NULLA DI SERIO - Danilo Lombardi - La poesia nella Musica. Musica e Poesia son due sorelle ristoratrici de l'afflitte genti

 

Danilo Lombardi

Giovan Battista Marino scriveva nel 1623, nel suo poema mitologico l’Adone, che “Musica e Poesia son due sorelle ristoratrici de l’afflitte genti “.

Massimo Bubola, musicista e poeta, allo stesso modo scriveva “La poesia e la musica si sono sempre date la mano come due muse, due sorelle che scendono nel mondo per avvolgerlo di bellezza, per cantarlo e consolarlo”.

In effetti, se vogliamo parlarne senza alcuna pretesa storico - letteraria, questa stretta parentela è sempre esistita.

Nell'antica Grecia i componimenti poetici venivano cantati e accompagnati con la lira (“lirici”), da altri strumenti, o recitati.

Il verso poetico nasceva per essere cantato o accompagnato dal suono. Ed è innegabile che sia la musica che la poesia si sviluppino nel tempo e si affidino a elementi come metro, ritmo, assonanze e pause.

Le Chansons de geste medievali, che celebravano le gesta di eroi e cavalieri, erano letteralmente delle poesie, erano scritte in rima per essere ricordate a memoria più facilmente dai menestrelli.

 

Nell’Opera il libretto, il testo poetico, costituisce un vero e proprio genere letterario, finalizzato ad un stile musicale; è un prodotto letterario con caratteristiche autoriali proprie.

 

Dalla poesia “cantata” si arriva agli artisti musicali “poeti”, ricordando che nel 2016 è stato assegnato il Premio Nobel per la letteratura a Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan con la motivazione: “Le sue canzoni e le sue liriche hanno avuto influenza in tutto il mondo, elevando la musica a forma poetica contemporanea”.

C’è stato chi, come tale Alberto Grandi, dopo aver ammesso di conoscere di Dylan solo due o tre canzoni, ha scritto Nel caso di Dylan, le sue parole sono musica senza la musica che effettivamente le accompagna?  Non credo” . Non voglio mettere in discussione le conoscenze del citato critico Grandi, autorevole nella disciplina delle scienze dell’alimentazione per le quali detiene una cattedra a Parma, ma voglio avere la presunzione di credere che se avesse ascoltato e compreso qualcosa di Dylan, o della musica in generale, il giudizio sarebbe stato completamente diverso.

 

Nella mia esperienza personale, alle scuole medie, la necessità di imparare le poesie a memoria, anche quelle lunghissime, costituiva un tormento.

Due per tutte: Il passero Solitario e Il cinque maggio. Sicuramente a torto non digerivo, anche se non ero il solo, di ripetere dei versi in modo noioso e passivo, senza averne prima compreso il significato, e in questo le capacità comunicative dei docenti non erano di ausilio, e queste circostanze impedivano di vedere l’utilità, invece indiscutibile, di tale esercizio.

 

Invece la musica, ed anche i testi musicali, interessavano tutti gli adolescenti, e non stupitevi se a dodici anni i ragazzi ai miei tempi (lontani…) ascoltavano il progressive e i cantautori.

 

Mi viene in mente di porre a confronto, senza commentare, la classifica dei dischi più venduti di 50 anni fa con quelle attuale, anche se non saprei dire con precisione con quali modalità avvenga adesso la “fruizione” dei brani musicali. 50 anni fa si entrava in negozio e con 5.000 lire – che non erano proprio una somma irrisoria – si acquistava l’ellepi. Adesso chiunque ha a disposizioni infinite discografie gratuitamente, eppure…..

 

Nella classifica 1976 troviamo il progressive inglese (Genesis, Pink Floyd) e italiano (PFM), i cantautori (Battisti, De Gregori, Venditti, Bennato, Mina con Vinicius de Moraes) ed altri tra i quali Barry White e Fausto Papetti (che ha suonato nei concerti in Italia con Chet Baker insieme a Franco Cerri).

 

1

Wish you were here

Pink Floyd

2

Amigos

Santana

3

Lucio Battisti la batteria il contrabbasso ecc.

