LA STANZA COLOR GLICINE - Simona Garbarino - Strano Colloquio
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Simona Garbarino |
"STRANO COLLOQUIO"
- Racconto breve - |
“Pronto chi parla?
Buongiorno, ho trovato questo numero e ho pensato…
Lei chi cerca?
Cerco…non so chi di preciso.
Mi pare evidente che lei abbia sbagliato numero.
No, non credo.
Che numero ha fatto?
Ho composto il 333-47047##.
Guardi è il mio…ma dove lo ha preso?
Non lo so. Era in agenda.
In agenda di chi?
Nella mia agenda, quella posata sullo scrittoio dello studio, quella con la copertina rossa.
Senta, non mi faccia spazientire. Lei mi sta dicendo che il mio numero di telefono era in questa sua agenda, posata sul suo scrittoio?
Si, la mia agenda rossa.
Guardi non so che dire. Mi lasci in pace e chiudiamo qui questa conversazione non-sense che mi sta facendo venire i brividi.
Ma no perché? Possiamo parlare.
Parlare? E di che? Io non la conosco neppure.
È vero, non ci conosciamo ma questo non impedisce un dialogo, un confronto.
Senta, lei è pazza o cosa?
No no signora, non sono pazza…sono soltanto sola. Profondamente sola. Tutto qui. E lei?
Io? Che domanda…
Mi scusi non volevo essere così invadente…forse ho esagerato. Faccia conto che non le abbia chiesto nulla. Le chiedo scusa.
Ma no…tanto vale…Si, anch’io sono sola. Potrei dire come lei….profondamente sola.
Vede? Allora forse potremmo partire da questo”.
Partirono da questo. Due donne, né giovani, né vecchie, in quell’età di mezzo, la più delicata, dove molto era stato fatto e poco restava da fare. Chi telefonò si lasciò andare a riflessioni sulla vita, chi ricevette la telefonata ascoltò quasi in silenzio annuendo con brevi “si, si, capisco bene…capita anche a me”. Continuarono così per ore.
A sera si congedarono con un “allora…buona cena” intimo e cordiale. La mattina dopo si salutarono con un incoraggiante “Buongiorno, dormito bene? Abbastanza…lei è mattiniera…ha già fatto colazione?”.
Il giorno dopo si scambiarono i nomi, ma non andarono più in là di questo: a che sarebbe servito conoscere il cognome?
E la cosa strana è che non si incontrarono mai, o meglio, non vollero mai incontrarsi. Non ne parlarono neppure: non era necessario. Bastavano le loro voci, i piccoli racconti di vita ordinaria. Non serviva altro. Era un patto tra due donne sole. Un tacito patto pudico. E non passò più un giorno senza una telefonata che restituisse loro il senso di quel sostare nel mondo. Strana cosa, direte voi. Si, strana cosa. Forse si.
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