DA ORFEO ALL'INFINITO. SGUARDI E INCURSIONI POETICHE - Daniele Ricci - Poesia e poeti delle Marche oggi
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| Daniele Ricci |
Ormai da qualche anno la
poesia marchigiana sta vivendo un periodo di grande vitalità. Sin dai primi
anni ’80 del Novecento sono sorte nella nostra regione numerose riviste
letterarie e si sono affermati sulla scena nazionale non pochi poeti marchigiani.
Franco Scataglini, Remo Pagnanelli, Eugenio De Signoribus, Francesco
Scarabicchi, Gianni D’Elia, Marco Ferri e Umberto Piersanti sono i principali
autori emersi negli anni ’80, ’90 e ‘00.
Il merito di questo
nuovo slancio verso la poesia va ascritto soprattutto all’”inversione di
tendenza”[1] degli scrittori e
intellettuali locali. Questi fino alla metà degli anni ’70 tendevano a emigrare
nelle grandi città per procurarsi un proprio spazio letterario (così è accaduto
con Paolo Volponi, Massimo Ferretti, Leonardo Mancino, etc.). Ma dalla fine
degli anni ‘70, con l’aumentato benessere economico e la capillare diffusione
dei mezzi di comunicazione di massa, molti scrittori marchigiani hanno
preferito restare e “produrre” cultura nella loro terra d’origine. Così, in
pochi anni, sono sorte nella nostra regione riviste letterarie[2] e case editrici[3], sono uscite antologie
sulla poesia delle Marche[4], sono stati organizzati
convegni, letture e incontri di poesia.
Ma quali sono i
caratteri e le tendenze principali della poesia marchigiana contemporanea?
Nel 1971 è uscito un
volume curato da Carlo Antognini, Scrittori marchigiani del Novecento (Ancona,
Bagaloni), che ancor oggi costituisce una delle antologie più valide e complete
della letteratura marchigiana novecentesca. Carlo Bo nella Prefazione e
Antognini nell’Introduzione hanno delineato la figura del poeta
marchigiano evidenziando alcuni caratteri comuni della letteratura scritta
nella nostra regione. E si tratta sicuramente di una definizione valida anche
per i poeti dell’ultima generazione[5].
Anzitutto Bo e Antognini
sono concordi nel ritenere Giacomo Leopardi una figura esemplare di poeta
marchigiano: il Recanatese rappresenta ancor oggi, se non un modello, “un
simbolo interiore” per i nostri letterati[6].
Le Marche sono una regione caratterizzata da una profonda frammentarietà interna: forti sono le differenze etniche, linguistiche, storiche e sociali fra il Nord e il Sud, le coste e l’interno. Questa “pluralità” delle Marche ha molto influenzato anche la letteratura. Così una qualità fondamentale e comune a tutti gli scrittori marchigiani sembra essere l’”individualismo”: i poeti della nostra regione sono “naturalmente” liberi e indipendenti gli uni dagli altri; chiusi nelle loro vallate, sono sempre stati poco propensi a riunirsi in scuole poetiche e a seguire le mode e le tendenze letterarie nazionali. Ma proprio il silenzio delle colline marchigiane “ha smosso” in loro l’immaginazione e la fantasia. Allo stesso modo “la solitudine ha nutrito il cuore di sentimenti di ribellione, di protesta”[7] e di fuga, creando quel sentimento di odio-amore verso la propria terra che accomuna un po’ tutti gli scrittori marchigiani.
È sufficiente leggere quanto dice Leopardi nelle Ricordanze: “Né mi diceva il cor che l’età verde / sarei dannato a consumare in questo / natìo borgo selvaggio, intra una gente / zotica, vil; cui nomi strani, e spesso / argomento di riso e trastullo / son dottrina e saper; che m’odia e fugge, / per invidia non già, che non mi tiene / maggior di sé, ma perché tale estima / ch’io mi tenga in cor mio, sebben fuori / a persona giammai non ne fo segno. / Qui passo gli anni, abbandonato, occulto, / senz’amor, senza vita; ed aspro a forza / tra lo stuol de’ malevoli divengo: / qui di pietà mi spoglio e di virtudi, / e sprezzator degli uomini mi rendo, / per la greggia ch’ho appresso: e intanto vola / il caro tempo giovanil; più caro / che la fama e l’allor, più che la pura / luce del giorno, e lo spirar: ti perdo / senza un diletto, inutilmente, in questo / soggiorno disumano, intra gli affanni, / o dell’arida vita unico fiore”.
