RONDINI - Melania Valenti - Siamo tutti un po' cattivi?

Melania Valenti


Quando siamo stremati, quando davvero ci guardiamo attorno e non vediamo che ingiustizie, soprusi, storture, mani sinistre che diventano destre per guidare un camion allo sbando. Quando tutto è come non dovrebbe essere, quando Il mondo al contrario è quello giusto e il giusto è capovolto…Diventiamo tutti un po’ cattivi?

Qualche giorno fa una persona che stimo, e che considero dalla parte dei giusti, ha pronunciato una frase storta, una frase non degna, di lei né di nessuno. Con il mio fare da maestrina inconsapevole, l’ho fatto notare e la persona in questione è stata realmente ammutolita da se stessa e da ciò che aveva appena detto. 

Ecco, quando siamo annichiliti da un mondo che ci domanda senza dare in cambio anche solo un attimo di serenità, diventiamo tutti un po’ cattivi? Scivoliamo nell’errore, assumiamo atteggiamenti non nostri, rivendichiamo giustizia per noi? 

O è vero il contrario?

E cioè che quel fondo di cattiveria è sempre stata sul nostro sottobosco, nell'iceberg del nostro rimosso, pronto a sbucar fuori per sorprenderci e mettere la nostra vita, così opportunamente costruita negli anni, a soqquadro, per farci vedere ciò che credevamo non fossimo?

Che la cattiveria non è creata dalla situazione, ma è parte del nostro DNA? Che noi siamo davvero cattivi, crudeli, e che quelle occasioni ci mostrano la verità del nostro agire?

O invece sono le azioni, ciò che giornalmente, con sacrificio e spesso fatica, cerchiamo di attuare per fare quel qualcosa di buono che valga una intera esistenza, a contare davvero?

Io non ho risposte. 

Ho trascorso la vita a pormi domande, continue domande, senza poi trovare spesso la quadra. 

Ma forse la vita è anche questo: porsi domande, indagare, cercare, allargare la platea dei propri interrogativi, per poi aspettare che altri trovino le risposte. 

Io mi fermo alle domande. Ed è già troppo da sopportare. 


***


C’è un vitello che respira ancora

Il colpo non ha sfondato il cranio

chi ha sbagliato gli afferra il collo

stringe la forma

i globi degli occhi bovini ballano

al ritmo del paranco.


(Ivano Ferrari, Macello, Einaudi, 2004)


 

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