A BACIO DI RIMA - Lina Maria Ugolini - SPORA/DIMORA
![]() |
| Lina Maria Ugolini |
Il gesto dell’acqua
invita il pennello.
La penna assorbe
umori sotterranei
li cede in spora
e in goccia ne fa dimora.
In esergo l’autrice, in acquerello
Rima affidata a effluvi nascosti, cari al
sottobosco, a minuti ciclamini sbocciati a stupirsi degli alberi alti, delle
fronde regali.
Tutto in vita dimora. E la poesia traccia
sentieri di conoscenza con passi d’essenza, passi d’ombra. Seguiamo l’eleganza
della penna di Antonio Prete.
Scuro fogliame, scure braccia d’albero
contro il rosargento del cielo,
[…]
Ora atterrano sul prato gli anni saltimbanchi:
corpi leggeri con ghirlande di carta,
fanno passi di danza sull’erba
nella sera scura che scende.
Sono ombre, con berretti d’ombra.
Antonio Prete, Convito delle stagioni, Torino, Einaudi, 2024, Autunnale p. 25.
Risalire un condotto, seguire un ganglio.
Riaffiorare dall’oscuro alla luce, nella consapevolezza dell’esistere, nella
ricerca dell’abitare. Imparare poi a immaginare trasparenze segrete, a volte
bionde, petali appena scomposti in garze d’oro.
In
omaggio l’autrice, in pennello
Scrive nel desiderio Eugenio Montale:
Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri
specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.
Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.
Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.
Eugenio Montale, Ossi di seppia, Torino, Piero Gobetti Editore 1925.
Si trova
dunque dimora nell’errare in spora. Qualcosa gemina, esplode in
funghi guardiani, sentinelle del proprio mistero, d’ogni mistero.
In spore canta il vento, in dimore si fa
culla.
E questo bacio (appena un nulla) nasce.
In commiato l’autrice, in acquerello


Commenti
Posta un commento