Dunque i letterati marchigiani, isolati, emarginati dai loro
stessi compaesani, sono spesso emigrati altrove, nelle grandi città. D’altra
parte, quasi tutti, dal “romano” Massimo Ferretti al “genovese” Franco
Matacotta, dal “barese” Leonardo Mancino al “milanese” Paolo Volponi hanno
tratto ispirazione per le loro opere soprattutto dal ricordo nostalgico della
terra natìa. Non a torto, infatti, per i poeti marchigiani si è spesso parlato
di “ulissismo”[8]:
ansia di fuga, ma anche desiderio, conscio o inconscio, realizzato o
immaginato, di ritornare alla terra-madre.
Un carattere comune a
tutti i poeti delle Marche è il senso della misura, la ricerca di equilibrio
tra realismo e lirismo, tra forma e contenuto, tra tradizione e innovazione. La
maggior parte degli scrittori della nostra regione, rifiutando sia le
Neoavanguardie degli anni ‘60[9] sia la più recente
tendenza neo-orfica, appaiono saldamente legati alla tradizione letteraria
italiana “classica” (Dante, Petrarca, Leopardi). La “classicità” resta ancor
oggi una peculiarità della cultura della nostra regione e può essere espressa
bene da alcuni endecasillabi, molto belli, di Umberto Piersanti, tratti da Figure
dell’autunno che trascorre (Passaggio di sequenza, 1986): “la bruma
di novembre avanti sera / spande giù nella selva i Cappuccini / e il cipresso
posto sul declivo / che spesso Paolo Uccello ha disegnato / diventa un’ombra
densa nella valle / ora non è che morbido contorno la campagna / anche il disco
del sole puoi guardare / pacato vi risplende con l’alone”.
Un altro elemento
costante nei letterati marchigiani è l’attenzione, di derivazione leopardiana,
per la natura e, in particolare, per il paesaggio marchigiano[10]. I luoghi della propria
terra sono fondamentali nella poesia dei maggiori poeti contemporanei, da
D’Elia (“E accanto a questa spiaggia / la bora nei capelli / d’inverno
camminiamo / un sale fra le dita”, Nebbiosa sei di vita da Città
d’inverno e di mare, 1986) a Piersanti (si veda, ad es., Muta il mio
tempo cambia la vicenda ne I luoghi persi, 1994), da Scataglini (“El
pezetì de porto / visto da casa mia / grigio, da mare morto, / volse venì in
poesia”, Quartina da Carta Laniena, 1982) a De Signoribus (“non
ha orizzonte la terra dei dintorni / e non ha torre che la schieri ai venti //
ha mappe d’animali, piste di ritorni, / scosse e parlamenti, occhi
irriverenti”, (posizioni) da Istmi e chiuse, 1996), e finiscono
spesso per diventare una metafora della loro condizione di solitudine, di
malinconia, di “assenza”.
Caratterizza gran parte della poesia marchigiana anche lo scarso impegno politico. Ciò non significa che la poesia della nostra regione sia una poesia “contemplativa”, fine a se stessa o volta unicamente all’esaltazione della bellezza. Quasi sempre è presente un forte impegno morale ed è rivolta particolare attenzione ai contenuti e alle idee. La poesia marchigiana è una poesia “piena”, “riflessiva, argomentante, finanche assertiva”[11]. È una poesia attenta al quotidiano, ma, allo stesso tempo, è rivolta ai grandi problemi dell’esistenza.
I poeti marchigiani si pongono per lo più sulla linea “antiermetica, “minore”,
cantabile e popolare”, che da Pascoli, attraverso Saba e Penna, giunge fino a
Betocchi e Caproni. Non è un caso che la maggior parte degli studi, degli
articoli e dei testi che compaiono nelle riviste marchigiane siano dedicati
proprio a questi autori. La poesia marchigiana, anche quando presenta una
chiara impronta politica, non è mai rivoluzionaria e “violenta”, il tono resta
sempre contenuto e “tradizionalmente” misurato (cfr., ad es., U. Piersanti, Nascere
nel ‘40, Milano, Shakespeare and Company, 1981).