Lucio Battisti

4

Desire

Bob Dylan

5

Minacantalucio/La Mina

Mina

6

Via Paolo Fabbri 43

Francesco Guccini

7

A love trilogy

Donna Summer

8

21ma Raccolta

Fausto Papetti

9

Bufalo Bill

Francesco De Gregori

10

Concerto per Margherita

Riccardo Cocciante

11

Lilly

Antonello Venditti

12

La torre di Babele

Edoardo Bennato

13

22ma Raccolta

Fausto Papetti

14

Hacia la libertad

Inti Illimani

15

Let the music play

Barry White

16

Arabian nights

Ritchie Family

17

A trick of the tail

Genesis

18

Poohlover

Pooh

19

Mahogany

Diana Ross

20

La voglia la pazzia l'incoscienza l'allegria

Ornella Vanoni

21

Chocolate kings

Premiata Forneria Marconi

 

 

Sulla classifica 2026, che inizia con un trauma, non sono in grado di dire molto, per mia ignoranza sicuramente, anche se penso che la sola Donna Summer del 1976, la Regina, avrebbe sgominato questi di ora..

 

  1. Tony Boy – Trauma
  2. Olly – Tutta vita (sempre)
  3. Geolier – Dio lo sa – Atto II
  4. Artie 5ive – La Bellavita
  5. Ernia – Per soldi e per amore
  6. Kid Yugi – Tutti i nomi del diavolo
  7. Marracash – Persona
  8. Pinguini Tattici Nucleari – Hello World
  9. Bad Bunny – Debí tirar más fotos
  10. Annalisa – Ma io sono fuoco
  11. Achille Lauro – Comuni Mortali
  12. Sfera Ebbasta & Shiva – Santana Money Gang
  13. Gemitaiz – Elsewhere
  14. Pink Floyd – Wish You Were Here (50th Anniversary Edition)
  15. Bresh – Mediterraneo (Epic / Sony Music)
  16. Lazza – Locura (Island / Universal Music)
  17. Paky – Gloria (Glory / Atlantic / Warner Music)
  18. Various Artists – Kpop Demon Hunters (O.S.T.)
  19. Irama – Antologia della Vita e della Morte
  20. Anna – Vera Baddie

 

Comunque, e senza divagare, era più facile ricordare il testo di una canzone, non solo in italiano, che una lunga e, per me, noiosa lunga poesia. Sicuramente si sbagliava, ma era così.

 

Ritornando al discorso principale, possiamo affermare che i testi dei brani musicali di allora contenevano poesia? Non voglio influenzare nessuno e citerò, da attempato appassionato di musica, alcuni dei miei ricordi.

 

Partendo da epoche non recenti, anche per me, vogliamo negare che i testi di artisti come George Brassens, Jaques Brel, Léo Ferré, Chico di Buarque de Holanda, Gilberto Gil, Caetano Veloso e Maria Bethania non fossero poesia?

 

Vi invito ad ascoltare, scorrendo tra i ciddì in mio possesso e ricordando i concerti a cui ho assistito, Tarde em Itapoã di Vinicius De Moraes e Toquinho, interpretata da Paula Molerembaum (che con il marito Jaques e il compianto geniale Ryūichi Sakamoto ci ha regalato capolavori ineguagliabili).

 

La canzone ha origine da una storia d’amore. Nel 1969 Maria Bethânia, in compagnia dell’attrice Gessy Gesse, entrò in un piccolo bar di Bahia dove trovò Vinicius de Moraes, che da solo in un angolo stava bevendo un whisky. Vinícius appena vide Gessy Gesse se ne innamorò e disse: Ti sposerò e vivrò a Bahia, cosa che avvenne. Vinicius scrisse il testo e Toquinho caparbiamente riuscì a “carpirlo”, visto che l’autore si era già rivolto ad un altro compositore, e a scrivere la melodia,

 

Di seguito trovate il link di una mia registrazione di fortuna ad un concerto a Modena del 2014, fatta con la reflex.

