COSE CHE VEDO - Doris Bellomusto - E fuori com'è? A fiori e nuvole



Ph. Doris Bellomusto 


L' agave ha chiesto luce; la rosa non cede il passo a nessuno; fiorisce l'ortensia, dichiarando amore; il glicine si è assopito da poco, al risveglio racconterà i suoi sogni al rosmarino che gli dorme accanto.

La lavanda aspetta un bacio per fiorire, ma se la sfioro, sembra pronta all'amore.

Ho detto al mio giardino tante cose, tutte le foglie hanno ascoltato attente, ma i fiori sembravano distratti.

Un ragno impertinente mi chiedeva di fare attenzione alla sua tela, alle mie mani, al sangue, alla linfa, all'acqua, all'amore.

Posso chiedere alle rose tutte le cose che ancora non so.

Mi piacciono il cielo indeciso, le nuvole in viaggio.

Mi piacciono il vento e i rumori, le voci sconosciute, gli accenti stranieri.

Chiedo alle nuvole come sto, come sono vista dall'alto in basso.

Ho il cuore pieno di cianfrusaglie, si vede da lontano, anche i giardini parlano e il mio giardino dice di me che sono una zingara.

I ricordi col tempo maturano come frutti di stagione. Li ho raccolti agli angoli di strada, li ho piantati nel mio giardino e da qui ho saputo aspettare che diventassero fiori.

Fiorisce anche la nostalgia.

Mi basta desiderare il bene piccolo di un'aiuola fiorita, che sbocci la rosa, fiorisca il glicine. I desideri sono boccate d'aria buona e basta coltivarli ogni giorno per averne una buona scorta nei giorni grigi e ordinari. Oggi mi è bastato sporcarmi le mani col terriccio. Raccolgo briciole, le semino nell'antro più nascosto del mio cuore e vediamo se da queste felicità piccole saprà nascere la pianta sempreverde della gioia.

Oggi ho trovato rifugio tra i fiori dell'ortensia, ferma e serena ho accolto pioggia e sole e non ho avuto niente da fare, se non ridere ascoltando le rondini.

Al gelsomino hanno fatto la corte farfalle bianche e mosche malandrine, nascosta bene dietro il rosmarino c'era mia nonna, coi capelli tinti e l'anima di un tempo. Chissà domani dove saprà annidarsi il cuore?




Commenti

  1. Che affollamento di colori, forme, profumi. Che sguardi amorosi che insegnano , riempiono l’anima. E nel finale un ricordo umano: la nonna che amava la vita( che si tingeva i capelli).

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