Un ultimo elemento che
accomuna i poeti marchigiani, soprattutto quelli dell’ultima generazione, è la
riflessione sulla lingua. In D’Elia, come in Piersanti e in Scataglini, c’è la
volontà di proporre un linguaggio poetico nuovo, che sappia comunicare un
messaggio, che sappia parlare a tutti.[12]
Una particolare
attenzione i poeti marchigiani e le loro riviste hanno rivolto anche alla
traduzione di autori stranieri e alla poesia dialettale. Franco Scataglini,
scomparso nel 1984, creando “una lingua propria, basata sul dialetto
anconetano, arricchita da innesti colti, duecenteschi”[13], rappresenta una tra le
voci più significative della letteratura dialettale novecentesca.
PER UNA RICOGNIZIONE DEI
POETI MARCHIGIANI OGGI
I poeti marchigiani
degli ultimi cinquant’anni (1975-2025): dalla fine della Neoavanguardia ad
oggi.
Giacomo Leopardi: “simbolo interiore”
della poesia marchigiana.
Carlo Bo (Sestri Levante 1911 –
Genova 2001), all’Università di Urbino dal 1939, rettore dell’Università dal
1947 fino al 2001, ha dato un contributo fondamentale nelle Marche allo
sviluppo della letteratura e della poesia. Grazie a Carlo Bo, solo per fare
qualche nome, insegnarono all’università di Urbino Mario Luzi
(1914-2005) dal 1973 al 1980 (Letterature Comparate) e Alessandro Parronchi
(1914-2007) dal 1973 al 1989 (Storia dell’Arte).
PROVINCIA DI PESARO
URBINO (PU)
URBINO
- Paolo Volponi (Urbino 1924-1994)
- Già a partire dagli anni ’50 nasce, all’”ombra”
di Carlo Bo, la “Scuola di Urbino” (Amato Cini, Egidio Mengacci, Adriano
Gattucci, Maria Lenti, Zeno Fortini, Luciano Fabi, Gualtiero De Santi e
Umberto Piersanti – gli ultimi quattro hanno dato vita negli anni ’60 alla
rivista letteraria “Ad libitum”).
- Umberto Piersanti (Urbino 1941)
- Gualtiero De Santi (docente universitario,
traduttore e critico letterario)
- Luca Cesari (Pesaro 1960, critico, poeta e docente
universitario a Urbino)
- Salvatore Ritrovato (1967, critico e poeta
pugliese, ma da tanti anni vive a Urbino, dove insegna all’Università)
- Alberto Fraccacreta (San Severo FG 1989, vive a
Urbino dove insegna all’Università)
- Feliciano Paoli (Urbania 1955, poeta e già bibliotecario,
organizza e coordina il “Premio Metauro”, ideato e presieduto da Umberto
Piersanti)
- Ercole Bellucci (Urbino 1937-1997)
- Maria Lenti (Urbino 1941, poetessa e personaggio politico di
spicco negli anni ’90: è deputata del PRC dal 1994 al 2001)
- Luciana Calli (Sant’Angelo in Vado)
PESARO
- Gianni D’Elia (1953)
- Alfredo Giuliani (Mombaroccio PU, 1924 - Roma
2007)
- Enrico Capodaglio (critico letterario, saggista,
scrittore e poeta)
- Lella De Marchi (Pesaro 1970, poeta, artista e
performer)
- Michela Gorini (Pesaro 1971, poeta e
psicanalista)
- Laura Corraducci (Pesaro, 1974, poetessa e
performer, ideatrice e direttrice del festival di poesia “Vaghe Stelle
dell’Orsa”)
- Alessandra Tombini (Popoli PE 1969, vive a
Pesaro)
- Stefano Sanchini (Pesaro 1976)
- Loris Ferri (Fano 1978, vive tra Pesaro e il Montefeltro)
- Eleonora Del Sorbo (Macerata Feltria PU, oggi
vive a Pesaro)
