LA STANZA DEI DESIDERI - Ivana Rinaldi - Etty Hillesum e Julius Spier

 

Ivana Rinaldi


Il volume di Alexandra Nagel è una raccolta di suoi scritti tradotti in italiano da Gerrit Van Oord e sono parte della sua ricerca sul rapporto tra Etty Hillesum e lo psicochirologo Julius Spier, l’uomo che ha accompagnato la giovane Etty nel suo percorso umano e spirituale. Il loro amore e la loro amicizia sono al centro di questa “notazione” che fluttua tra il racconto e lo scambio epistolare. Etty, tornata nel 1942 ad Amsterdam dal campo di Westerbork, assiste alla morte del suo amato maestro, amico, amante, e si congeda da lui in maniera allusiva: Wir werden dich immer Weiterleben (Ti vivremo sempre). Tenendo fede alla promessa, lo ha lasciato vivere nella sua interiorità. Si erano conosciuti nel 1941 durante un corso di psicochirologia, Spier le analizza le mani e sembra che, attraverso di esse, sappia leggere la sua personalità. In Ettty nasce la passione per l’uomo che ha saputo leggerle nell’anima. L’amore per Julius si trasforma presto in amore profondo per il genere umano.

Scrive il padre di lei: “Mi commuove profondamente vedere come questa ragazza si metta completamente al servizio dei più poveri e dei più anziani del nostro popolo”. Etty ha iniziato a leggere la Bibbia dietro la spinta di Spier da cui nascono le sue riflessioni più profonde che troviamo nel Diario: “Ciò che attendiamo dall’esterno, dobbiamo svilupparlo dentro di noi (…), l’anima non è legata al proprio tempo, è eterna. Ci si deve immergere dentro di essa, innalzarla alla coscienza” (Diario, p.49). E ancora: “Gli uomini sono in gran parte livellati, mancano di originalità, di creatività, appaiono noiosi, poco interessanti, basterebbe l’esistenza di un solo essere umano degno di questo nome, per poter credere negli uomini, nell’umanità” (Diario, p. 49).

Etty si pone il problema se il baricentro della donna si collochi nella casa, nell’uomo, nei figli. E Spier le risponde: “Sì, ma si concentri su se stessa. Il centro di gravità della donna sta nell’uomo, nella casa, nei bambini! E mille volte No!  Le migliaia di donne aride, deluse, in un’età nella quale da dove provengono? Da dove se non in un’età in cui l’uomo si innalza fino a realizzare opere estremamente creative? Da dove se non dal parziale, limitante sviluppo dell’essere femminile e di genere!” 

L’intenzione spirituale-terapeutica di Spier verso Etty è che lei si rivolga verso la propria interiorità, per mantenere serenità, connettersi con il divino e resistere al caos. Il fatto che Julius nella sua lettera del 12 agosto 1941 scriva di essere felice di riuscire a mettere un po’ d’ordine nella mente di Etty dimostra il suo coinvolgimento nella relazione, lei lo lusinga e lo ispira. È “deliziato” dalle sue lettere e ne desidera altre, “più lunghe” e preferibilmente “più dolci”. Ma lei, dalla casa dei genitori risponde di avere la “testa tormentata”, non grado di contenere tutti i suoi caotici pensieri del suo cuore che ogni ora si fa più pesante”. Etty si sente profondamente infelice e incapace di conciliare il desiderio e le ossessioni con la contemplazione.


Di lei rimangono quindici lettere indirizzate al suo maestro e amante, scritte in tedesco, una lingua che padroneggiava, ma non era la sua lingua: i temi che elaborano riguardano il desiderio erotico, le cure verso il fratello Mischa, la gratitudine, la mancanza di tempo e carta. Tuttavia, qualunque ambito Etty abbia toccato, tutto era impregnato d’amore verso il destinatario “Il caro signor Spier”. Nonostante la presenza di un’altra donna, Herta Levi “Il volto che continua sempre a sorridere” (Diario, p. 647) e che, pur lontana, è sul comodino di Spier. Sarà lei a pubblicare l’opera postuma di lui Hands of children (in tedesco Kinderhände) con la postfazione di Carl Gustav Jung, senza nulla togliere al rapporto profondo e luminoso tra Etty e Julius.

Condannata alla persecuzione in quanto ebrea, prima di morire nel campo di concentramento di Auschwitz, ci invita a non sopravvalutare le nostre forze interiori, ma a accettare la nostra nullità e abbandonare l’ego. “La forza deve farsi umile: per distruggere l’odio, dobbiamo prima distruggere l’odio che è in noi”. A mano a mano che si avvicina alla fine, la sua voce diventa sempre più limpida, senza incrinature. È sicuro che questo percorso spirituale così ricco e profondo, non sarebbe stato possibile senza la figura di Spier.  E l’accurata ricerca di Alexandra Niegel lo dimostra.



Riferimenti:

Alexandra Nagel, Etty Hillesum e Julius Spier, Edizione italiana a cura di Gerrit Van Oad, Apereion editori, 2025.

Etty Hillesum, Diario, Gli Adelphi, ed. 1996.


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