OLTREVERSI - Silvia Rosa -XI. Fuguruma. Bozzetti per profili informi | Rosanna Frattaruolo

 

Fuguruma. Bozzetti per profili informi (Arcipelago itaca 2026)



[La rubrica propone un approfondimento inerente al processo creativo sotteso alla pubblicazione di un libro, dalla fase ideativa a quella della sua concreta realizzazione, attraverso una breve intervista –in forma di questionario– rivolta a autrici e autori del panorama poetico contemporaneo, invitate/i a raccontare della loro più recente opera in versi].


  1. Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a scrivere questo libro e gli spunti che ne hanno ispirato i testi?

Quando scrivo non v’è alcuna idea di libro, né un progetto che giustifichi la scrittura. V’è piuttosto l’urgenza di dire in poesia ciò che non potrei esprimere diversamente. La poesia attinge al visibile e all’invisibile, e il corpo è la soglia, la zona liminale in cui entrano in contatto. È proprio dalla loro interferenza che affiora la poesia, quando l'evidenza si incrina, lasciando emergere altro. Non decido quali tematiche affrontare, ma, a conti fatti, mi ritrovo sempre ad annaspare in una ferita aperta. La poesia non mi insegna a vivere, non mi rende più saggia – altrimenti dovrei sentirmi salva –, ma mi consente di avvicinare anche la materia più dolorosa, attivando una tensione creativa verso il sublime kantiano. Parafrasando De André, è come far nascere fiori dal letame.


  1. Come hai scelto il titolo? 

Dovendo restituire il lavoro nella sua interezza e complessità, il titolo nasce solo alla fine del processo di scrittura e dello studio dell'architettura del libro. Fuguruma era il carretto che, nell’antico Giappone, trasportava i libri al palazzo imperiale: si credeva che ogni volume custodisse gli spiriti delle parole scritte, destinati a risvegliarsi attraverso la lettura. La paura, allora, si riattiva proprio lì, nella lettura (e, prima ancora, nella scrittura); ma è una paura che viene attraversata, e in qualche modo, governata. Bozzetti per profili informi è un segmento di verso di pagina 98.


  1. Quali sono stati i passi che ti hanno portato alla sua pubblicazione, nello specifico come ti sei orientata per la scelta della casa editrice e quali ostacoli hai eventualmente incontrato?

L’idea della pubblicazione arriva sempre dopo la scrittura. È come chiedersi: e ora, cosa ne faccio di questo lavoro? Da circa tre anni ho iniziato a frequentare i premi letterari. Fegato in cartolina è stato pubblicato grazie al primo premio Il Convivio. E, se non avessi già firmato con Arcipelago itaca qualche settimana prima dell’esito del Premio Lago Gerundo, anche Fuguruma avrebbe ricevuto la pubblicazione come riconoscimento. Danilo Mandolini aveva, nel frattempo, ritenuto l’opera interessante e a me è sembrata da subito la giusta collocazione.


  1. Che cosa auguri a questa tua opera in versi?

Vorrei che Fuguruma incontrasse l’interesse dei lettori, pur rendendomi conto di non aver scelto una via semplice. Alberto Bertoni scrive nella postfazione: “[…] Del tutto estraneo ai meccanismi tradizionali del lirismo occidentale (e ai meccanismi connessi di riconoscibilità e di comprensione immediate di schemi per certi versi prefissati), questo libro intensissimo […] fa delle parole che lo intessono carne viva, condivisione di fiato ancestrale e vitale, stordimento e spaesamento rispetto a qualsivoglia meccanismo passivo di percezione automatizzata […]”. In fondo, consapevolmente o meno, tutti affrontiamo in poesia gli stessi tòpoi dell'esistenza – amore e morte, malattia e resistenza, violenza e spiritualità, sono alcuni di essi. L'impegno allora è di restituire al lettore questi contenuti in modo insolito, cercando un'architettura che li renda vivi e riconoscibili, senza essere prevedibili, anche a costo di non rispondere sempre al gusto comune o di rendere l’approccio più difficile. “Gli spiriti, i mostri che popolano queste pagine non appartengono solo ai miti giapponesi: arrivano dal luogo primitivo dei sogni e delle paure che attraversano ogni cultura. […] È stato salvifico dare loro un nome, per accettarne l'esistenza: quando nominiamo ciò che ci inquieta, la bestia smette di dominarci […]”1.


