FRASEGGI DI LUCE - Annalisa Lucini - Nuvole di fiori: il suono delle campane arriva da Ueno o da Asakusa. (Matsuo Bashō)
![]() |
| Annalisa Lucini |
Cercando silenzio, qualche mese fa, ho intrapreso un viaggio.
L’idea era semplice: perdersi in una città abitata da milioni di persone e lasciarsi trascinare altrove, senza aspettative e con animo grato. Con questa predisposizione mentale sono arrivata a Tokyo, proseguendo poi in altri luoghi dei quali, ancora oggi, porto tanta bellezza “silenziosa” negli occhi. In giapponese 明るい心 akarui kokoro vuol dire "cuore luminoso", "cuore sereno", e a distanza di mesi, credo di avere ancora con me, un po’ di quella leggerezza e gioia interiore. Non è mia intenzione tediare nessuno con un diario di viaggio e neppure consigliare itinerari o tecniche mindfulness. Il mese scorso ho riflettuto sulle vite che, in qualche modo sono destinate ad incontrarsi “prima o poi”, ed è da qui che voglio ripartire. Ed eccomi / sono io / una viandante affamata / di sogni / di anime / di vera vita / una viandante in cerca / della vera via. Questi versi sono di Maddalena Carbone, giovane poetessa abruzzese, che ho avuto la fortuna di incontrare in Giappone. Un cuore luminoso, trovato per caso. Compagne di viaggio per brevi tratti, presenza per me tanto preziosa. Lei, inconsapevole custode, è arrivata in aiuto per districarmi dalle numerose prenotazioni di treni in un itinerario molto ardito, fatto di tappe, soste e scoperte. Ho letto le sue poesie al mio rientro in Italia, dopo aver scoperto che aveva pubblicato un libro. Pur essendoci raccontate, non ci eravamo dette nulla in fatto di scrittura… Non trovate che sia meravigliosamente sorprendente il destino, talvolta? Una viandante affamata di vita che nella pioggia sente l’anima e piccola si cerca, / si scuote / e si frantuma. Quando ho letto la sua raccolta Il mio nome (Eretica edizioni, 2025) ho capito tutto. C’è una poesia che si intitola stabilire nessi. Nella cura dei versi, un dialogo interiore che diventa amplificazione del sé attraverso l’altro. Mi fa bene parlare con te, / esistere attraverso / il modo in cui vedi / che non sono solo / una macchia / tra la gente. Sorprendente risonanza di quel “dal di dentro” di Antonia Pozzi, poetessa che amo moltissimo, e che ritrovo, a tratti, anche nelle rime di Maddalena. È la poesia a cercarci, sempre. Quasi mai accade il contrario. Quando tentiamo di raggiungere la vera poesia, talvolta essa ci sfugge. Si sfalda tra le nostre mani quando sacrifichiamo l’ispirazione per il solo manierismo. Si sgretola nella sciatteria di versi scritti e abbandonati, pensando che l’improvvisazione sia l’optimum per raggiungere grandi livelli. Mi piace pensare / che, / pur conoscendoti tanto / una parte di te sarà sempre un mistero insoluto, /mamma / che mi accompagnerà come un’ombra, / ma che comunque amerò sempre / così come amo tutto di te, / della sostanza che sei. Un’eredità emotiva molto presente nei versi dedicati alla madre, e credo sia anche questa la cifra stilistica di Maddalena Carbone che sa porsi a specchio tra gli affetti. Quanto al rapporto instaurato tra noi, voglio raccontare un breve episodio. Rientrate in Italia ci siamo sentite, non credo per pura cortesia. Al telefono, Maddalena emozionata mi dice di avere letto tempo fa Dannazione di donna perbene. Tornata a casa aveva capito che ero la stessa persona del libro nella sua libreria ed era meravigliata dal fatto di esserci incontrate in Giappone. Ho sorriso e mi sono ricordata immediatamente del bellissimo haiku di Matsuo Bashō citato in incipit. ..Il suono della campane arriva / da Ueno o da Asakusa. La poesia trova sempre la strada giusta per viaggiare e poi tornare a casa. Perché siamo nuvole di fiori. |


Commenti
Posta un commento