OSSIDIANA - Olivia Balzar - A Charles Patrick Dark

 

Olivia Balzar

 

"Dove sono Ella, Kate, Mag, Lizzie ed Edith,

il cuore tenero, l’anima semplice, la chiassosa, l’orgogliosa, l’allegra?

Tutte, tutte, dormono sulla collina.

Una morì di un parto clandestino,

una di amore contrastato,

una sotto le mani di un bruto in un bordello,

una di orgoglio spezzato, inseguendo il desiderio del suo cuore,

una dopo una vita lontano a Londra e Parigi

ma fu riportata nel piccolo spazio acconto a Ella e Kate e Mag –

tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina."

 

"L’antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters inizia con una poesia che si intitola "La collina" e rivela da subito l’intenzione dell’opera: raccontare in versi la vita dei personaggi sepolti in questo cimitero, uomini e donne di ogni età e ceto sociale, accomunati solo dal riposo eterno.

Immaginate che effetto può avermi fatto leggere questo libro ai tempi del liceo, affamata com’ero di storie e affascinata dal lato oscuro del mondo, quello della musica che ascoltavo e dei film che amavo guardare.

Alla fine mi è rimasta addosso questa attrazione per i cimiteri, per anni ho cercato angoli dove poter scrivere nel silenzio dei cimiteri monumentali. Quando mi sono trasferita a Roma, ho esplorato subito il Cimitero Acattolico, luogo di sepoltura di grandi personaggi della letteratura, della musica e della politica: da John Keats ad Andrea Camilleri, da Amelia Rosselli ad Antonio Gramsci.

Tra monumenti di rara bellezza e nomi altisonanti, mi è saltata all’occhio una lapide semplice: Charles Patrick Dark, morto nel giorno del suo ventesimo compleanno.

Con un nome così, ho pensato che dovesse avere una storia degna di una tragedia Shakespeariana e mi sono trovata davanti ad una realtà cruda, violenta, un’ingiustizia feroce. Mi ha colpita così tanto che ho voluto dedicare un testo alla sua storia nel mio libro "Là dove finisce il mondo"(Edizioni Ensemble):

"Non c’era nient’altro da fare che morire tra le braccia del sonno, tra le lenzuola ruvide di una camera d’albergo a buon mercato.

Lei non verrà perché l’hanno ammazzata. Ammazzata perché ha voluto scegliere lui e non il matrimonio combinato, caro agli anni ‘50 del secolo scorso.

Ammazzata da chi non ha accettato il suo rifiuto. Abbandonata dalla famiglia che avrebbe dovuto proteggerla.
Lei è morta, le hanno stretto le mani intorno al collo per cancellare il disonore.

Lui la aspettava in una pensione di via Nazionale per prendere il primo treno del mattino

seguente verso il futuro.

Neanche vent’anni e una crepa profonda da cui sgorga tutto l’amore del mondo per lei che non verrà. Perché l’hanno ammazzata.

Interno notte. Solitudine e barbiturici. Tanti da cancellare tutto il dolore. Abbastanza per mettere a tacere le grida. Sufficienti per ricongiungersi al caos e svanire per sempre.

Il reale è un assurdo teatro che lascia in ginocchio pubblico e attori.

Non c’è pace per chi non ha potuto amare.

 

A Charles Patrick Dark

Una lapide al Cimitero Acattolico di Roma, Morto per amore."

 

La storia è quella di un giovane inglese che si innamora a Roma di una coetanea, già promessa sposa ad un altro uomo. Lei decide di rompere il fidanzamento e seguire il suo cuore, ma per questo verrà uccisa e Charles Patrick Dark si toglierà la vita in preda al dolore. Ancora una volta mi trovo ad affrontare in questa rubrica, la storia di una donna uccisa perché disobbediente ad una regola imposta. Erano gli anni ‘50, il mondo è cambiato in meglio, eppure notizie del genere continuano a essere all’ordine del giorno. Eliminare ciò che sfugge al controllo. Continua a succedere. Volevo raccontare questa storia per non dimenticare.


Commenti

  1. Grazie per questa piccola memoria dal cimitero. Grandi o piccoli, monumentali o ignoti che siano, i cimiteri sono luogo di raccoglimento, di connessione con l'Altrove

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