 

Paula Morelenbaum - Bossarenova Trio - Modena 3 aprile 2014

 

Um velho calção de banho, um dia pra vadiar

Um mar que não tem tamanho e um arco-íris no ar

Depois na praça Caymmi sentir preguiça no corpo

E numa esteira de vime beber uma água de côcoÉ bom passar uma tarde em Itapoã

Ao sol que arde em Itapoã

Ouvindo o mar de Itapoã

Falar de amor em Itapoã

 

Enquanto o mar inaugura um verde novinho em folha

Argumentar com doçura com uma cachaça de rolha

E com olhar esquecido no encontro de céu e mar

Bem devagar ir sentindo a terra toda a rodar


Depois sentir o arrepio do vento que a noite traz

E o diz-que-diz-que macio que brota dos coqueirais

E nos espaços serenos, sem ontem nem amanhã

Dormir nos braços morenos da lua de Itapoã

 

Un vecchio costume da bagno, una giornata per oziare

Un mare senza fine e un arcobaleno nel cielo

Poi in piazza Caymmi sentirsi la pigrizia addosso

E su una stuoia di vimini bersi un’acqua di cocco

È bello passare una sera a Itapoã

Sotto il sole che ti scalda ad Itapoã

Ascoltando il mare di Itapoã

Parlando d’amore ad Itapoã

 

Mentre il mare si tinge di verde

Discutere dolcemente davanti ad un bicchiere di cachaça

Guardando là dove il cielo incontra il mare

E camminare lentamente sentendo la terra girare

 

Sentire poi un fremito per il vento che si alza la notte

Mentre un chiacchiericcio leggero arriva dai coccheti

E in un posto tranquillo, senza ieri né domani,

Dormire fra le braccia brune della luna di Itapoã 

 

Passando a James Taylor, cantautore americano tra i più celebri, autore di indimenticabili ballate, che ho avuto la fortuna di ascoltare in Piazza San Marco nel 2011, quando la voce era ancora intatta, come si fa a non citare, tra le canzoni più poetiche ed intime, Fire and rain, dove parla del suicidio dell’amica di infanzia Suzanne Schnerr e dei suoi trascorsi periodi di depressione e tossicodipendenza,

 

Di seguito il link del video di una riuscita esibizione dal vivo del 2009:

 

James Taylor - Fire And Rain (One Man Band, July 2007)

 

Just yesterday morning

They let me know you were gone

Suzanne the plans they made put an end to you

I walked out this morning

And I wrote down this song

I just can’t remember who to send it to

 

I’ve seen fire and I’ve seen rain

I’ve seen sunny days

That I thought would never end

I’ve seen lonely times

When I could not find a friend

But I always thought

That I’d see you again

Won’t you look down on me, Jesus

You’ve got to help me make a stand

You’ve just got to see me through another day

My body’s aching and my time is at hand

And I won’t make it any other way

 

Oh, I’ve seen fire and I’ve seen rain

I’ve seen sunny days

That I thought would never end

I’ve seen lonely times

When I could not find a friend

But I always thought that I’d see you again

 

I’ve been walking my mind to an easy time

My back turned towards the sun

Lord knows the cold wind blows

It’ll turn your head around

 

Well, there’s hours of time

On the telephone line

To talk about things to come

Sweet dreams and Flying Machines

In pieces on the ground.

 

Oh, I’ve seen fire

And I’ve seen rain

I’ve seen sunny days

That I thought would never end

I’ve seen lonely times

When I could not find a friend

But I always thought

That I’d see you, baby

One more time again, now

 

Thought I’d see you

One more time again

There’s just a few things

Coming my way this time around

Thought I’d see you

Thought I’d see you fire and rain, now

Thought I’d see you

Just one more time again

 

 

Proprio ieri mattina

mi hanno fatto sapere che non c’eri più.

Suzanne, i piani che avevano fatto hanno messo fine a te.

Sono uscito stamattina

e ho scritto questa canzone,

ma non riesco nemmeno a ricordare a chi inviarla.

 

Ho visto il fuoco e ho visto la pioggia.

Ho visto giornate di sole

che pensavo non sarebbero mai finite.

Ho conosciuto momenti di solitudine

in cui non riuscivo a trovare un amico,

ma ho sempre pensato che ti avrei rivista.

 

Non volgerai lo sguardo verso di me, Gesù?

Devi aiutarmi a resistere,

ad arrivare in fondo a un altro giorno.

Il mio corpo è stanco,

il mio tempo è quasi finito

e non ce la farò in nessun altro modo.

 

Ho visto il fuoco e ho visto la pioggia.

Ho visto giornate di sole

che pensavo non sarebbero mai finite.

Ho conosciuto momenti di solitudine

in cui non riuscivo a trovare un amico,

ma ho sempre pensato che ti avrei rivista.

