POESIA? NO, GRAZIE - Vincenzo Lauria - "Il profilo amico"
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Vincenzo Lauria |
Cari
compari e care comari del web ci eravamo lasciati,
nello scorso numero della rubrica, sguazzando -
muniti di "parannanza di ordinanza" - nel mare magnum di noi
utilizzatori delle piattaforme, alla ricerca di quei comportamenti che
potrebbero indurci a esclamare: "Social? No grazie!" e ad avviarci
spediti verso la porta d'uscita dal "mondo poetico condiviso".
Ci
congediamo quindi dal profilo "Opinionista trend topic", già esaminato (POESIA? NO,
GRAZIE - Vincenzo Lauria - (Beau)Coup de théâtre! ) e avanziamo
sull'affollato palcoscenico social soffermandoci su un
un'altra tipologia che potrebbe celarsi dietro a ognuno di noi. Occorrerà
aumentare i watt dell'occhio di bue tanto è avvezzo a infiltrarsi subdolamente
dietro le quinte. Di chi stiamo parlando? Ma del "profilo trombamico"!
Tranquilli,
non stiamo per addentrarci nella giungla delle profferte più o meno esplicite
di se stessi in senso strettamente fisico o di pruriginosi altarini da svelare,
quanto dell'abitudine, sempre più frequente, di richiedere l'amicizia sulla più
nota piattaforma social con l'intento, pressocché immediato, di concupirti,
seppur in maniera rigorosamente poetica (ci mancherebbe!).
I
"profili trombamici" inviano, infatti, una richiesta
d'amicizia e immediatamente dopo (o poco dopo) l'accettazione della richiesta
ti contattano con disinvoltura in chat privata annunciando con squilli di
tromba (a questo si deve la definizione cari malpensanti...) di aver pubblicato, o di stare per pubblicare, una silloge e
offrendo (nel caso dei più dotati....di ritegno ovviamente) la possibilità di
leggerla dopo l'invio in pdf o cartaceo.
I
meno dotati (...sempre di ritegno) si spingono a richiedere la scrittura di una
nota, o di organizzare una presentazione (il minimo sindacale!) ma sempre e
solo nel caso ci piaccia, (per carità!) e tutto sempre nell'ambito di
un'amicizia duratura, reciproca e disinteressata... ed ecco che l'aver
indossato la "parannanza di ordinanza" non ci salva
comunque da effetti a posteriori...
La
strategia è quella della "schiettezza" che non è detto sortisca alcun effetto
edulcorante né, tantomeno, lubrificante!
Sì, il "profilo trombamico"è così, va dritto al sodo, dice
pane al pane e vino al vino, non è capace di subdole ipocrisie, di inutili
circonlocuzioni, non coltiva amicizie per interesse, è sincero! Di lui ci
possiamo fidare, care comari e cari
compari, non siamo diffidenti!
Ritagliamo
pure nelle sterminate lande di inconcludenza delle nostre vite quotidiane (si
sa che siamo lautamente retribuiti per le nostre attività letterarie e non
occorre dedicarci ad altro per campare..) il tempo necessario a leggere e, perché no, anche a scrivere note di
letture e a organizzare presentazioni per un (profilo) amico in più, per un (profilo) amico in
più!
E poi magari, andando a piedi fino a Bologna potremmo vederci da Mario
prima o poi.
Sappiatelo,
siamo persone orrende, orrende a prescindere!
Talmente
nichiliste da non afferrare l'occasione di trasformarci in talent scout o
semplici divulgatori della parola che non può aspettare.
Già,
la parola che non può aspettare, l'urgenza della parola o l'urgenza del
riconoscimento? E poco importa se non abbiamo minimamente idea di cosa scriva
il destinatario delle nostre richieste, poco importa che non ci interessi nulla
del suo percorso, si può sempre provare a chiedere, domandare
è lecito, rispondere è cortesia, ci insegnano le buone maniere e queste non ci difettano
minimamente.
Cosa
importa poi leggere gli altri, "Non c'è tempo per il tempo", noi vogliamo scrivere,
la parola bussa, la parola urge, urge e distrugge.
Concludo
con un testo dell'amica Kiki Franceschi, che valga per tutti noi, a promemoria.
La
Gloria
Teste da uccello impercettibilmente si piegano di
lato.
La gloria, lo splendore dell'incoronazione.
Che fatica avercela.
Bisogna darci dentro per l'intera vita.
Il segreto martirio dell'arte è lusso.
Va pagato caro.
Notti solitarie, porte massice che trattengono
repressi sospiri.
Desideri selvaggi, di chi, di che cosa?
Oltre i limiti della decenza ognuno pensa avida-
mente a se stesso.
Fa caldo fa afa fa malinconia fa silenzio.
Grilli e rane sono il silenzio
di perdute infelicità.
Da
"Non c'è tempo per il tempo" di Kiki
Franceschi, edizioni Polistampa.
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