OSSIDIANA - Olivia Balzar - La leggenda della casa del vento

 

Olivia Balzar

Tutto era già scritto. Quello che per noi è naturale, ovvero crescere, sviluppare la propria personalità e inseguire i propri sogni un tempo era spesso impossibile. Soprattutto per le donne che passavano da obbedire al padre, a seguire le regole del marito, senza conoscere davvero le proprie inclinazioni, mettendo a tacere i propri desideri. Talvolta, per le figlie femmine, se riconosciute di temperamento forte, il destino era uno solo: il convento, per evitare che disonorassero la famiglia con le loro idee, coi loro desideri, con la loro fame di vita.
È in questo contesto che si racconta la leggenda della casa del vento.


«Ascolta l’urlo e il fischio dei venti, il loro rombo sordo quando giungono mugghiando,
perché la potenza ha molte voci, e quando si scatena
la tempesta, in volo chiama con gioia spaventosa e riecheggia
quando colpisce il fianco della montagna,
e si abbatte sulla foresta. Ascolta l’urlo!
Sicuramente un dio ha messo in libertà i suoi leoni
e ride al sentirli infuriare da lontano»


Questa storia arriva ai giorni nostri grazie a Charles Godfrey Leland, giornalista e folklorista che iniziò ad interessarsi di esoterismo e stregoneria in giovane età grazie alle domestiche irlandesi.
Uno dei suoi meriti è stato quello di far uscire nel 1899 “Aradia o il Vangelo delle Streghe”, un testo ricco di formule, informazioni e storie sulla tradizione italiana legata alla stregoneria che affonda le sue radici nel culto di Diana. Nel libro si racconta che fu una donna toscana, tale Maddalena a tramandargli la maggior parte di queste testimonianze. Il volume è uno dei capisaldi per capire la Vecchia Religione, un punto di partenza che andò anche a ispirare Wicca e Stregheria.
In mezzo a questi appunti, ci si imbatte nella storia della casa del vento, una leggenda che ancora serpeggia tra i vicoli di Volterra.
Si narra di una famiglia che ebbe una figlia con il destino già segnato. Sua madre voleva avviarla alla vita monastica, per proteggerla dal mondo esterno, per conservarne la purezza e per controllarla. La fanciulla però, aveva in mente una vita diversa, il desiderio di innamorarsi, di avere una famiglia, come le sue coetanee e sua madre prima di lei. La famiglia non voleva sentire ragioni e, per convincerla, assunsero come governante una donna caduta in disgrazia, ma famosa per la sua saggezza e capacità di persuasione.
Purtroppo per loro però, la donna nascondeva al mondo da sempre la sua vera essenza.


«Anch’io da giovane, come te, sono stata istruita dai preti ad adorare un dio invisibile. Ma un’anziana donna, di cui mi fidavo molto, mi disse una volta, ‘Perché adorare una divinità che non si può vedere, quando c’è la Luna visibile in tutto il suo splendore? Adora lei.
Invoca Diana, la dea della Luna, ed essa esaudirà le tue preghiere’. Dovrai seguire anche tu il Vangelo (delle Streghe e) di Diana, che è la Regina delle Fate e della Luna».


Ed ecco che la fanciulla fu iniziata all’adorazione della luna e al culto di Diana, alla quale chiese di farle trovare qualcuno con cui costruire il proprio futuro. Subito un cavaliere le dimostrò il suo interesse, ma la famiglia non volle sentire ragioni: o la vita monastica o la morte. La ragazza fu così imprigionata ma riuscì a fuggire grazie all’aiuto del ragazzo che le fornì un abito da pellegrina. Divenne una vagabonda che iniziò a divulgare nelle campagne il culto di Diana, trovando l’appoggio di tante persone colpite dalla sua bellezza e dal suo buon cuore, ma la famiglia riuscì a trovarla e imprigionarla. Per loro il disonore di avere una figlia eretica era diventato insopportabile. Decisero di condannarla a morte, ma la notte prima dell’esecuzione, la giovane pregò Diana intensamente e la Dea scatenò una tempesta improvvisa che rase al suolo il palazzo uccidendo tutti, tranne lei e il fidanzato che riuscirono a fuggire riparandosi nell’umile casa di una famiglia di contadini che le diede asilo.
Ora questa casa è diroccata ma esiste ancora alle porte di Volterra. La chiamano appunto la Casa del Vento. In queste campagne lo sanno che c’è qualcosa di più antico e che le storie restano impigliate nelle trame del tempo.

Commenti

Post più popolari