OLTREVERSI - Silvia Rosa - IX. La stella che brilla nel mare | Marco Colletti
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| Marco Colletti, "La stella che brilla nel mare", Edizioni Progetto Cultura, 2025 |
Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a scrivere questo libro e gli spunti che ne hanno ispirato i testi?
Già nella mia raccolta La materia non esiste (La Vita Felice, 2024), il dialogo con le stelle è molto presente, come via di salvezza per uscire dai nostri microcosmi e microtesti. Ma anche come sfondamento e attraversamento del reale a noi noto e per molti rassicurante: io non sono mai stato educato e abituato a una visione rassicurante della vita, tutt’altro, sono sempre stato spinto a mettere in dubbio me e le mie certezze. Questo mi ha portato a una percezione dell’esistente come costantemente fluttuante, a una quotidiana indagine che andasse oltre ciò in cui crediamo e dunque ogni convinzione e convenzione, destrutturando nel tempo eventuali pregiudizi per approdare a una critica soggettiva, in quanto slegata dall’influenza delle altrui soggettività, ma in cui il soggetto interpreta sempre più liberamente il sentire altrui e le apparenti voci silenziose del creato. Questo è il cardine del mio metodo critico e della mia poetica: il pormi in ascolto, dunque porre domande senza più cercare necessariamente risposte oggettive. Le domande più belle sono quelle che non hanno risposte e per questo sono eterne. Sì, io interrogo costantemente l’Eterno e il silenzio che ne ricevo in realtà è un concerto di suoni, colori, visioni, che si aprono a infinite interpretazioni. Ho sempre pensato che la scienza fosse poetica. Scienza e poesia indagano il mistero, ciò che ancora non conosciamo e che forse non conosceremo mai. Sono entrambe coscienze del limite e dell’immortale tentativo di superarlo. La scienza che non si apre al dubbio è ideologia e non ricerca, è una religione dogmatica per rassicurare e manipolare le menti. Per me il poeta deve agire proprio in senso opposto.
2. Come hai scelto il titolo?
Il titolo è nato dalla prima poesia che ho scritto per questa raccolta: una stella che brilla nel mare e non sul mare come un riflesso di un lucente corpo esterno. È in realtà una riflessione sulla ricerca della luce e sull’accettazione delle sue inscindibili ombre. Si dice che l’uomo sia scintilla di Dio, dunque è un invito a cercala dentro questa luce e non in posticce credenze esterne. Io sono credente, ma vivo in quello che santi, profeti e veggenti chiamano il silenzio di Dio, dunque nel dubbio. E infatti l’ultimo testo della raccolta, in cui Dio ci parla in prima persona, si intitola Il buio sacro. Dopo aver fatto parlare corpi celesti e bizzarri fenomeni biologici, ho voluto concludere cercando di immaginare cosa avesse da dire Dio su tutto questo e in che modo avrebbe parlato.
3. Quali sono stati i passi che ti hanno portato alla sua pubblicazione, nello specifico come ti sei orientata per la scelta della casa editrice e quali ostacoli hai eventualmente incontrato?
Ogni mia raccolta nasce da un progetto. Non faccio mai raccolte antologiche. Parto sempre da un tema o addirittura da un titolo, che spesso mi giunge come una voce dal nulla. Io accolgo queste voci e le sviluppo, senza sovrapporvi la mia voce, ma continuando a farle parlare. Questo è il mio concetto di io lirico. Sono stato invitato da Cinzia Marulli a scrivere per la collana Le gemme-collezione di quaderni di poesia, da lei ideata, curata e diretta. Mi affascinava la poeticità del concetto di ‘quaderno di poesia’ e le ho proposto subito la prima poesia come incipit per lo svolgimento di un corpus tematico. Mi affascinava anche il dover stare entro un numero di pagine prefissato, all’interno delle quali ho costruito la mia nuova casa. Spesso insegno di come ogni testo poetico e relative sillogi siano delle architetture, corpi nello spazio. Dunque anche corpi celesti.
Che cosa auguri a questa tua opera in versi?
Ogni artista crea per rimanere. Chi professa il contrario, mente: ogni forma d’arte è una traccia per sfidare la morte, per spostare un orizzonte. Personalmente non scrivo con lo scopo di modificare o influenzare il pensiero di un fruitore, di portarlo verso il mio punto di vista, ma per condividere e sentire che ogni mio testo, ogni volta che viene letto da qualcun altro, non è più lo stesso e diventa parte della Biblioteca universale del pensiero. Di chi lo ha letto e di chi non lo leggerà mai.