- Roberta Occhi (Bologna 1967, dal 1999 vive a
Pesaro)
- Silvia Sinibaldi (Pesaro 1961, giornalista e
poeta)
- Serse Cardellini (Pesaro 1976)
- Diego Gambini (Pesaro 1986)
FANO
- Marco Ferri (1950)
- Gabriele Ghiandoni (poeta, Fano 1934-2018) e
Tullio Ghiandoni (pittore, Fano 1922-2003)
- Valerio Volpini (Fano 1923-2000, giornalista,
storico e poeta)
- Luciano Aguzzi (Piagge PU 1944, ha vissuto a
Fano; studioso, scrittore, poeta e critico letterario, dal 1969 vive e
lavora a Milano)
- Franco Mancinelli (Polverigi AN 1952, da molti
anni vive a Fano, già docente e assessore alla cultura a Fano, operatore
culturale, scrittore, studioso ed esperto di poesia contemporanea)
- Franca Mancinelli (Fano 1981)
- Katia Migliori (docente universitaria e critica letteraria,
1950-2023, diede vita ad un gruppo di ricerca di poesia e critica del
testo)
- Alessandra Carnaroli (Piagge PU, 1979)
- Francesca Perlini (San Costanzo PU, 1969)
- Andrea Angelucci (Fano 1959, poeta, studioso di
Dante e Presidente del Circolo Culturale “A. Bianchini”; da cinque anni
parte del programma annuale del Circolo è la rassegna poetica “Le poetesse
e i poeti salutano la primavera”, che negli ultimi tre anni è stata curata
dallo scrivente)
- Claudio Fabbri (Fano 1963)
- Daniele Ricci (Fano 1967)
- Eugenio Schiavo (Fano 1947)
- Paolo Maria Rocco (Napoli, vive a Fano)
- Francesca Bavosi (Fano)
- Paolo Bavosi (Fano 1973)
- Giuseppe Settanni (San Giovanni Rotondo 1981,
oggi vive a Fano)
- Zeudi Zacconi (Tolentino MC 1980, oggi vive a
Tavernelle PU)
- Francesca Palazzi Arduini
- Adriana Renelli (Fratterosa PU 1943, vive a Fano)
- Elvio Grilli (Fano 1951, poeta dialettale)
- Luca Tazzari (Fano 1994)
- Enrico Vergoni (Marotta PU 1979)
- Alessandro Savelli (2004)
- Marina Emilie Macharis (1997)
- Emma Grilli (Fanno 2002, vive a Colli al Metauro)
- Frida Neri (alias Michela Di Ciocco, Formia LT
1980, vive a Colli al Metauro)
- Emanuele Palazzi (Mantova 1978, vive a Fano dove
è proprietario della libreria indipendente Emèra)
PROVINCIA DI ANCONA (AN)
(Senigallia, Falconara,
Chiaravalle, Jesi, Fabriano, Ancona e Osimo)
- Daniele Garbuglia (Recanati 1967, poeta,
scrittore e critico letterario, oggi vive a Senigallia)
- Franco Scataglini (Ancona 1930 - Numana AN 1984,
poeta dialettale e in lingua; fondò “Residenza” con Massimo Raffaeli,
Francesco Scarabicchi e Gianni D’Elia)
- Fabio Ciceroni (Ancona 1941, critico letterario,
intellettuale e docente, vive a Milano)
- Fabio Maria Serpilli (Ancona 1949, poeta
dialettale e in ingua, ideatore e organizzatore del “Premio Poesia
Onesta”)
- Massimo Ferretti (Chiaravalle 1935 - Roma 1974)
- Massimo Raffaeli (Chiaravalle 1957, critico
letterario e filologo)
- A Chiaravalle, dove è nata anche Maria
Montessori, un gruppo di giovani poeti, scrittori e artisti, tra cui
Giuseppe Bomprezzi (Jesi 1972), Emiliano Giorgi, Fabrizio Ilacqua e
Francesco Favi, hanno dato vita, tra la fine degli anni ’90 e i primi anni
‘00, alla rivista di letteratura, arti e filosofia “A.Mu.Le.T. e ad altre
iniziative legate alla poesia”.
