A BACIO DI RIMA - Lina Maria Ugolini - PENSO/SENSO

 

Lina Maria Ugolini

Penso: seguo del fiuto

traccia che non taccia

un senso mai smarrito

in radice d’infinito.

[inedito in esergo al bacio]


Un bacio senziente, un bacio avvinto all’ago magnetico di una bussola. Senso è parola carnale e al contempo direzionale. Allude a un tracciato umano, a leggi di vita, a indicazioni di un cammino volto a dipanare nel reale, nell’immaginario, la memoria. Un senso giova alle scelte, al pensare e al narrare.

Cogito ergo sum, ripete da secoli Cartesio. Penso dunque sono.

Se sono esisto, indago le ragioni dell’uomo con le voci di Pessoa, con la voce del suo Faust solitario nel cogitare in silenzio, a cercare di comprendere il vuoto, i brusii dell’abisso.

Vagabonda l’anima, forse in cerca d’amore.

 

Penso a te nel silenzio della notte

 

Penso a te nel silenzio della notte,

quando tutto è nulla,

e i rumori presenti nel silenzio

sono il silenzio stesso,

allora, solitario di me, passeggero fermo

di un viaggio senza Dio, inutilmente penso a te.

Tutto il passato, in cui fosti un momento eterno,

è come questo silenzio di tutto.

Tutto il perduto, in cui fosti quel che più persi,

è come questi rumori,

tutto l’inutile, in cui fosti quel che non doveva essere,

è come il nulla che sarà in questo silenzio notturno.

Ho visto morire, o sentito che morirono,

quanti amai o conobbi,

ho visto non saper più nulla di quelli che un po’ andarono con me,

e poco importa se fu un’ora o qualche parola;

o un passeggio emotivo e muto,

e il mondo oggi per me è un cimitero di notte,

bianco e nero di tombe e alberi e di estraneo chiardiluna

ed è in questa quiete assurda di me e di tutto

che penso a te.

Fernando Pessoa, Faust, Torino, Einaudi, 1991.

 

Quale il senso di ciò che penso? E se in tale pensare non ci fosse un senso? Se la fodera che avvolge il mondo come cantano i versi di Czesław Miłosz, fosse un’illusione... All’uomo resta la parola, a gridare il senso del proprio sentire.

Protestare o solo dire una poesia.

 

 Il senso

 

– Quando morirò, vedrò la fodera del mondo.

L’altra parte, dietro l’uccello, la montagna, il tramonto.

Il vero significato che vorrà essere letto.

Ciò ch’era inconciliabile, si concilierà.

E sarà compreso ciò ch’era incomprensibile.

 

– Ma se non c’è una fodera del mondo?

Se il tordo sul ramo non è affatto un segno

ma solo un tordo sul ramo, se il giorno e la notte

si susseguono senza badare a un senso

e non c’è nulla sulla terra, oltre questa terra?

 

Se così fosse, resterebbe ancora la parola

suscitata una volta da effimere labbra,

che corre e corre, messaggero instancabile,

nei campi interstellari, nei vortici galattici

e protesta, chiama, grida.

Czesław Miłosz, La fodera del mondo, Fondazione Piazzolla, Roma, 1966

(Traduzione di Valeria Rosselli)

 

 

Note di chitarra. L’arrivo di un nuovo giorno sulla città ancora addormentata. Cantare del mare, del vento, del tempo perché dove tutto ha un senso, c’è sentimento.


E mentre il sole verrà

si scalda il vento

e sulle mani cadrà

un po' di tempo

dove tutto ha senso

c'è sentimento.

Pino Daniele, Jesce juorno, 1988   https://www.youtube.com/watch?v=vCNN4shDsHU


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