A PROPOSITO DI LUCCIOLE - Francesca Romana Rotella -Quando la Poesia si fonde con il Cinema: Bernardo Santos

 




La poesia è un’arte antichissima, nata prima della scrittura, mentre la cinematografia, o “settima arte”, è la forma artistica più moderna esistente. Si è molto scritto e detto del rapporto tra queste due arti; alcuni film sono autentiche liriche su pellicola, ci sono poesie che proiettano vivide immagini in movimento. Oggi, dopo ben oltre un secolo di reciproca ispirazione e nutriente coesistenza, mi rapisce una raccolta poetica davvero entusiasmante anche per il legame strettissimo che fa respirare tra queste due arti: “La tempesta del tempo” di Bernardo Santos (Edizioni Ensemble, 2024).

La tempesta del tempo” è una raccolta poetica molto interessante e ispirata, le poesie sono in lingua spagnola con testo in italiano a fronte (traduzione dello stesso Bernardo Santos con Dalila Colucci), ogni poesia ha per titolo un elemento del mondo cinematografico con il quale si fonde, alla fine della raccolta è presente anche un piccolo glossario.

Ecco una breve presentazione dell’opera dalla viva voce dell’autore:

Il problema irrisolvibile di che cosa sia la realtà e come riconoscerla, e quindi il problema di capire chi siamo noi, individualmente e collettivamente, è tra i grandi temi della poesia. 

Girare intorno al ruolo della memoria, ai cambiamenti che produce il divenire, alla nostra performatività, a come ci influenza la certezza della morte, insieme all'incertezza di non sapere quando, è, come diceva quel poeta, l'unico argomento dell'opera. 

Il passare del tempo è una tempesta che scuote tutto, non lascia nulla al suo posto, mentre la memoria cerca di minimizzare i danni.

Ed ecco il cinema, perché come diceva Bergson, gli esseri umani ricordano cinematograficamente. 

Ricordiamo il nostro passato artificialmente, dopo un montaggio selettivo di scene a cui diamo inquadrature e stili che in qualche modo sono la nostra realtà nel presente. 

Una realtà che cambia costantemente. 

Poi arriva Pasolini e parla del cinema di poesia contro il cinema di prosa, che Rohmer difendeva. Un cinema soggettivo dove la volontà di filmare è più importante di quello che si racconta. Lo stile più che il racconto. 

Questo siamo noi, la volontà di raccontare a noi stessi e anche l'auto-inganno di raccontarci secondo parametri imposti. 

Questo libro rivendica un umile sguardo al fatto di cercare di capire chi siamo. Un libro che nasce dall'impossibilità di sapere e anche dal desiderio di libertà per auto-rappresentarci onestamente. 

La prima parte, più introspettivamente, la seconda nel contesto del disastro neoliberale e del collasso che si avvicina e la terza, rivendicando personaggi della storia come scusa per riflettere sui problemi del nostro mondo attuale.

Bernardo Santos


Propongo quattro poesie della raccolta, l’Omaggio del poeta (e qui invito tutti voi lettori a indovinare i titoli dei film nascosti tra le righe), e una breve nota biografica.



Angolazione

La mia verità, La tua verità.

Quel che scrivo e quel che leggi.

La tua storia come filtro dei miei versi.

La tua sintesi e le mie tortuosità.


Una stessa pietra 

è la tua pietra e la mia pietra,

pietre diverse.


Ogni poesia nel suo lettore.


Ogni infinita poesia 

nel pluriverso umano.


Cameo

Nessuno è più di nessuno, nessuno vale meno,

non c’è chi debba stare davanti o dietro

a nessuno. Né in alto né a destra.


Viviamo sulla superficie di una sfera blu,

in cui ogni punto ha la stessa 

distanza dal centro. Raggio fisso.


E anche se ci muoviamo diversi, fluenti,

sulla superficie per lo più liquida,

in un’omeostasi di coordinate,

siamo tutti ugualmente governati 

dalla legge di gravità, dalla seconda

della termodinamica, dal ciclo di Krebs

e dal comandamento nuovo dell’amore.


Cinemascope

Apri le palpebre, ricostruisci l’udito,

inala la chimica corporale che ti circonda,

sciogli la lingua, risveglia le gambe, 

mappa la tua pelle sulla pelle degli altri.


Offriti squarciato,

dona traumi e sogni,

versa il tuo sangue in piazza,

porta il tuo piacere e il tuo dolore al mercato delle pulci,

innaffia il paesaggio con i tuoi fluidi più preziosi,

fatti poroso perché ti possieda il vento,

diluisciti negli umori altrui,

offri le tue proteine, le tue cellule, il tuo calore  

e mescola il tuo DNA con gli infiniti geni,

con la fame e il desiderio senza fine.


Apriti alla folla.

Cosa fai solo?

Cosa fai morto?


Zoom

Prima vediamo le galassie,

poi solo questa piccola.


Poi vediamo questo sole periferico,

questi pianeti. E tra loro il blu.


I continenti, quella costa, quella spiaggia.


Quella casa, quel cortile, 

quel corpo, quella mano,

la punta della penna

con cui un poeta scrive: «Prima vediamo le galassie, poi 

solo questa piccola. Poi vediamo questo sole periferico,

questi pianeti. E tra loro il blu. I continenti, quella costa, 

quella spiaggia. Quella casa, quel cortile, quel corpo, quella 

mano, la punta della penna con cui un poeta scrive: …»


Omaggio

L'evoluzione dalla scimmia alle navicelle spaziali in ​​una

breve ellissi, la scala di Odessa, un buon contadino che va

con il Marchese in montagna, il giro in Vespa per la Roma

amata, un replicante che muore sotto la pioggia, l’occhio

trafitto da un rasoio, la corsa al Louvre di un nuovo trio,

il balcone del municipio di Villar del Río, l'alba sul Pico

de la Miel, l’indecisione della pallina da tennis sulla rete,

la cabina dei tre fratelli, l’efebo che entra ed esce dal mare

con il suo costume da bagno a righe, la nebbia all'aeroporto

di Casablanca, il viaggio che salva un piccolo bufalo, i

ripetuti i vicoli sotto la pioggia nell’Hong Kong del 1962,

un uomo su un albero che vuole una donna, il napalm che

cade, il razzo nell'occhio della luna, l'adolescente che spinge

nel vuoto sua madre cieca, la statua della libertà su una

spiaggia, le ceneri dell’amico sul bordo della scogliera in un

giorno di vento, il bambino Pio nella sua comunità gitana,

le ombre sul muro di un vampiro agente immobiliare, una

coppia che scopa su un campo da golf dopo una notte di

solitudine e di vuoto, due giovani che ballano davanti a

una vetrina senza sapere che la vita non ha per loro in

serbo alcun amore, Hitler che gioca con un mappamondo.


*****

Bernardo Santos Ramos è un poeta e traduttore spagnolo nato nel 1962 a Vinuesa (Soria) e attualmente residente a Siviglia. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia, quali: Carbono 14 (Baile del Sol, 2016), Global y roto (Amargord 2014; XIV Premio Internacional de Poesía Luis Feria de la Universidad de la Laguna), Con el paso cambiado, nuevamente (Baile del Sol, 2013), El mismo diferente amor (Ultramarina Cartonera, 2012), Vinuesa, Zahara y otros lugares (Soria Edita, 2011), Con el paso cambiado (Padilla, 2006), Amor desobediente (Padilla, 2002), e Terraza al infinito (Padilla, 2000), Profunda intención (2024). Collabora assiduamente con alcune riviste letterarie e ha vinto diversi premi, sia nazionali che internazionali.


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