NUGAE - Doris Bellomusto - La somma dei giorni

 

Doris Bellomusto

Non è vero che il tempo si disperde e sparisce. Il mio tempo, tutto il tempo che ho fino a qui vissuto e sognato, è nell'aria che io respiro e mi nutre, è sole addosso, vento e odori buoni. 

E lo so che il tempo si muove; so che è invisibile; so che serpeggia; so che oggi il mio corpo è invecchiato; mio figlio è cresciuto; qualcuno mi ha pensata; qualcuno no; qualcuno ha fatto qualcosa di utile per me senza volerlo o, al contrario, ha deciso qualcosa che in qualche modo, fra qualche tempo, indipendentemente dalla sua sconosciuta volontà, mi danneggerà; so che siamo tutti interconnessi e che il mio futuro è nascosto e non è nelle mie mani. 

So tutte queste cose, ma non so esserne padrona e non ne sono mai sazia. 


Il graffio del tempo

scalfisce i giorni,

la tana della volpe 

li nasconde,

astuta li consuma 

con lenta parsimonia

ma il cuore non si sazia 

e resta ingordo. 


Non basta la somma dei giorni

ci vuole il tempo eterno.


Il tempo passa, ci cambia, ci stravolge. Poi, a volte, ci restituisce pezzi sparsi che non si sa più che posto hanno. A me succede spesso che la vita restituisca chiavi che non aprono più niente, se non il mio cuore maturo. 

Succede che la vita mi si spalanchi davanti, nuda com'è, e io non so che farci. In questi momenti sto ferma, aspetto, la guardo con imbarazzo, questa nuda vita, e aspetto che si rimetta addosso i suoi stracci.


Chiedo un tempo 

tenue, da stare 

in una mano

per essere carezza. 


Chiedo un tempo 

nuovo, da nascondere

sotto la lingua

per essere canzone. 


Chiedo come se il tempo 

si potesse comprare:

attenti all'origine;

alla filiera controllata;

alla scadenza. 


Chiedo tanto per chiedere, 

forse per chiudere 

la partita in pareggio. 


Chiedo e nel mentre

mi accorgo della morte

nascosta nel mio vagito

lontano.

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