FRASEGGI DI LUCE - Annalisa Lucini - Segnali silenziosi
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| Annalisa Lucini |
È semplice la vita che ho scelto
ossimoro di bellezza e bruttezza.
Un’amica cara mi dice:
«uscirò più tardi per una scopata sull’asfalto».
Sento tutto. Ogni travalico di parole.
Ho fumato una sigaretta slim e
sono felice.
Continuo a nascondere cicche nella carta.
Ho imparato ad autoassolvermi da ogni peccato
e dovresti farlo anche tu.
(dal mio inedito Ognissanti, 1/11/2024)
Quando a farti male è la tua stessa Anima e vorresti che ogni battuta d’arresto fosse chiusura di lunghe parentesi, aperte e mai chiuse, qualcuno ti regala un libro.
Subito pensi «eccone un altro, arrivato nelle mie mani chissà a quale scopo».
Il sarcasmo, così come arriva, se ne va.
Guardi la persona che ti porge il dono e che per te “non è una qualsiasi”, ringrazi e fai il sorriso più bello che sai scovarti dentro in quel momento.
Perché ha bisogno proprio di quello, e tu lo senti.
Ti sorprende ogni volta. Come se sapesse in anticipo quale pensiero, la tua mente, sta per partorire.
Gli esercizi di sottrazione che fanno parte di te - in modo ancestrale - ti hanno insegnato a privarti del lusso emotivo di dire, ma con lei, tutte quelle impalcature crollano.
E allora ti senti a casa, non in senso fisico.
Sei nella tua mente che è dimora di te stessa.
Lei è nella tua mente e tu nella sua e nessuna ombra ti spaventa perché, in fondo, dietro un'ombra c’è sempre luce.
Tutto questo, oltre a bastarti, ti completa.
Perché le affinità elettive ed emotive, sebbene assai rare, esistono.
Non parlo di quelle fasulle: «amiamo le stesse cose», «veniamo dalle stesse esperienze», «abbiamo gli stessi gusti».
Esiste un’affinità che esula dall’aver avuto lo stesso vissuto esperienziale.
Vite diverse destinate ad incontrarsi “prima o poi”.
Suoni diversi di dita su calici di cristallo che si completano perché frammenti di unico bisbiglio.
Per chi è riuscito a leggere fin qui, il titolo del libro che mi è stato regalato è: L’errore di confonderti con l’arte di Giulia Dell’Oro, con prefazione di Antonio Lillo, edito nel 2025 da ExCogita.
L'autrice rende i propri versi flashback di un amore vissuto e finito.
Nella decifrazione dei ricordi, attraverso un dialogo interiore e de relato, la Dell'Oro si interroga su ciò che è stato e che non è più.
Come a dire: la memoria di un amore è riflesso su specchio che distorce la realtà e restituisce l’immagine di qualcosa che, forse, non ha mai avuto la consistenza immaginata.
Quale abbaglio/ -tra il pensiero un nuovo taglio, / necessario, e affogare/ in liquori ambrati…/Come ricrescono/ i capelli!
Tanta ironia che diventa gioco, necessità, di fronte ad un’idea lucida di passato che attraverso frammenti di vita si fanno parola...Fiori puntellati/in fuga centrifuga/ -le mie parole, /a volte.
L’autrice, nella realtà che vive e che segna il tempo del verso, oggi conosce e ri-conosce la precarietà di quel rapporto, idealizzato per diventare ispirazione-musa ispiratrice: Sì, c'è differenza: / tu vuoi prendere e andare /-baci anche veloce-/ io guardarti.../...camminare.
Forse è vero che dal passato si eredita soltanto un pugno di voglie, imparate a memoria e che, come scrive Antonio Lillo nella prefazione a questo testo «la vita, ammettendo l’errore, non combacia con l’arte».
*
Torno all'immagine dei frammenti di un unico bisbiglio.
Dopo aver parlato con David La Mantia, sono ancora più persuasa che certi richiami possano essere uditi soltanto da anime speciali.
Li definirei segnali silenziosi.
Sento una voce, mi volto di scatto.
In lontananza - nella mia stessa direzione - intravedo un altro Irregolare, di certo, non uno qualsiasi.
Stay tuned..


Bel pezzo!
RispondiEliminaTi ringrazio. Scritto di getto per raccontare dinamiche che, a volte, mi sorprendono e che non arrivano mai per caso. C'è sempre un perché. Ancora grata per esserti soffermata/o.
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