 

Ho camminato nella mia mente

verso tempi più sereni,

voltando le spalle al sole.

Dio sa che quando soffia un vento freddo

ti costringe a voltarti indietro.

 

Ore e ore passate al telefono

a parlare di ciò che verrà,

dolci sogni e le Flying Machines

in pezzi a terra.

 

Ho visto il fuoco e ho visto la pioggia.

Ho visto giornate di sole

che pensavo non sarebbero mai finite.

Ho conosciuto momenti di solitudine

in cui non riuscivo a trovare un amico,

ma ho sempre pensato che ti avrei rivista,

ancora una volta, ora.

 

Pensavo di rivederti ancora una volta,

ma questa volta ho davanti solo poche cose.

Pensavo che ti avrei rivista,

pensavo che avrei visto

fuoco e pioggia, ora…

pensavo che ti avrei rivista

ancora una volta.

 

Nella canzone Sylvia Plath di Ryan Adams, (che vi segnalo in concerto a Roma il 31 ottobre p.v., io ho già i biglietti), il legame con la poesia appare evidente.


Il testo della canzone parla del desiderio di avere una vita simile a quella della poetessa americana Sylvia Plath, e di possederne alcune delle qualità, tra cui un “dente rotto e un sorriso”', a simboleggiare una vita senza costrizioni.

Dormire su una barca e nuotare in mare senza vestiti indica un desiderio di libertà e di un'esistenza spensierata, sfuggendo ai pesi della vita quotidiana. La pioggia che cade veloce sul mare rappresenta la natura imprevedibile e tumultuosa della vita, istituendo un parallelo con la vita tumultuosa della poetessa.

"Come vorrei avere una Sylvia Plath", sottolinea il desiderio di una vita libera e intensa, un'esistenza più profonda e significativa, anche se piena di dolore.

 

Di seguito il link di una esibizione dal vivo dell’artista.

 

Ryan Adams - Sylvia Plath

 

 

I wish I had a Sylvia Plath

Busted tooth and a smile

And cigarette ashes in her drink

The kind that goes out and then sleeps for a week

The kind that goes out on her own

To give me a reason, for well, I dunno

 

And maybe she’d take me to France

Or maybe to Spain and she’d ask me to dance

In a mansion on the top of a hill

She’d ash on the carpets

And slip me a pill

Then she’d get me pretty loaded on gin

And maybe she’d give me a bath

How I wish I had a Sylvia Plath

 

And she and I would sleep on a boat

And swim in the sea without clothes

With rain falling fast on the sea

While she was swimming away, she’d be winking at me

Telling me it would all be okay

Out on the horizon and fading away

And I’d swim to the boat and I’d laugh

I gotta get me a Sylvia Plath

 

And maybe she’d take me to France

Or maybe to Spain and she’d ask me to dance

In a mansion on the top of a hill

She’d ash on the carpets

And slip me a pill

Then she’d get me pretty loaded on gin

And maybe she’d give me a bath

How I wish I had a Sylvia Plath

I wish I had a Sylvia Plath

 

 

Vorrei avere una Sylvia Plath

denti e un sorriso

E sigarette nel suo drink

Il tipo che va fuori e dorme per una settimana

Il tipo che va fuori da sola

Per darmi un motivo per, beh, non so

 

E forse mi porterebbe in Francia

O forse in Spagna e mi chiederebbe di ballare

In un attico in cima ad una collina

Riempirebbe i tappeti di cenere

E mi passerebbe una pillola

E mi ubriacherebbe un po' col gin

E forse mi farebbe un bagno

Quanto vorrei avere una Sylvia Plath

 

E dormiremo su una barca

E nuoteremmo nel mare senza vestiti

Con la pioggia che cade veloce sul mare

E mentre nuoterebbe via, mi guarderebbe

Dicendomi che è tutto a posto

Lontano nell'orizzonte e scomparendo

E nuoterei verso la barca e riderei

Mi devo trovare una Sylvia Plath

 

 

Infine è indispensabile parlare di Leonard Cohen, e citare una delle canzoni più celebri, Hey, That’s No Way to Say Goodbye. Una canzone che non celebra l’abbandono, lo descrive con dolcezza. Dite che sto diventando troppo romantico? Comunque ecco il link:

 

Leonard Cohen - Hey, That's No Way To Say Goodbye (Official Live in London 2008)