Da Fuguruma. Bozzetti per profili informi (Arcipelago itaca 2026)


oggi che a tutti fiorisce la bocca di pensieri d’amore

mi sale fino in gola il rigurgito acido del tuo essere madre

duecento lire perse nel tragitto lo schiaffo a santa Genoveffa


fu colpo di tosse a sputare il rospo di una figlia di troppo

fu contraltare al centodieci origliare dalla vicina

l’intento di scucirmi dal tempo a tinte forti


ore di sole alla finestra ago dentro e fuori

a punto erba e punto pieno volevi ricamassi la mia dote

invece con quell’ago ho cucito la bocca


e zitta ti ho uccisa nel sogno almeno un milione di volte


*


m’intenerisce la tua insonnia così tanto

che dopo i sepolcri ai tavolini dei bar

ti avrei strappato dal ramo

con le dieci bacche di sorbo

per condurti al mio palmo


mi prenderò cura del tuo sonno

reiterandomi ogni ora nel gesto

d’inchiodare il rintocco sulle tre

e sospendere il tempo che non sosta

quel tempo che non vuoi lasciare


lo scriverò ottocento volte

sono solo le tre

sono solo le tre

solo le tre


Nouma dormi


*

anche il fegato è infranto

non solo il cuore

all’amore malato non si sopravvive

ogni giorno intacca un organo

le farfalle nella pancia fanno i vermi

i vermi mangiano la pancia


Nue dice che ho i tarli nella testa

per questo ho le ossa rotte


*


mi mangia dentro le buone intenzioni

e nelle ore di apatia arreda la mia casa

togliendo fiato alla parola da dire

a quella da scrivere


Gaki mi ha divorato la lingua

ha svuotato la cantina dall’olio buono


taccio non so urlare

mi mordo le labbra ogni tanto

per accertarmi che di baci

non me le abbia già espropriate


*

fissare le piastrelle anni settanta seduta sul water

e con le macchie sulla maiolica di Rorschach

plasmare bozzetti per profili informi

non mi tramuterò in Kamikiri

né perderò i capelli


lingerie rossa al trentuno di dicembre

per avere dodici mesi di fortuna


nella notte risalgono dai buchi neri pensieri impuri

mi rivolgo al dio dei luoghi silenziosi

Kanbarinyudo sia disposto a sostenere la fatica

della stitichezza e la finestra chiusa

per il gelo di febbraio e dei mesi a venire


in preghiera ho sempre sette anni

resta al mio fianco ora nel momento del bisogno


___________________


Rosanna Frattaruolo, pugliese, vive a Rivarolo Canavese (TO). Ha pubblicato, in versi: Fragile (edizioni LunaNera 2017); Le case con gli occhi verdi (Babbomorto edizioni 2021); Decostruzioni e ricostruzioni - Esercizi allo specchio, con Rosanna Spezzati (RP libri 2022) e Fegato in cartolina - je vais te dire un secret, con nota di Alberto Bertoni (Il Convivio editore 2024). Ha fondato e co-dirige con Antonio Corona il lit-blog letterario “Il Tasto Giallo”. È inserita nell’antologia Poesia a Torino. Cent'anni e quaranta volti, curata da Alfredo Rienzi (puntoacapo editrice 2024), e alcuni suoi testi e interventi critici sono presenti su riviste letterarie, lit-blog e quotidiani. Sue poesie, raccolte edite e inedite hanno conseguito riconoscimenti in premi di rilevanza nazionale. La versione inedita di Fuguruma. Bozzetti per profili informi, ha ricevuto, tra gli altri, il primo Premio “Lago Gerundo”, il secondo Premio “InediTo - Colline di Torino” e il terzo Premio “ilglomerulodisale”.

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