OLTREVERSI - Silvia Rosa - VI. Chiamali ancora per nome | Ksenja Laginja
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| Ksenja Laginja, Chiamali ancora per nome (Arcipelago Itaca, 2025) |
La rubrica propone un approfondimento inerente al processo creativo sotteso alla pubblicazione di un libro, dalla fase ideativa a quella della sua concreta realizzazione, attraverso una breve intervista ‒ in forma di questionario ‒ rivolta a autrici e autori del panorama poetico contemporaneo, invitate/i a raccontare della loro più recente opera in versi.
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4. Che cosa auguri a questa tua opera in versi?
Auguro a questo libro tutto il meglio che posso. L’apertura di porte e percezioni, la stretta connessione che c’è nel mondo vivente e oltre. Che possa incontrare persone e trovare luoghi in cui sostare. Che sia compagno di molte avventure e narrazioni. Che possa parlare la lingua di molte persone. Che sia un noi, forte e deciso, non rassicurante.
Da Chiamali ancora per nome (Arcipelago Itaca, 2025)
Restammo adesi e immobili
per un tempo a cui
nessuno diede un nome
il limite a cui tendevamo
senza chiedere la destinazione.
Tutto questo ci bastava,
il grande atto di incoscienza
asintotico e straordinario,
ma le impronte rivelarono
la nostra presenza agli altri
nello spazio che separa
i presenti dagli assenti
per giusta causa.
*
Fu l’attesa
l’inizio della separazione
invocata di nascosto
senza farne parola.
Non indugiare oltre
resta solo il vuoto
arreso alle barricate
nel mistero del padre,
scagliato come una
maledizione nell’abisso
fossile che unisce e separa
i presenti da chi se ne va.
*
Quel dolore ci aveva unito
in tutte le case abitate
come ombre allungate.
«Ogni cosa ha un prezzo»
disse il lupo, posizionandosi
fra noi e la tana.
Aveva capito tutto
scorto la parte di noi
più intima, destinata
al tradimento.
*
Siamo stati tutti
figli di qualcosa
e puoi trovarmi
se mi vieni a cercare
ognuno fa
del suo meglio
per mettere
a posto le cose.
Essere trasparente
è tutto quello che chiedo.
*
Si aprono così le cose
senza un rumore preciso.
Qualcosa è rimasto indietro
e solo ora iniziamo a capire
di non aver mai posseduto molto
di come l’acqua ci abbia
attraversato, passando oltre.
Ksenja Laginja è nata a Genova, dove alterna alla sua attività letteraria e pubblicitaria una ricerca sull’illustrazione legata al mondo del Fantastico. Ha esordito con Smokers die younger (Annexia edizioni, 2005), a cui ha fatto seguito Praticare la notte (Ladolfi Editore, 2015) e Ventitré modi per sopravvivere (Kipple Officina Libraria, 2021). Nel 2020 ha vinto i concorsi Europa in Versi e Arcipelago itaca, nella sezione inediti. Suoi testi sono presenti su antologie poetiche, blog e riviste letterarie.


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