 

 

I loved you in the morning

Our kisses deep and warm

Your hair upon the pillow

Like a sleepy golden storm

Many loved before us

I know that we are not new

In city and in forest

They smiled like me and you

But now it’s come to distances

And both of us must try

Your eyes are soft with sorrow

Hey, that’s no way to say goodbye

 

I’m not looking for another

As I wander in my time

Walk me to the corner (now)

Our steps will always rhyme

You know my love goes with you

As your love stays with me

It’s just the way it changes

Like the shoreline and the sea

But let’s not talk of love or chains

And things we can’t untie

Your eyes are soft with sorrow

Hey, that’s no way to say goodbye.

 

I loved you in the morning

Our kisses deep and warm

Your hair upon the pillow

Like a sleepy golden storm

Yes many loved before us

I know that we are not new

In city and in forest

They smiled like me and you,

But let’s not talk of love or chains

And things we can’t untie

Your eyes are soft with sorrow

Hey, that’s no way to say goodbye.

 

 

Ti ho amata al mattino

I nostri baci caldi e appassionati

I tuoi capelli sul cuscino

Come un’assonnata tempesta dorata

Molti hanno amato prima di noi

So che non siamo una novità

In città come tra i boschi

Sorridevano come me e te

Ma ora ci siamo allontanati

E dobbiamo entrambi tentare

I tuoi occhi sono bagnati di tristezza

Ehi, non è questo il modo di dire addio

 

Non vado in cerca di un’altra

Mentre vago per il mio tempo

Accompagnami (ora) all’angolo

I nostri passi rimeranno per sempre

Sai che il mio amore viene con te

Come il tuo amore resta con me

E’ solo il modo in cui cambia

Come il mare e la battigia

Ma non parliamo d’amore o di catene

E di cose che non possiamo sciogliere

I tuoi occhi sono bagnati di tristezza

Ehi, non è questo il modo di dire addio

 

 

Ti ho amata al mattino

I nostri baci caldi e appassionati

I tuoi capelli sul cuscino

Come un’assonnata tempesta dorata

Sì, molti hanno amato prima di noi

So che non siamo una novità

In città come tra i boschi

Sorridevano come me e te

Ma non parliamo d’amore o di catene

E di cose che non possiamo sciogliere

I tuoi occhi sono bagnati di tristezza

Ehi, non è questo il modo di dire addio

 

Senza voler sfiorare la polemica riguardo al ruolo dell’artista nella società moderna, lasciatemi dire che chi si è espresso negativamente sulle recenti esternazioni di Francesco De Gregori sicuramente non conosce una persona il cui pensiero non può essere ridotto ad una banale semplificazione, in una realtà così complessa quale quella attuale.

I testi musicali restano, le dichiarazioni forse, ma ne ricordiamo poche in verità.

A me è rimasto impresso, ad esempio, in questi tempi di manifestazioni giovanili del venerdì per la pace, il coraggio di Sinead O’ Connor quando cantò War, modificandone il testo, in un celebre programma televisivo (Saturday night live). Per questo gesto venne bandita dalla televisione americana, ma ebbe il coraggio di ripetere la protesta due settimane dopo al Madison Square Garde, di fronte ad un pubblico che la contestava con un boato di fischi. Dei nostri artisti ricordo solo proteste edulcorate e casarecce.

 

In conclusione se Love is all around, come nella celebre cover parodia di Bill Nighy nel film Love Actually, forse questo vale anche per la poesia, che possiamo trovare nei testi musicali.

 

Programmi per il futuro e desideri?  Sono in “lista d’attesa” per il concerto a Bruxelles di Emmylou Harris per l’European Farewell Tour, speriamo bene. Spendere 70 euro per l’artista di punta dell’estate senese (Masini) proprio non mi va giù.

 

 

Bibliografia:

 

Massimo Bubola, 2022, Sognai talmente forte, Mondadori.

 

Emanuele D’Angelo, 2013, Leggendo libretti. Da «Lucia di Lammermoor» a «Turandot», Aracne.

 

Riccardo Viagrande, 2011, Musica e Poesia: arti sorelle, Casa Musicale Eco.

 

Alberto Grandi, 216, Perché Bob Dylan non doveva vincere il Nobel per la letteratura, Wired.

 


Commenti

Post più popolari