L’ORDINE ED IL DISORDINE - Cecilia Gentili - Oscar Niemeyer, scultore dell’architettura

 

Oscar Niemeyer


Oscar Niameyer si è guadagnato il soprannome di “scultore dell’architettura” per il suo approccio scultoreo al design, trattando il cemento armato come argilla per creare forme fluide e sinuose che sfidavano la rigidità modernista.


Oscar Niemeyer, all'anagrafe Oscar Ribeiro de Almeida de Niemeyer Soares (Rio de Janeiro, 15 dicembre 1907 – Rio de Janeiro, 5 dicembre 2012), è stato un architetto brasiliano. È stato uno dei più noti e importanti architetti a livello internazionale del XX secolo.

 

«Non è l’angolo retto che mi attrae, né la linea retta, dura, inflessibile, creata dall’uomo. Ciò che mi attrae è la curva libera e sensuale, la curva che incontro nelle montagne del mio Paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle onde del mare, nel corpo della donna preferita. Di curve è fatto tutto l’universo, l’universo curvo di Einstein»

 

Nelle sue opere ha sempre sperimentato nuovi concetti architettonici servendosi del cemento armato per creare strutture spettacolari che rispecchiano le sinuose curve naturali del- le montagne, delle spiagge e della baia di Rio de Janeiro.

 

Niemeyer ha rivoluzionato l’architettura abbracciando le curve ispirate alla natura brasiliana e alle tradizioni barocche, come si vede nel suo primo complesso Pampulha (anni ’40) con le sue linee sinuose ed i colori vivaci. Il suo lavoro mescolava l’utilitarismo di Le Corbusier con la plasticità sensuale e lirica, facendo sentire gli edifici vivi e monumentali.

 

Il complesso moderno di Pampulha (1941)

 

 

Il Complesso Moderno di Pampulha era il fulcro di un visionario progetto di città giardino creato nel 1940 a Belo Horizonte, capitale dello Stato di Minas Gerais. Progettato attorno a un lago artificiale, questo centro culturale e ricreativo comprendeva un casinò, una sala da ballo, il Golf Yacht Club e la chiesa di São Francisco de Assis.

Il Complesso comprende forme audaci che sfruttano il potenziale plastico del cemento, fondendo al contempo architettura, progettazione del paesaggio, scultura e pittura in un insieme armonioso. Riflette l'influenza delle tradizioni locali, del clima brasiliano e dell'ambiente naturale sui principi dell'architettura moderna.

 

Dice Niemeyer: «Pampulha mi ha offerto l’opportunità di combattere la monotonia dell’architettura contemporanea. Sto deliberatamente ignorando la giusta angolazione dell’architettura razionalista disegnata con riga e squadra a favore del- l’audace entrata in campo di curve e linee rette offerte dal cemento armato».

 

Il Palazzo delle Nazioni Unite a NY (1941)

 

Il Movimento Modernista Brasiliano viene riconosciuto come il “primo stile nazionale nella moderna architettura”; Niemeyer è modernista come i suoi maestri, Lúcio Costa e Le Corbusier, ma la ricerca di architettura grandiosa, legata alle radici della sua terra, lo porta a elaborare nuove forme per un inedito discorso architettonico.

Nel 1947, la sua visione viene confermata negli Stati Uniti quando fa parte del team internazionale per la creazione del- l’edificio del quartier generale delle Nazioni Unite che modificherà insieme a Le Corbusier.

Nel 1945, già architetto discretamente conosciuto, si imbatte nel Partito Comunista Brasiliano: diventa un idealista e convinto comunista, posizione che più tardi nella vita gli costerà l’esilio.

Molto prolifico in patria, dopo che per ben due volte gli viene negato il visto per entrare negli stati Uniti a causa delle sue idee politiche, costruisce varie ville, appartamenti, musei.

Ma è soprattutto a seguito della proposta che gli viene fatta dall’appena eletto Presidente della Repubblica Brasiliana, Juscelino Kubitschek, che gli disse: «Sto per far costruire la nuova capitale del Paese e voglio che lei mi aiuti [...] Oscar, questa volta costruiremo la capitale del Brasile» che Niemeyer diviene capo architetto e progetta la maggior parte degli edifici della città di Brasilia; edifici divenuti pietre miliari del simbolismo moderno.  La città di Brasilia viene inaugurata nel 1960: dietro la sua costruzione c’è una monumentale campagna per costruire la nuova capitale nel centro del Paese che integrasse aree del Paese distanti e popolando regioni inospitali.

 

Niemeyer e Lúcio Costa usano quest’intuizione per testare il nuovo concetto di piano pilota: costruiscono una città per 500.000 abitanti, edifici supporta- ti da colonne che permettano di condividere con la natura lo spazio libero, appartamenti uguali per impiegati e dirigenti con spazi verdi e servizi.

La forma della città è quella di un aereo, simbolo del decollo, ovvero del rinnovamento brasiliano sociale e politico. Gli edifici di Brasilia riflettono l’uso di forme dinami- che e curve così sensuali che molti ammiratori affermano che Niemeyer è uno scultore di monumenti, più che un architetto.


Brasilia - vista aerea (1956-1960) 

 

Congresso Nacional - Brasilia  

 

Cattedrale di Nostra Signora di Aparecid 

 

Cattedrale di Nostra Signora di Aparecid

 

Dopo la salita al potere del generale Branco, con un colpo di stato, Niemeyer sarà costretto all’esilio, per la sua appartenenza al Partito Comunista ed emigrerà in Francia dove aprirà uno studio sugli Champs- Elysees e viaggerà anche in Italia, paese che amerà molto. Nel nostro paese, a partire dal 1968 realizza, con vari collaboratori una serie di progetti, tra i quali ricordiamo il Palazzo Mondadori a Milano (1968-’75), la Sede della Fata-European Group a Torino (1976-’81), la Sede della Burgo a Torino (1978- ’81), il progetto del Congiunto Architettonico di Vicenza (1978- ’79), il progetto del Ponte dell’Accademia a Venezia (1985), il progetto di uno stadio per Torino (1987), il progetto per l’Auditorium di Ravello (2000).


 

Palazzo Mondadori a Milano (1968-’75)


Sede della Fata-European Group a Torino (1976-’81)



 

Sede della Burgo a Torino (1978- ’81)

Il progetto per l’Auditorium di Ravello (2000)


Niemeyer muore il 5 dicembre 2012 a Rio de Janeiro all’età di 104 anni.

L’immagine che ci lascia è quella dell’uomo e dell’artista che ha costruito opere immortali, un uomo schietto, coerente ai suoi ideali di vita, un uomo che possiede semplicità e modestia, da sempre preziose doti degli esseri umani più grandi.

«L'architettura è solo un pretesto. Importante è la vita, importante è l'uomo, questo strano animale che possiede anima e sentimento, e fame di giustizia e bellezza»

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