- Matteo Piergigli (Chiaravalle 1973)
- Francesco Scarabicchi (Ancona 1951-2021)
- Maria Angela Bedini (Senigallia 1965, vive ad
Ancona)
- Luigi Socci (Ancona 1966) e Valerio Cuccaroni
(Chiaravalle 1977, oggi vive ad Ancona), ideatori e fondatori ad Ancona
del festival di poesia “La punta della lingua”
- Leila Falà (Ancona 1950, vive a Bologna)
- Alessandro Moscè (Ancona 1969, poeta e critico,
vive a Fabriano)
- Alessandro Cartoni (Ancona 1964, vive a Fabriano;
è tra i fondatori del gruppo “Carboneria Letteraria”)
- Elisabetta Pigliapoco (Jesi 1972, poetessa e critica
letteraria)
- Luciano Innocenzi (Cerreto d’Esi 1943)
- Gabriella Cinti (Jesi)
- Francesca Innocenzi (Jesi 1980, poetessa, critica
e docente, oggi vive in provincia di MC; ideatrice e organizzatrice del
Festival di Poesia “Paesaggio Interiore”)
- Ernesto Torta (Jesi 1958)
- Lorenzo Spurio (Jesi 1985; poeta, traduttore e
critico letterario); fondatore e organizzatore della rivista “Nuova
Euterpe” e del Premio “L’arte in versi” a Jesi)
- Angela Anconetani Lioveri (Jesi 1991)
- Paola Mancinelli (Osimo 1965)
- Danilo Mandolini (Osimo 1965, poeta, fondatore
e direttore della casa editrice “Arcipelago itaca”
- Barbara Coacci (Ancona 1969)
- Cristina Babino (Ancona 1976)
- Giacomo Medici (Chiaravalle)
- Francesco Accattoli (Ancona 1977; dal 2014
organizza il festival di poesia Sirolopoesia)
PROVINCIA DI MACERATA (MC)
(Macerata e Civitanova Marche, Camerino, San Severino M., Tolentino,
Sarnano)
- Remo Pagnanelli (Macerata 1955-1987)
- Guido Garufi (Macerata 1949, critico e poeta, curatore de La
poesia delle Marche, 1998, 2021)
- Alfredo Luzi (Ascoli Piceno 1942, critico letterario, storico
della letteratura, accademico, docente universitario all’Università di
Macerata)
- Roberto Piangatelli (San Severino Marche 1961)
- Nicola Bultrini (Civitanova Marche 1965; oggi vive a Roma)
- Filippo Davòli (Macerata 1965)
- Ezio Settembri (Macerata 1981, oggi vive e
insegna in provincia di Mantova)
- Franco Musarra (oggi è tornato nella sua Apiro
MC, critico e studioso, docente universitario a Leuven/Lovanio, in Belgio,
per molti anni)
- Roberto Marconi (Recanati 1968)
- Cinzia Canale
- Renata Morresi (Recanati 1972)
- Silvia Gelosi (Recanati 1977, attualmente vive a
Sarnano MC)
- Elisa Des Dorides (1986)
- Lorenzo Fava (Ancona 1994, vive a Macerata)
- Sergio Carlacchiani (Macerata 1959, vive a
Civitanova Marche)
- Marco Di Pasquale (1976, vive a Macerata)
- Giorgiomaria Cornelio (Macerata, 1997)
PROVINCIA DI FERMO (FM)
(Porto Sant’Elpidio, Porto S. Giorgio, Fermo e Pedaso)
- Massimo Gezzi (Sant’Elpidio a Mare 1976, poeta, traduttore e
critico letterario, oggi vive e insegna a Lugano, in Svizzera; dirige la
rivista letteraria elettronica “Le parole e le cose”)
- Angelo Ferracuti (Fermo 1960, scrittore, critico
e giornalista)
- Gianluca D’Annibali (Fermo 1981, vive a Porto
Sant’Elpidio, poeta dialettale e in lingua)
- Mirella Vercelli (Grottazzolina FM 1959, vive a
Sant’Elpidio a Mare FM)
