POESIA? NO, GRAZIE - Vincenzo Lauria - Blob,grazie!

 



In pieno luglio, frinire di cicale,  la mente che divaga, vola per un attimo a una flessuosa  Heather Parisi.

Non è più tempo di nostalgiche fughe giovanili, il paradiso degli haters non può aspettare, le isole che tentano, i Mari che ci vincono, i Mari ai domiciliari, caccia a Sigfrido, a li mortacci dei sondaggi, tagliato a fette il melone(llum), non riposano le Murgie... per cui la quale cicale, cicale, cicale...


Frinire o non frinire?

Finire o non finire... per frinire?

 

Guidati da fari illuminati, La nostra meglio gioventù fugge tuttavia chi vuol esser fresco altrove sia.

Un altrove chiede ascolto, si fa largo, piano piano, è il tuo corpo.

Ti sussurra, inizialmente, poi ripete dolcemente, una nenia che ti sviene.

Giunta è l'ora di riposare, non senti la stanchezza della membra? T'obnubila la mente...

È frastuono, non un tuono, si susseguono le immagini in dormiveglia, un sussulto di caduta, spasmo ipnico – dicono , volo pindarico, sembra spegnersi il palinsesto,  fare zapping sul dejà vu, cuccù cuccù cuccù.

E appaio a me stesso in stile Blob, regina delle emissioni, che di tutto frulla un po', entro in scena da vedette, vestita di paillettes.

Poesia, poesia per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia. File di baciapile, Abracadabra in stile Lady Gaga, riaffiora Wanna Marchi, il cadavere nel lago, l'erba del vicino, Londra sa di Tirolo, racchette antizanzara, l'ultima spiaggia dei "pezzenti".

Allarga lo zoom, il campo largo è da arare, Amici Ahrarara, seduti sui Fichi d'India, che più ci pensi e più t'appare Fonzie, Calende al singolare, racchette, racchette antizanzare... quante le leghe sotto i mari? Crollano ponti immaginari, remare e remigrare, remare e naufragare o remigrare,  libero sparare agli animali, animali da palcoscenico... mirare mirare...

Un'estate al mare e già russo, Giuni che manchi, il Franco che manca, Povera Patria schiacchiata dagli abusi di potere, sul ponte sventola collana bianca e cuccurucucu paloma, dress code total white, sorrisi e caxxoni, italico lamento, candore che più non c'è perepepeppé perepepeppé.

L'onda anomala del ciuffo, sali e scendi dei mercati, proclami e smentite, accordi e disaccordi, Fellini dalla Gruber, testimonianze false, funerali di sei giorni al rallentatore.

Dammi pace, Dammi il tuo cuore, voglio solo esplosioni d'amore: flashback di Jo Squillo.

Piano sequenza: cede la terra in Venezuela, Gaza rasa, sull'erba  il peccatore rosso strapazza l'avversario. Chi, è contro chi? L'Oligarchia comunista, la dittatura democratica, chi ha visto l'ONU? Chi non lo chiama genocidio? Chi non vorrebbe esser mai NATO?

Gente che dice che pare, che pure la Sciarelli abbia gettato la spugna, Gente che dice, Novella che dice, quale Avvenire? Gente che ripete, opinioni opinioni, suonano alla porta, ancora Il Corriere, che dice, che dice? La Repubblica della banane, Il (mis)Fatto quotidiano, calore, calore, fisso il Sole 24 ore.

Signora mia, è tutto un cicaleccio... non c'è limite al peggio!

 

P.s.: mi sia concesso questo omaggio, a mio modesto modo, alla trasmissione cult Blob.

Alcuni potrebbero pensare che avrei speso meglio il mio tempo e la possibilità mensile di questo spazio, dedicandomi a scrivere di un libro tra quelli letti. Non me ne vogliano, avevo desiderio di lasciarvi così prima della pausa estiva, con qualcosa che facesse respirare quell'aria di sbaracco dei palinsesti estivi, che parlasse della stanchezza e del bisogno di una pausa prima del ritorno autunnale.

Ci ritroviamo a Settembre con chi vorrà e potrà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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