FRASEGGI DI LUCE - Annalisa Lucini - I vecchi non vogliono morire

 

Annalisa Lucini

I vecchi non vogliono vele

e ricordano notti e giorni

di latte e fiele, saponi e miele,

istanti casti e improbabili sogni

tutti dimenticati in fragili alianti.

Prezioso il loro guardare avanti.

Giovane è la pelle cha abita i vecchi,

solchi profondi dove semi d’altri

germoglieranno ancora e ancora.

I vecchi parlano con i morti

e sfidano a carte quarantotto

il tempo diavolo dei beccamorti

e l’età del giorno che resta detto.

Tremano le mani di vecchi eroi

un tempo giovani come noi.

-Mio inedito da “I vecchi non vogliono morire”-

A settembre, in occasione dell’ultima edizione del Poetry Village 2025 a cura di Asia Vaudo ho letto anche questo inedito e mi ricordo che piacque molto.

*

Perché parlare dei vecchi, in un mondo che ci identifica tutti giovani, belli, felici, intelligenti e sempre desiderosi di raccontare nuove avventure?

Me lo chiedo anche adesso, mentre scrivo poche righe a corredo di Fraseggi di luce.

Sempre più spesso accade che, tornando nella mia città di nascita, mi ritrovo ad osservare volti che, a volte, stento a riconoscere.

La meglio gioventù del mio millesimo è diventata, in taluni casi, emblema di una maturità sfiorita.

Ed includo anche me stessa, in questa pletora di adulti che certamente non me ne vorranno.

La vita incide fisicamente sui tratti giovanili e sui corpi e ci basta guardare i figli per comprendere quanto tempo sia già volato via.

Se poi ci soffermiamo sui nostri genitori -per chi ha ancora la fortuna di averli accanto- allora diciamo che la distanza tra la nostra gioventù passata e la loro vecchiaia assume contorni scientificamente certi.

Avete mai provato ad osservarli in silenzio dopo aver fatto loro domande scomode sul modo migliore di affrontare la vita quando ci schiaffeggia?

A piccole dosi, quando ho il bisogno inconscio di ritrovarmi in un tempo diverso da quello attuale, chiedo a mio padre il senso di tutto questo.

Tanti anni fa mi crucciavo per questioni esistenziali e lui mi diceva che “vivevo ancora affacciata sulla finestra che guarda la vita” e che più avanti avrei dato il giusto peso ad ogni cosa.

Oggi che lo aiuto a non dimenticare i “mille Noi” che siamo stati ho capito il senso di quella frase.

Ora so perché i vecchi non vogliono morire.

Siamo tutti punti che si muovono nello spazio di una stessa matrice.

*

C’è una poesia di Attilio Bertolucci che amo da sempre e rende il senso di quanto scritto sino ad ora.

Per B…

I piccoli aeroplani di carta che tu
fai, volano nel crepuscolo, si perdono
come farfalle notturne nell’aria
che s’oscura, non torneranno più.

Così i nostri giorni, ma un abisso
meno dolce li accoglie
di questa valle silente di foglie
morte e d’acque autunnali

dove posano le loro stanche ali
i tuoi fragili alianti.

Attilio Bertolucci

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