FRANCIA-ITALIA: PONTI DI POESIE - Maria P. Mischitelli - «Ponti di Poesie» 2026: Il Primo Festival Franco-Italiano a Saint-Étienne
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| Maria P. Mischitelli |
Il
festival «Ponti di Poesie» è una manifestazione culturale franco-italiana che
si terrà il 25 e 26 agosto 2026 a Saint-Étienne, nel dipartimento della Loira.
Lo scopo principale dell'evento è unire idealmente le due sponde e le due
lingue attraverso la forza della parola poetica ma anche della musica e del
teatro, abbattendo ogni tipo di frontiera.
Il
Programma in Sintesi
●
Giorno 1 – «Le Radici comuni»:
una giornata dedicata alla memoria, alla terra e all'eredità condivisa. Tra gli
appuntamenti principali ci saranno letture incrociate, una passeggiata teatrale
nel Jardin d'Éden (con la lettura di estratti di Catherine Balaÿ e di David
La Mantia), una tavola rotonda intitolata «Scrivere contro l'invisibile»
animata da Maria P. Mischitelli, con
l’intervento molto atteso di Gianluca
D’Annibali, poeta dialettale marchigiano, e una grande serata musicale e
poetica incentrata sulla fusione delle due lingue.
●
Giorno 2 – «Orizzonti aperti»:
spazio al dialogo e alla creazione contemporanea con laboratori di scrittura
bilingue, letture di haiku e momenti dedicati alla poesia d'impegno. La sezione
dedicata al «giallo poetico» vedrà l'incontro con Jean-Louis Nogaro, direttore delle Éditions du Caïman, e un omaggio
a Jean-Claude Izzo. La chiusura del
festival sarà celebrata con un grande banchetto condiviso e una performance
inedita dei poeti.
I
Padrini e gli Ospiti dell'Edizione
L'onore
di fare da padrino e guidare idealmente questa edizione spetterà a David La
Mantia, poeta italiano di grande sensibilità, che accompagnerà una ricca
delegazione di poeti e poete italiani e italiane di rilievo (Viola Bruno, Gianluca D'Annibali, Stefania
Giammillaro, Doris Bellomusto, Maria P. Mischitelli e Melania Valenti) e francesi (come Julie Ladret, Catherine Balaÿ, Vincent Germani e Jérôme Teissier).
Una
giovane poeta francese: Julie Ladret
La
raccolta di poesie «L'éternelle Cassandre» di Julie Ladret è stata pubblicata di recente da abribus éditions: https://abribus-editions.blogspot.com/
La
presentazione ufficiale dell'editore ci offre un quadro molto chiaro dello
spirito e dello stile di questi frammenti poetici:
«Nella
leggenda, Cassandra è prima di tutto una profetessa condannata a non essere mai
creduta. Ma al di l' del mito, diventa poetessa: la sua parola ferita inventa
la propria strada. Questa raccolta vi invita a seguire i suoi passi, dall'amore
all'eternità, in frammenti di poesia. I suoi versi portano la traccia delle sue
visioni, dei suoi dolori, dei suoi bagliori. Attraverso la poesia, la
maledizione si trasforma in creazione e Cassandra rinasce nella forza
inalterata del suo canto.»
L'opera
viene descritta come un'ode viva e ardente all'«insonnia dell'anima e
all'eterna speranza», che esplora la trasformazione del dolore e del destino in
una forza creatrice attraverso poesie frammentarie.
Estratto
della raccolta L’Eterna Cassandra (traduzione dall'originale francese)
Version française
Je suis née
sans heurts,
sans douleurs,
sans un cri, comme un oubli.
Puis
j’ai été jetée dans le torrent infini,
ballottée,
démembrée,
déchirée
par les roches, par les hommes.
J’entends
sans cesse la mélodie dissonante du requiem pour un rêve,
entêtant, fascinant magma de colères, de désirs,
de tous les « ça » du monde.
J’envie
cette vie hésitante,
cette
forteresse de fiel
qui
emprisonne mes songes,
qui
empoisonne mes mots.
Je
suis Cassandre,
morte
sans regret,
folle,
trahie par ma propre prophétie,
condamnée
à ne jamais être crue,
jamais.
Ma malédiction a des beautés sous-estimées.
Elles écrivent sur mon tombeau :
« Oubliée,
désaimée,
désailée. »
Une vérité encore irrespirée.
Je suis Cassandre.
Et parfois,
je me souviens que je suis née
sans heurts,
sans douleurs,
sans un cri, comme un oubli.
Versione
italiana
Sono
nata
senza
urti,
senza
dolori,
senza un
grido, come un oblio.
Poi sono
stata gettata nel torrente infinito,
ballottata,
smembrata,
lacerata
dalle
rocce, dagli uomini.
Sento
continuamente la melodia dissonante del requiem per un sogno,
ossessionante,
affascinante magma di rabbie, di desideri,
di tutti
i «soggetti» del mondo.
Invidio
questa vita esitante,
questa
fortezza di fiele
che
imprigiona i miei sogni,
che
avvelena le mie parole.
