A PROPOSITO DI LUCCIOLE - Francesca Romana Rotella - Vita, arte e miracoli di Claudia D’Angelo
![]() |
| Claudia D'Angelo |
“Perché
si scrive? Perché spesso non ci fila nessuno e la nostra esigenza d’espressione
diventa così accessibile agli altri. Ogni poeta è un precursore della propria
poesia. Un vero poeta scrive qualcosa che non assomiglia a niente altro.”
Claudia D’Angelo Ho
conosciuto Claudia D’Angelo a fine 2022, quando mi affacciai per la prima volta
a una serata di Poetry Slam presso il Lettere Caffè a Trastevere. Attrice,
poeta, comica e performer, conduce da oltre venti anni lo storico Poetry Slam che
continua, inesorabile, ad alleviare ed allietare i lunedì sera capitolini. Grazie
al suo acume e alla sua poliedricità, le competizioni poetiche che conduce riescono
magistralmente a coniugare emozioni, riflessioni e tante risate. Assistere o,
meglio ancora, partecipare ai suoi poetry slam, significa entrare in contatto
con un piccolo prodigio, giacché, clown e poeta, Claudia D’Angelo aggrega,
ascolta, declama, ride e fa ridere. Le sue serate hanno un effetto benefico, direi
quasi terapeutico, solleva anima e corpo (all’orecchio vi dico: il beneficio
è lampante il mattino dopo, provare per credere!). Ma
bando alle chiacchiere, oggi vorrei proporvi alcune sue poesie (che infinitamente
apprezzo), le prime tre sono tratte dalla raccolta “Prendi il mio nome”,
Cromosema 2013, mentre l’ultima fa parte della raccolta “Letteratura pigra”,
autoprodotto nel 2001. Buon
viaggio poetico!
La signora Bruzzesi piange. Piange a quest’ora, che di solito è solo mia. Piange sola, crede e invece c’è il mio
orecchio, il mio cuore e un mio piccolo pianto
uguale.
Pagine Pagine, pagine ed ancora
pagine. E perché! Solo per parlare dei miei
capelli, segreti dietro boccoli appena nati. Ennesima calligrafia sconosciuta urla quello che nasconde la
gonna, persino sotto il piacere. Io che lavoro per essere
donna, partendo dalle bambole. Io oscillante tra trionfo e
pianto, imparando a fermare le
vertigini, a forza chiusa dentro una vita
spalancata.
Giornate in busta chiusa Oggi sono tornate giornate in busta chiusa dove i picchi più solitari erano disegnati da sigarette fumate di nascosto. Quanto era disperata quella cenere; grigia come la solitudine che non prende sfumature. Ogni cosa ostile e, a proteggermi, solo la mia ostinata natura adolescente; l’intenzione di sconfiggermi per poi dimenticarmi e costruirmi di nuovo. Ciò che sono oggi è frutto di tutto quel lottare immobile, quel sudare da ferma e senza dire una parola ma arrampicandomi sopra desideri spigolosi e dopo lisci, sopra il profilo dell’uomo che amavo pur conoscendo solo il suo profilo, che rimaneva comunque
bellissimo anche se non intatto, che era il bellissimo fiore di un’anima legata alle
mani, ma dai piedi scalcianti. Ho colpito chiunque non somigliasse a quello splendore come unica cosa potessi accettare. Quando tagliai i miei
capelli spuntarono germogli. Tu non sai quanto il tuo non essermi vicino mi abbia fatto sentire vicina al mondo intero.
Da “Letteratura pigra”, autoprodotto
nel 2001
Quando
mi hai preso la mano sembravamo
due bambini che
non chiedono di più, per
chiamarlo amore, che
i propri pollici strofinarsi.
______________________________________________________________ Claudia
D’Angelo è nata a Roma il 25 giugno 1977 dove si è laureata in Lettere
e Filosofia con indirizzo antropologico. Poeta, attrice, comica e performer, conduce
da oltre venti anni il noto Poetry Slam presso il locale Lettere Caffè a
Trastevere. Ha
scritto tre raccolte di poesie: “Letteratura pigra” (autoprodotto nel
2001), “Prendi il mio nome” (Cromosema, 2013), “Mentre tutto accade”
(autoprodotto nel 2025). Per
il teatro ha scritto, diretto e interpretato diversi spettacoli, tra i quali: “Dangerous
D'Angelo. Nemico pubico” (2013), “Mano sul cuore, nient'altro che la
verità” (2016) e “La capoccia – il bello e il brutto dell’incidente”
(2025). Quest’ultimo spettacolo ha segnato il suo ritorno sulle scene dopo che un
terribile incidente, avvenuto nel 2017, ha costretto Claudia D’Angelo ad
affrontare una serie di sfide personali e artistiche: non è affatto semplice portare
in scena uno spettacolo senza la memoria a breve termine, con un problema di controllo
dei freni inibitori e privi dell’udito all’orecchio sinistro, ma Claudia
D’Angelo ce l’ha fatta egregiamente ed è soltanto un nuovo inizio. |


Commenti
Posta un commento