STELLE CONTROVENTO - Maria Pia Latorre - Anima e corpo - II parte
![]() |
| Maria Pia Latorre |
Ciao a tutti! Riprendo il contenuto
dell’articolo “Anima e corpo I parte”, pubblicato a gennaio sempre su
questo spazio (https://finestrelama.blogspot.com/2026/01/stelle-controvento-maria-pia-latorre.html)
e vi invito, qui, a proseguire la lettura di “Anima e corpo II parte”.
Andando avanti negli anni, tutti abbiamo
bisogno di una continua ridefinizione del corpo che cambia; rientra nel
processo di accettazione e, perché no, di potenziamento delle diverse fasi
dell’esistenza.
Raggiungere una certa consapevolezza delle
trasformazioni esteriori ed interiori che ci attraversano ci aiuta a vivere un
più sereno rapporto con noi stessi. La
bella notizia è che la maggior parte di noi ha bisogno (come l’aria) di entrare
empaticamente in relazione con i corpi altrui, cosa che ci renderà un po’ più
accoglienti verso il mondo. Lo dico a me stessa prima che a voi: ricordiamoci
soprattutto di coloro i quali vivono in condizioni di sofferenza, marginalità e
limitazione; un esercizio che ci aiuterà ad essere più vitali e solidali.
Proviamo a immaginare ciò che può
attraversare un corpo durante una situazione d’emergenza. Proviamo a immaginare
come può essere lo stato di grave malattia o la routine in un territorio di
guerra.
Cosa sono costretti a subire i nostri corpi e
come reagisce l’unità mente-corpo a tali esperienze estreme e agli shock che ne
scaturiscono.
Ci penso spesso. E non trovo risposte, ma
domande su domande. Talmente tante che a volte devo staccare il pensiero per
non impazzire.
Tutti noi abbiamo vissuto piccoli-grandi
traumi che ci hanno segnato e che dovremmo, come buona abitudine, riportare
alla mente non per crogiolarci nel vittimismo, quanto per non dimenticare chi
sta vivendo nella sofferenza estrema, con qualità di vita compromessa.
Rievocare sofferenza per costruire energia
buona. Per non arrendersi.
Vi propongo tre miei testi inediti che ho,
qui, intitolato “Quando il corpo è un urlo di guerra”,
accompagnati da un commento della fotografa e scrittrice Lucia Bocale.
A seguire un breve messaggio a tutti gli
amici poeti che vorranno leggere.
Canto
il corpo
Canto per come ti hanno insanguinato
per le ceneri che hai ingoiato
corpo sacro dissacrato
Ciò che ci hanno diviso
potrà fondersi ancora
su muscoli viaggia
il pensiero
possente
regge
atlante
l'intelletto
Siamo ulisse
nel ferino carpe diem
(inedita)
Non c'è mai una fine, ma si spera sempre in un inizio, o
meglio, in un ritorno di quello che è stato e che hanno cercato di polverizzare
con tutte le forze, ma da quelle ceneri risorgeremo più forti di prima.
Canto il corpo di un Cristo morto, insanguinato dai nostri
peccati.
Canto il corpo di una fragile donna, maltrattata che fonde
i suoi patimenti a quelli di altre donne per poter risorgere a vita nuova.
Canto per ogni attimo della mia vita vissuta insieme ad
un'altra persona.
Persa.
Ritrovata per riprendere insieme, un nuovo cammino. (Lucia
Bocale)
Oggi 10 agosto 2024
ho visto quella testa esplosa
come pietà degli stracci
un minuto sei mila libbre di esplosivo
Non so cos’è un bombardamento
ho visto solo confetti allineati su aerei
strette di mano su lunghi tappeti rossi
i corpi macelleria di scarto da tre sicli
Al Tabain* un
effetto da dimenticare
nessuno risponde all’appello, solo una stella-
se siamo a questo punto
estinguerci non è il male peggiore
oggi prego tutti i mio Dio della terra
(inedita)
(9 agosto 2024, un cacciabombardiere israeliano distrugge la scuola Al
Tabain*, nel quartiere di Daraj, a Gaza. Lì
avevano trovato rifugio 2400 sfollati. Nel crollo dell’edificio di due piani
hanno trovato la morte cento persone, tra cui molti bambini. I tg danno la
seguente notizia: "Bombardamento su una scuola a Gaza. Probabile covo di
Hamas”).
Non sappiamo com'è marcia
la polvere a Gaza
e come ti batte forte il cuore, Ahmed,
Piccolo Ahmed
le tue mani spaccate
a grattare macerie
mentre noi a grattare la coscienza
i tuoi occhi che più non vedono e che noi non vediamo
Non Ci Perdoneranno
le ginocchia sbucciate non per gioco
Non Ci Perdoneranno
I capelli di polvere aridi senza carezze
Non Ci Perdoneranno
e non ci perdonerai per i fiori di sangue sulla maglietta
Ma se da essi un giorno
esploderà una bomba per noi,
piccolo Ahmed,
è ciò che meritiamo
(inedita)
Cari amici,
ecco, credo che la poesia
venga a noi per strade che sono solo Sue.
E noi dietro ad andarla a
cercare...
Andarla a stanare non è
cosa facile perché lei si muove
dove vuole
e pensiamo di averla in
pugno tra i neri ghirigori e quella - Terribile! - scappa via.
Ora, per chi ne è
innamorato bisogna cercare e cercare
Cercare significa annusare
intorno a noi, uscire da noi, entrare negli altri, entrare nelle cose,
nell'immaterialità dell'essere.
Lo dico a te, a te, e lo
dico ogni giorno a me stessa.
Sai cosa faccio ogni
giorno?
Cucio una rete per
catturarla.
Ogni giorno un punto.


Commenti
Posta un commento