Sono
Cassandra,
morta
senza rimpianto,
folle,
tradita dalla mia stessa profezia,
condannata
a non essere mai creduta,
mai.
La mia
maledizione ha bellezze sottovalutate.
Esse
scrivono sulla mia tomba:
«Dimenticata,
disamata,
priva
d'ali.»
Una
verità ancora irrespirata.
Sono
Cassandra.
E a
volte,
ricordo
che sono nata
senza
urti,
senza
dolori,
senza un
grido, come un oblio.
Ripropongo
qui brani tradotti da me per questo stesso blog. Si tratta di una poesia di
Stefania Giammillaro e del nostro padrino e ospite d’onore, David La Mantia:
Di
Stefania Giammillaro, da Errata complice, Editore peQuod, 2024
Version française
Rien n’est perdu
Tout est maintenant
Je ne
suis pas vivante dans le souvenir
dans l'obsession
de ce que j'aurais pu
La chair est dans ce pincement
que je tourne en biais pour me sentir
quand la
mer ne distrait pas
La
parole est un pont qui traverse
la
possibilité de me pardonner
au
miroir des remords
Et si je
saigne
je
saignerai pour m'enfanter
Versione
italiana
Nulla è
per
tutto è
adesso
Non sono
viva nel ricordo
nell’ossessione
di quel
che avrei potuto
La carne
è in questo pizzicotto
che giro
di traverso per sentirmi
quando
non distrae il mare
La
parola è ponte che attraversa
la
possibilità di perdonarmi
allo
specchio dei rimorsi
E se
sanguino
sanguinerò
per partorirmi
Di
David La Mantia, da Gesti lievi. L’amore, se te ne accorgi, Il Leggio,
2022
Version française
Les filles du cœur, les miennes, peignent,
avec de
l'eau sale et de la glace, des nuages,
la rage
et des doigts raides, des doigts
pour serrer,
des doigts pour dire adieu,
solitude. Ce sont des filles
qui préservent les hivers
et partagent le vent, lèvent
le soleil et le couchent.
Têtes basses, elles savent fusiller
la joie,
la faire renaître,
petite,
nouvelle. Si je les cherche,
elles cherchent un refuge dans ma peur,
si je les trouve, elles me disent
de les trouver à nouveau.
Versione
italiana
Le
figlie del cuore, le mie, dipingono,
con
acqua sporca e gelo, nuvole,
rabbia e
dita rigide, dita
per
spremere, dita per dire addio,
solitudine.
Sono figlie
che
conservano inverni
e
condividono il vento, sollevano
il sole
e lo fanno cadere.
A testa
bassa, sanno fucilare
la
gioia, farla rinascere,
piccola,
nuova. Se le cerco,
cercano
tana nel mio timore,
se le
trovo, mi dicono
di
trovarle daccapo.
Ma
chi è David La Mantia?
Il
progetto Finestre e l'attività sul Web
●
« FINESTRE – Lit-blog dell'Irregolare » :
David La Mantia cura, co-amministra (con altre amministratrici) ed è uno dei
protagonisti di questo importante spazio web e blog letterario (Finestre
lit-blog), dedicato alla diffusione della poesia e della cultura contemporanea.
●
L'opera Finestre. Taccuino 1935-2022 :
è anche il titolo di una sua acclamata raccolta (pubblicata da Inschibboleth
Edizioni nel 2022). Si tratta di un'opera scarnificata, fatta di testi brevi e
frammenti lirici che aprono «squarci» sulla memoria personale e sulla
macrostoria. Lui stesso definisce la sua scrittura e la sua presenza poetica
come «un maglione indossato a rovescio» — qualcosa che si sente fuori posto,
attonito e sempre in ricerca di fronte alla realtà.
Il
Profilo Accademico e l'Insegnamento
●
I Grandi Maestri : formatosi
in Filologia Moderna all'Università di Siena (e con un percorso in Scienze
Umane a Reims), La Mantia è stato allievo diretto di due giganti della critica
letteraria italiana: Franco Fortini e Romano Luperini.
●
Il «Professore-Poeta» : insegna
stabilmente Italiano e Latino a Grosseto. Sebbene strettamente legato alla
dimensione del Liceo, il suo approccio didattico punta a portare la poesia
contemporanea viva tra i banchi di scuola, superando i rigidi confini dei
programmi ministeriali tradizionali.
La
sua Poesia: Gesti lievi
La sua
cifra stilistica si ritrova perfettamente nella silloge Gesti lievi.
L'amore, se te ne accorgi (Il Leggio, 2022). La sua è una poesia «sana e
forte» che rifiuta la retorica e l'aggettivo superfluo. Scrive versi per dare
voce ai piccoli, ai dimenticati, agli invisibili (un tema che si sposa
meravigliosamente con il titolo della tavola rotonda del festival, «Scrivere
contro l'invisibile»).
L'Impegno
Culturale
Oltre
alla scrittura, è membro del comitato scientifico della Fondazione Bianciardi
(dedicata allo scrittore Luciano Bianciardi) ed è un attivo animatore culturale
in Toscana, dove organizza rassegne e incontri per avvicinare il grande
pubblico alla complessità dell'arte contemporanea.


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