FRASEGGI DI LUCE - Annalisa Lucini - "Io do, - io mi do -, dunque sono"
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| Annalisa Lucini |
«Riconoscere l’Altro, è dare» Lévinas
abbiamo un piede
nell’assoluto,
qui, ora.
Grazie a lei
nessun bisogno
d’interrogare
senza fine lo scopo:
qui, ora lo polverizzano.
Grazie a lei,
sola dimora
la vera grandezza del
cammino,
in agente pensiero:
Io dò, – io mi dò -,
dunque sono.
(Jean Flaminien)
Je donne, – je me donne -, donc je suis è il verso finale ed in
lingua originale (francese) di questa poesia di Jean Flaminien, autore
contemporaneo che, in una delle sue recenti pubblicazioni, ha affrontato in
termini letterari e filosofici l’annosa questione legata alla “bontà”, alla
quale da sempre è preferito il “male”.
Chissà perché?
Forse perché il male è
imperfezione. Male è soggiacere alla umana tendenza egoistica ed è come il nero
che, talvolta, piace più del bianco.
E quando incontro l’Altro cosa accade?
Secondo Emmanuel
Lévinas « L’Altro uomo non mi è indifferente, l’Altro uomo mi concerne,
mi riguarda nei due sensi della parola “riguardare”. In francese si dice che
“mi riguarda” qualcosa di cui mi occupo, ma “regarder” significa anche
“guardare in faccia” qualcosa, per prenderla in considerazione».
Dunque l’incontro con l’Altro
è passaggio dal mondo a ciò che lo trascende attraverso il volto che “è traccia
dell’Infinito”.
Ogni cosa mi appartiene
nella misura in cui posso condividerla con l’Altro e, nella relazione etica, il
volto -qui ed ora- oltre ad esprimere l’Io è anche apertura, accoglienza
che mi consente di “infrangere l’egoismo e di rispondere alla domanda
dell’Altro, ovvero di esserne responsabile”.
Jean Flaminien è poesia che pensa, è espressione di quella
poesia che si interroga sul «perché siamo qui» e tra egoismo ed indifferenza
dilagante, cerca il senso ed ha il coraggio di affrontare il tema della bontà,
irriso dai più, perché percepito come utopia.
Noi, il mondo, l’universo
e tutti gli esseri che lo abitano: tutti con un piede nell’assoluto
senza bisogno di chiedere quale sia lo scopo perché ne siamo frammento.
Risiede nella bontà
la vera grandezza del cammino: esistiamo veramente nella misura in cui
ci prendiamo cura dell’Altro.


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