- Alessandro Catà (1951, vive a Porto S. Giorgio)
- Luigi Martellini (1942, critico letterario,
docente universitario e poeta di Fermo)
- Adelelmo Ruggieri (Fermo 1954)
- Luigi Finucci (Fermo 1984)
PROVINCIA DI ASCOLI PICENO (AP)
(Cupra Marittima, Grottammare, San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno)
- Eugenio De Signoribus (Cupra Marittima 1947)
- Tiziana Alberti (Ascoli Piceno 1952)
- Giorgio Voltattorni (Cupra Marittima 1959)
- Evelina De Signoribus (1978)
- Alessandro Pertosa (Civitanova Marche 1980, vive
a Rotella AP, scrittore, poeta, drammaturgo, sceneggiatore e operatore
culturale)
- Laura Costantini (San Benedetto del Tronto AP)
***
In G. Garufi (a cura
di), La Poesia delle Marche. Il Novecento, Macerata, Il lavoro
editoriale, 1998 sono presentati criticamente e antologizzati anche questi poeti
non riportati sopra:
- Ugo Betti, poeta e drammaturgo (Camerino 1892-1953)
- Luigi Bartolini (Cupramontana 1892 - Roma 1963)
- Acruto Vitali (Porto S. Gorgio 1903-1990)
- Scipione (Gino Bonichi) (Macerata 1904 - Arco TN
1933)
- Plinio Acquabona (Ancona 1913-2002)
- Franco Matacotta (Fermo 1916-1978)
- Neuro Bonifazi (Urbino 1922-2018)
- Alvaro Valentini (Fermo 1924-1996)
- Anna Malfaiera (Fabriano 1926-1997)
- Luigi Di Ruscio (Fermo 1930 - Oslo 2011)
- Leonardo Mancino (Camerino 1939-2010)
In G. Garufi: La
Poesia delle Marche. Il Novecento e oltre, Ancona, affinità elettive, 2021
sono presentati criticamente e antologizzati anche questi poeti non riportati
sopra:
- Maria Grazia Maiorino (Ancona 1946)
- Enrica Loggi (Monsampolo del Tronto AP 1948, vive a San
Benedetto del T.)
- Germana Duca (Ancona 1950, vive ad Urbino)
- Anna Elisa De Gregorio (Siena 1959 – Ancona 2010)
- Antonio Santori (Civitanova Marche 1961-2007)
- Piergiorgio Viti (Sulmona AQ 1978, vive a Porto
Recanati, giornalista, professore di Lettere e poeta, ideatore di
“Versus”, rassegna di confronti poetici che si tiene a Recanati)
- Luca Campana (Fermo 1980, insegna ad Ascoli
Piceno)
- Jonata Sabbioni (Amandola FM 1985, vive ad
Ancona)
- Davide Nota (Cassano d’Adda 1981, vive da sempre
ad Ascoli Piceno)
- Emanuele Franceschetti (Ancona 1990, risiede a
Roma)
- Riccardo Frolloni (Macerata 1993)
- Michele Bordoni (Civitanova Marche 1993)
***
Negli anni ’80 nascono
nelle Marche numerose riviste letterarie di poesia:
- “Marka” (1980)
ad Ascoli Piceno e “Hortus” (1987) a Grottammare (E. De Signoribus);
- “Alias”
(1980-1986) a Fermo (A. Ruggieri);
- “Verso” (1982)
a Macerata (R. Pagnanelli e G. Garufi);
- “Cartolaria”
(1988-1993) a Fano-Urbino (M. Ferri, E. Bellucci, G. Ghiandoni);
- “Lengua” (1982-1994)
a Pesaro (G. D’Elia, K. Migliori, Stefano Arduini, linguista nato nel 1956);
- “Pelagos
Letteratura” (1991) a Urbino (U. Piersanti con G. De Santi, S. Arduini e
Franco Mancinelli);
- “Profili letterari”
(1991) a Urbino (Marco Alloni e poi S. Ritrovato).
[1] D. Garbuglia, Marche: per una mappa delle “residenze”, in R. Deidier (a cura di), Le regioni della poesia, Milano, Marcos y Marcos, 1996, p. 126.
