LA STANZA COLOR GLICINE - Simona Garbarino - Riposizionare se stessi

 

Simona Garbarino



"Riposizionare se stessi di fronte a quel che non è come lo si vorrebbe vedere

Lisa Ginzburg, Pura invenzione, ed. Marsilio


"Riposizionare se stessi di fronte a quel che non è come lo si dovrebbe vedere".

L'ho imparato in pochi secondi di fronte all'emorragia cerebrale di mia madre.

Mia madre stava gradatamente perdendo l'uso della mano, ma ancora parlava.

E poi del braccio, ma ancora parlava.

E poi l'emorragia ha invaso tutto l'emisfero sinistro.

E allora non parlava più.

E poi l'arrivo di mia sorella.

Ci guardammo in faccia con le lacrime agli occhi.

Sapevamo che non ne sarebbe uscita.

Morta o viva, niente sarebbe stato più come prima.

La nostra vita cambiata in pochi attimi.

Accade a tanti, mi direte.

Sì, accade a tanti.

È la vita.

Sì, è la vita.

La morte di un genitore è una cosa che prima o poi succede.

Sì, la morte di un genitore è una cosa che prima o poi succede.

E poi la corsa in ospedale.

E poi la parola "inoperabile".

E poi "vediamo se supera la notte".

E poi il centro ictus.

E poi neurologia.

E poi la finta riabilitazione.

E poi casa.

E poi tutto quello che potevamo fare.

E poi la disperazione.

E poi il miglioramento, senza la parole, senza l'uso di tutto l'emilato destro, 

senza deglutire.

Si usa la Peg.

E poi la deglutizione.

E poi le crisi epilettiche.

E poi dopo un anno un altro ictus.



Sono cose che succedono.

Sì, sono cose che succedono.

Ma siete stati bravi, avete fatto tutto il possibile.

Si, siamo stati bravi, abbiamo fatto tutto il possibile.

Poi un giorno muore. Ma io sono lì.

La lavo, la vesto con cura, la trucco, la pettino.

I suoi orecchini, la sua collana di perle, il suo scialle di rose.

Condoglianze, dovete essere sereni.

Grazie.

Sì, dobbiamo essere sereni.

La vita è così.

Si, la vita è così.



E poi, un giorno,

ci si riposiziona nel mondo,

ricostruendolo daccapo.

Frammento dopo frammento.

Come un puzzle?



No, come dopo un terremoto:

a partire dalle macerie.



Sempre tragica.



Lasciami lo spazio del tragico,

almeno quello,

almeno fino a quando mi è necessario.

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