POETICO ACCESSORIO - Claudia Olivero - "E invece di volare via" – di Silvia Vecchini, ovvero quando un libro illustrato non è solo roba da bambini
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| "E invece di volare via", Silvia Vecchini, Edizioni Corsare 2022 |
Qualche anno
fa ho ricevuto in regalo da mia sorella un libro illustrato intitolato “E
invece di volare via”: io adoro questo genere di libri, credo che possano
raggiungere dei livelli di bellezza e poesia supremi. Questo è stato scritto da
Silvia Vecchini, autrice e poetessa,
e illustrato da Beatrice Bandiera,
per i tipi delle Edizioni Corsare.
Devo ammettere
che la prima volta che l’ho letto mi ha fatto commuovere. Da poco l’ho ripreso
in mano, per organizzare un evento didattico nella classe di mia figlia
Cecilia: la maestra, dopo aver invitato un medico e una farmacista, genitori di
un compango, per parlare di educazione sessuo-affettiva, ha voluto me per
parlare di poesia.
Prima di tutto
va detto che il libro, l’autrice l’ha dedicato alla sua maestra e questo è
molto bello, perché a scuola i bambini passano tante ore della loro vita e
quando trovano una persona importante, alla quale addirittura da adulti
dedicheranno un libro, credo che quella persona abbia fatto proprio un bel
lavoro.
La storia
parla di una bambina a cui capitano cose strane: quando si trova in situazioni
che per lei sono speciali (ma che in realtà sono esattamente le situazioni di
ogni giorno), che le suscitano delle emozioni profonde, le succede di alzarsi
in volo, proprio lì, mentre sta facendo, guardando, vivendo quella determinata
esperienza. Esperienza, bisogna precisare, di volta in volta diversa, ma
sicuramente afferente la sfera dell’ordinario, del cosiddetto “normale”.
Ed è proprio
questa ordinarietà, questa mancanza di straordinario, a creare la poesia, in
contrapposizione al facile sentimentalismo. Ma non solo, qui c’è anche il
messaggio più importante della storia, sia che la legga un bambino, sia le lo
faccia un adulto: la poesia, quella vera, quella che fa volare in alto, può
essere dappertutto, ovunque, ma anche e soprattutto nelle piccole cose.
E così accade
che in una strada solitaria e silenziosa, mentre torna a casa, alla bambina
“tutti i peli delle braccia si rizzarono, e le si staccarono i piedi da tera.
Si sollevò. […] Non seppe cosa fare per alcuni istanti. Poi tornò indietro a
prendere il sandalo, lo infilò.”
La poesia del normale, la poesia della vita...”life
is what happens while you’re busy making other plans[1]”, diceva John Lennon:
proviamo a sostituire ”life” con “poetry” and it still makes
sense[2]! Anzi, forse è proprio questo il
significato, perché per qualcuno la vita e la poesia sono concetti del tutto
intercambiabili, ma anche per chi non l’ha mai pensato, se vuole provare a
stare in ascolto, il significato di questa verità può arrivare diretto in
faccia, come il vento quando apri la finestra certe mattine.
Ascolto, altro concetto molto importante in
poesia: senza ascolto, infatti, non può esistere la poesia. Che sia ascolto di
sé, dell’altro o del mondo, il segreto sta tutto in questo gesto che oggi sta
diventando sempre più complesso, anche a causa dei tanti (troppi…) continui
stimoli a cui siamo sottoposti proprio nel nostro ordinario vivere.
Ma tornando
alla bambina, nel corso della storia le accade spesso di alzarsi in volo e ogni
volta questo suo stato di leggerezza è accompagnato da versi delicati. Alla
fine la bambina capisce qualcosa, un segreto che le sussurra la sua maestra,
una parola misteriosa, non detta, ma per ognuno di noi declinabile e
comprensibile: La Parola, quella che ci accompagna tanto se scriviamo poesia,
quanto se non lo facciamo, La Parola che ci aiuta a prendere il volo. E così,
grazie a questa Parola, “alla bambina capitò ancora tante volte di staccare i
piedi da terra. Per la gioia, l’amore, il dolore o un improvviso stupore”.
L’insegnamento della maestra di questa bambina è enorme, perché se volare è
bello, è anche giusto tornare con i piedi per terra; ma quelle emozioni che ci
hanno permesso di alzarci in volo non ci devono abbandonare, no, ci possono
invece accompagnare sempre.
Che la poesia
sia un bene per tutti, che la meraviglia e la curiosità ci accompagnino sempre!
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Silvia
Vecchini si è laureata in lettere moderne con una tesi sull’opera poetica di
Primo Levi e dal 2000 scrive per bambini e ragazzi, i suoi libri sono spesso
illustrati e le rime che confeziona riecheggiano la voce di Bruno Tognolini,
altro maestro della poesia per bambini. Da poco è uscito per Bompiani “Se tutte
insieme. Poesie di madri, figlie sorelle”, “con una
voce che è la sua di sempre e insieme è diversa”.
E
forse scrivere è accendersi
se
passa accanto qualcosa che trema come te
riconoscerne
la fosforescenza
accorgersi
di chi parla la stessa lingua
intermittente
che fa saltare i contatori
cuori
e fulmina le teste lampadine
per
me è brillare accordata
allo
stato d’allerta dei bambini e ancor più,
sempre
di più,
delle
bambine.[3]
***
Beatrice
Bandiera, invece, ha studiato illustrazione all’Accademia di Belle Arti di
Bologna. “Il fiume scorre” è stato il suo primo libro, dedicato al suo paese
natale, Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso. Collabora con diverse
case editrici, ma anche con altre realtà, come la compagnia teatrale Laminarie
di Bologna, ed è autrice di live painting. “E invece di volare via” è il suo
debutto nell’illustrazione per l’infanzia.
"Non
avere paura trasforma il disegno in uno spazio di libertà. Io credo molto che
ciò che disegno diventi vivo, se è vero per me"[4].


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