Matt Damon non poteva essere Ulisse, ma la bravura di un attore è quella di rendere credibile il proprio personaggio e perfino di farti dimenticare gli occhi azzurri e il volto nordeuropeo. La poesia di Borges pone una domanda: “ma in definitiva cos’è che rende veramente eterno il libro di Omero? Perché il viaggio è destinato a non finire mai? Ripartiamo dall’Odissea scritta da Omero. La ragione si potrebbe trovare in ogni singola pagina (e un giorno mi piacerà scriverne molto) ma ora qui vorrei sottolineare la straordinaria magia dell’opera che fa si che ogni episodio narrato incarni sentimenti, sogni, verità e argomenti sempre straordinariamente attuali. Vogliamo ripercorrere quello che accade con Polifemo? …Ma quando fummo distanti un tiro di voce, allora gridai al Ciclope parole di scherno: “Non era un vile, Ciclope, l’uomo di cui divorasti con violenza brutale i compagni nella tua concava grotta. Su di te doveva ricadere il misfatto, sciagurato, che osasti mangiare gli ospiti nella tua casa: per questo Zeus ti ha punito, e con lui gli altri dei”. Dissi così e ancor più egli si infuriava nel cuore. La cima di un monte alto divelse e la scagliò davanti alla nave dalla prora azzurrina. Cosa poteva/doveva fare Ulisse? Andarsene con i compagni, il più velocemente possibile . I compagni stessi lo esortano in tal senso. Erano già successe cose orribili, i vivi dovevano cercare di restare vivi e allontanare altre disgrazie. E invece no. Ulisse ha vinto il Ciclope, lo ha ingannato e accecato ma non basta . Lo vuole umiliare! Lui, che è solo un uomo mortale , ha vinto contro un Ciclope, figlio di Poseidone. …”Ciclope, se fra i mortali ti chiede qualcuno di quest’occhio orrendamente accecato, rispondi che te l’ha tolto Odisseo, distruttore di città, il figlio di Laerte, che in Itaca ha la dimora”. ( nel film di Nolan questo è reso da una freccia che Ulisse lancia al Ciclope mentre li sta inseguendo: invece di scappare e basta, rende così palese la sua presenza e meno difficile l’inseguimento di Polifemo; un po’ poco ma , come detto, lui è il dominus del film!) Passiamo ai giorni nostri, alle guerre orrende che stanno insanguinando il mondo, ma in fondo a tutte le guerre, oggi è soltanto tutto aumentato dalle enormi possibilità di comunicazione virtuale. Come non notare che le bombe e le distruzioni sono accompagnate o meglio sarebbe dire amplificate da proclami o immagini, create anche con l’A.I, che mirano a umiliare non solo questo o quest’altro regime considerato nemico ma anche interi popoli. Non c’è più alcuna divinità-padre-dio-del mare da invocare, non c’è più alcun dio vendicatore ma certamente l’umiliazione di un popolo non può che provocare nel futuro altro che odio e desiderio di vendetta. Al punto che credo sia lecito interrogarsi sulla reale volontà di far cessare i conflitti, considerando che le umiliazioni generano sempre odio e vendetta e che la pace non può prescindere dal rispetto. E sempre parlando di attualità come non riprendere le parole augurali di Ulisse a Nausicaa? …Che gli dei ti concedano tutto quello che il tuo cuore desidera, un casa , un marito e un felice accordo tra voi: nulla è più bello e più prezioso di questo, quando moglie e marito con un’anima sola governano la loro casa. Provano molta invidia i nemici, molta gioia gli amici. “ L’Odissea è datata circa 3.000 anni fa. Questo deve far pensare. Non stiamo certo parlando di una società femminista, al contrario, ma che tremila anni fa si scriva del matrimonio “un felice accordo tra voi” e che non ci sia niente di più bello e prezioso di questo, di moglie e marito che governano la loro casa “con un’anima sola”,beh direi che questo, in un tempo lontanissimo, è stato molto più moderno di lunghe dottrine civili e anche religiose che hanno devastato il ruolo della donna e di conseguenza ridotto il matrimonio a essere una gabbia nella quale non si doveva cercare né l’accordo e men che meno diventare un’anima sola. Tanto la donna non doveva contare nulla. Gli esempi, le leggi, i fatti, i soprusi: innumerevoli. Qui una curiosità tratta dalla posta del cuore del giornale “Le Courrier de l’hymen, Journal des dames, 3 marzo 1791. Sentite le qualità vantate ( ed evidentemente anche richieste) da una signorina che cerca marito nella posta del cuore. Siamo nella Rivoluzione Francese. “Quanto al morale sono dolce come una pecora, non ho volontà, sono estremamente franca e sensibile”. La modernità di Ulisse esce da sé, senza altri commenti che pure verrebbe voglia di fare pensando a chi oggi parla di “patriarcato mediterraneo” Sull’Odissea si possono scrivere fiumi di parole e voi direte : “Tutto qui?” No, non è tutto qui. Il resto alle prossime puntate!
Omero - L’Odissea Jean Paul Bertaud – la vita quotidiana in Francia al tempo della Rivoluzione – Fabbri ed. |


Meraviglioso inizio!
RispondiElimina