Da La stella che brilla nel mare (Progetto cultura 2025, collana Le Gemme)
IO
Io sono Io, la luna di Giove. Il mio respiro
si sperde in un’atmosfera sottile, un ricamo
di zolfo e di brina, che il mio pianeta padrone
immensa, che mi ha strappato gli occhi e la gioia
delle stelle. Io posso vedere soltanto lui e nessuno
lo può vedere più da vicino di me. Le mie aurore
sono equatoriali e non polari, una cintura
le mie lune sorelle, ma oceani di magma che ribolle
non ho ricordi di qualcosa che mi appartenga,
un fossile o una roccia, che mi faccia sperare
che il tempo esista. In questo inganno di eternità
ruoto, veloce e confusa, nel mio velo di fiamme,
che vorrei tramutare in onde, plancton e poi il sogno
della vita, il mio fragile sogno di essere voi, la Terra.
Io fu scoperta nel 1610 da Galileo Galilei, che individuò altre tre lune: Europa, Ganimede e Callisto. Queste quattro lune furono chiamate astri medicei in onore di Cosimo II de’ Medici. Nel tempo furono scoperti fino a una novantina di satelliti di Giove. Io è il più interno dei satelliti medicei e mostra sempre lo stesso emisfero a Giove. A causa del suo imponente vulcanismo è l’oggetto geologicamente più attivo del sistema solare.
LA MEDUSA IMMORTALE
Vorrei essere la medusa immortale,
tornare polipo e all’infinito gemmare
vite nuove da donare alle correnti.
E poi di nuovo medusa, senza carni,
involucro trasparente di corpo e spirito,
come l’azzurrata vetrina di una boutique.
Senza segreti o pensieri da poter nascondere,
forse senza dolori o affanni da trattenere
dietro un volto, da mascherare con un ghigno,
che non sarà mai un sorriso.
Un cristallo vivente che fluttua nel buio,
tracciando movenze antiche e sinusoidi
preistoriche di buia felicità.
Rinascerei per sempre tra i flutti millenari
e potrei ricordare tutta la Storia del Mondo,
laddove un solo uomo dimentica ogni istante.
Sarei io la memoria e sarei io la Storia
di tutto l’Universo. E forse sarei Dio.
La Turritopsis nutricula, nota come medusa immortale, è un idrozoo in grado di tornare allo stato di polipo, dopo aver raggiunto la fase di medusa adulta e riprodursi per gemmazione dai suoi tentacoli. È l’unica specie animale in grado di tornare a una fase sessualmente immatura attraverso un fenomeno di regressione e rigenerazione cellulare. In teoria il ciclo potrebbe ripetersi all’infinito.
L’eterno riposo dona a noi vivi Signore,
che tutto sia un ricordo lontano,
come questi corpi celesti che fin qui ho cantato.
IL BUIO SACRO
Tutto è il mio più grande fallimento.
Tutti questi miliardi di stelle e voi
che non potrete mai nemmeno
immaginarle tutte. Tutti credete
che Io sia nato prima della luce
e che sia rimasto silente in un vuoto
impensato prima di pronunciare
la prima parola del Mondo.
Del vostro Mondo.
Dov’ero potrei non ricordarlo
o non volervelo mai dire. Ma
quella coscienza che vi ho creato,
dopo aver creato le maree, le montagne,
gli animali e quel dannato Giardino,
presto mi raggiungerà: la Scienza
vi riporterà a Me e la Babele ricucirà
tutte le sillabe del Mondo. La Letteratura
morirà, scivolando tra le vostre dita,
come un sogno mai vissuto e non ci sarà
più bisogno di scrivere o parlare.
Saremo tutti altrove, ma non qui.
*
Marco Colletti vive e lavora a Roma. Laureatosi in Lettere all’Università degli Studi di Roma La Sapienza con la tesi L’immaginario affettivo nelle Familiares del Petrarca, Relatore Prof. A. Asor Rosa, si occupa da sempre di poesia, critica letteraria con approccio ermeneutico-antropologico e arte contemporanea in qualità di curatore e artista digitale: le sue opere digitali sono poesie visive e le sue poesie visioni. Sue opere sono state esposte in prestigiosi musei e sedi espositive (tra cui il Museo Canonica, Villa Adriana, Palazzo Manni, Complesso di S.Andrea al Quirinale, Palazzo Ferrajoli, Palazzo Falletti) e presenti in collezioni private. È art director e illustratore per aziende e case editrici internazionali nel settore dell’illustrazione per l’infanzia. Organizza eventi e convegni letterari ed è redattore della rivista letteraria Formafluens International Literary Magazine. Suoi contributi critici sono presenti anche nelle riviste Laboratori Poesia, Il Mangiaparole, Suite italiana e altre. Nel 2024 è uscita la sua raccolta di poesie La Materia non esiste (La Vita Felice) e nel 2025 la raccolta La stella che brilla nel mare per la Collana Le Gemme-Quaderni di poesia curata da Cinzia Marulli (Progetto Cultura).


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