[2] Tra l’’80 e l’’81 andò in onda sulla Rai delle Marche
“Residenza”, una trasmissione radiofonica, diretta da Franco Scataglini, che
contribuì in maniera decisiva alla fine della “diaspora” e a creare quel clima
di rinnovata vitalità della poesia marchigiana. Tra il 1980 e il 1982 nacquero
quattro riviste: “Alias” a Fermo, “marka” ad Ascoli Piceno, “Verso”, fondata e
diretta da Guido Garufi e Remo Pagnanelli, a Macerata, “lengua”, diretta da
Gianni D’Elia, a Pesaro. Nel 1987 uscì a Grottammare il primo numero di
“Hortus” a cura di Giorgio Maria Voltattorni. Nel 1988 a Fano e Urbino uscì
“Cartolaria”. Nel 1991, sempre a Urbino, videro la luce altre due riviste:
“Pelagos” di Umberto Piersanti e “Profili letterari”, curata da un gruppo di
studenti e diretta da Marco Alloni. Per uno studio approfondito delle riviste
letterarie delle Marche negli anni ’80 e ’90 si veda il volume a cura di M.
Ferri e M. Raffaeli Le riviste letterarie delle Marche. Indici, 1980-1992, Ancona, Istituto Gramsci Marche, 1993.
[3] Già nel 1973 Carlo Antognini creò le Edizioni Astrogallo,
nelle quali, ad esempio, esordì Franco Scataglini (E per un frutto piace tutto un orto, 1973 e So rimaso la spina, 1977). Anche “Residenza”, la trasmissione radiofonica, si propose come casa editrice pubblicando Carta Laniena di Franco Scataglini e La porta murata di Francesco Scarabicchi nel 1982.
[4] Carlo Antognini (a cura di), Scrittori marchigiani del Novecento, Ancona, Bagaloni, 1971, con Prefazione di Carlo Bo; Alfredo Luzi (a cura di), Marche, poeti oggi, Urbino, Bramante, 1979; Guido Garufi e Remo Pagnanelli (a cura di), Poeti delle Marche, Forlì, Forum, 1981; Luigi Martellini (a cura di), La poesia delle Marche, Forlì, Forum, 1982; Daniele Garbuglia, Marche: per una mappa delle residenze, in Roberto Deidier (a cura di), Le regioni della poesia, Milano, Marcos y Marcos, 1996, pp. 125-140; G. Garufi (a cura di), La Poesia delle Marche. Il Novecento, Macerata, Il lavoro editoriale, 1998; di quest’ ultimo volume è uscita nel 2021 un’edizione ampliata e aggiornata, sempre a cura di G. Garufi: La Poesia delle Marche. Il Novecento e oltre, Ancona, affinità elettive, 2021. Della poesia marchigiana in questi ultimi anni si sono occupati anche Massimo Raffaeli (2000), Elisabetta Pigliapoco (2003, 2005 e 2006), Salvatore Ritrovato, Francesca Innocenzi (2010) e Lorenzo Spurio (2017 e 2019) per cui si veda la Bibliografia essenziale in G. Garufi (a cura di), op. cit., 2021, pp. 533-535.
[5] Cfr. L. Martellini, op. cit., pp. 9-11; R. Pagnanelli, Leopardi e la recente
poesia marchigiana: la nozione di natura, “Hortus”, 2, 1987, pp. 7-17 e D. Garbuglia, art. cit., p. 133.
[6] C. Bo, op. cit., p. XII e C. Antognini, op. cit., pp. 7-8.
[9] Solo Massimo Ferretti (Chiaravalle AN, 1935 - Roma 1974) e,
soprattutto, Alfredo Giuliani (Mombaroccio PU, 1924 - Roma 2007) sono stati
poeti e intellettuali riconducibili alle sperimentazioni linguistiche e
poetiche degli anni ’60 e alla Neoavanguardia (Giuliani fu uno dei maggiori
esponenti del “Gruppo ‘63” e nel 1961 curò l’antologia de I novissimi).
[10] Cfr. R. Pagnanelli, art. cit.
[11] D. Garbuglia, art. cit., p. 133
[12] D. Garbuglia, art. cit., pp. 128-129 e 133
[13] D. Garbuglia, art.cit., p. 136


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