IL MARE E IL FARO - Giovanna Albi - La gaia scienza/coscienza da Socrate a Nietzsche alla scienza trista/e di Tommaso d' Aquino, alias un domenicano
![]() |
| Giovanna Albi |
Alba sulla terra di San Carlo Borromeo, qui sulla collina di Dagnente d'Arona. Seggo sotto il colosso del San Carlone. Voglia di salire per la gradinata che porta dentro la cava statua fino a guardare attraverso i suoi occhi/ fessure sul panorama aronese, pari a zero. Sapeste quante volte mi sono sacrificata lungo quei gradini cercando un Dio assente. Non voglio prospicere il mondo attraverso gli occhi del santo, ma la visuale è alta, sono qui in compagnia di Lucrezio e la condanna della Religio. Religio da religare è legaccio che stringe la gola e soffoca lo spirito critico. Relega in un posto che non invidio né condanno: non è il mio! Preferisco l' immaginazione degli antichi, ma anche dei moderni, ci uniamo in una catena umana: Socrate, Leopardi, Nietzsche. E io guardo attraverso loro questa distesa acquea ridente al sole dal Piemonte alla Lombardia e poi fin sulla Svizzera. Lo sguardo si allunga e la vista si amplia. Potrei fare un salto alla Rocca di Angera, ma non ho le energie. Unico medicamento, quello per Memmio, la fatica della Dottrina, l'essere discepola e il rimedio amaro della ragione. Potrei cospargere la tazza di dolce miele, ma buttiamo giù il liquido amaro, l'evidenza del mio Destino. E pur felice e gaia lo accolgo non come dono di Dio, ma come uscita dall'uovo perfetto dell'Orfismo ed è luce. Si può ballare qui dentro la polarità maschile/ femminile, ridere di me, di te, Giacomo, di te che ci ingannavi con Silvia e Nerina, ma te ne andasti con Antonio tra Capodimonte e il Vomero, a trangugiare gelati e a immaginare un amore che non c'era. In questo mio raccoglimento dopo lo sparagmós dello Zagreo, figlio di Zeus e di dubbia madre, mi sento ricongiunta a questa Natura che mi accolse. Non so se Kronos abbia divorato i suoi figli. Una certezza: sono una sopravvissuta.
Non credo sia una creazione di Dio ex nihilo. Che fantasia avesti Tommaso a dogmatizzare un Mondo ex nihilo, come dono libero del tuo Dio! Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma, opporrebbe la Scienza. E tu, Tommaso che non credevi se non al visto, come hai potuto credere e far credere che siamo dono del Nulla? Il tuo folle proposito di fare ragione di una antinomia ti ha condannato alla tristezza della Fede Cattolica. Il mio Leopardi ipotizzò e immaginò un'oltranza giocosa, una fuga dalla grigia ragione; di qui i simboli: da Silvia a Nerina, a Fanny, all'Infinito. Lui si affranca dai legami, prorompe energia, lui è misura che reclama la libertà. Sta qui confitto in questo cielo senza nuvole, da Recanati, a Roma, a Firenze, al regno di Napoli, per risalire, tra un atomo e un respiro, qui in questa Terra piemontese/lombarda a parlare con i Borromei. Respiriamo aria salubre noi che siamo anticatechisti. Una possibilità si apre: Il nostro ottativo tra desiderio e potenza. Non so se morirò tutta, intanto l'ironia gaia mi travolge sulla barchetta. Non ho un veliero; arriverò all'altra sponda? Se smettessimo di ricondurre tutto alla dea Ragione, ci renderemmo conto delle antinomie del Mistero. Caro il nostro Tommaso, non si piega il mondo alla Ragione/Fede. Non puoi abbracciare così il complesso, non puoi spaccarci così tra tempo di Dio e quello dell'Uomo. Tu il Dogma, noi la scelta. L'immaginazione consapevole che non riconosce giusta nessuna guerra, nemmeno quella prudente e razionale, misuratrice di forze e morti.
Non c' è guerra giusta secondo ragione!
Tutte le guerre fanno orrore, orrido abisso è l'uomo, non riconducibile a ragione. La fede non piegherà mai la scienza e viceversa. Inchiodati al Destino che fu anche di Cristo, rivendichiamo la Teogonia di Esiodo alla Teologia scientista di Tommaso.
Creatività contro creazione ex nihilo.
L'uomo monstrum contro provvidenzialismo volto al Bene!
Santo Tommaso, l'iperrazionalismo teologico ti rese forse visionario?
Dove vedesti l'uomo volto al Bene, come Dio?
Che tristezza i Domenicani, lo studio che forgia la ragione!
Abbraccio la Gaia Scienza del possibile
E la barca va tra una scia bianca d’acqua e una nera di fumo.
Dedicato ad una Prof. Amica


Commenti
Posta un commento