LA POESIA ELEMENTARE - Anna Martinenghi - La poesia (elementare) delle anime stanche della guerra

 

Anna Martinenghi

«Per un istante le luci tremarono, per un istante

i tunnel ulularono

e il mondo era nero e bianco.

E il mondo era carbone e ghiaccio.

D’improvviso, da chissà dove,

volò un grido,

rabbioso, con una sferzata

acuta, tagliente,

ci svegliò da un sonno agitato.

“Ditemi, siete forse impazziti?

Rinunciare a tutto questo?

Darsi per vinti così

senza lottare veramente?”.

“Lascia stare”, rispondemmo

“lasciaci raccogliere in noi stessi,

piangere i nostri morti,

aspettare che finisca tutto questo

che non può essere descritto a parole,

muti dinanzi al peso del dolore,

all’orrore dei nostri ostaggi.

Lasciaci essere, solo essere,

senza capire senza pensare,

finché la terra saccheggiata calpestata

la terra violentata

non farà più male.

Per un istante le luci tremarono, per un istante

i tunnel ulularono

e il mondo era nero e bianco.

E il mondo era carbone e ghiaccio.

Nel cuore della notte ci alzammo per fuggire,

mia moglie, io e il bambino.

Su una mia spalla era posato il grido,

sull’altra la speranza,

intubata e sedata.

“Quanto si può continuare così”, disse mia moglie sottovoce,

affinché il bambino non sentisse,

affinché non si impaurisse.

“Guarda,

è così che succede

è così quando succede davvero…”.

Vedemmo carovane lunghe, silenziose,

fluire dalle montagne alle valli,

inghiottite dalle navi, e poi dai mari.

“Com’è successo che in un giorno di orrore questa terra

si è fatta troppo esigente, al di là dei nostri mezzi?”

“No, no”, ci schernì un ragazzo su un monopattino,

sfrecciando con una pistola alla cintura.



“No, no. È successo che in un giorno di orrore

in voi si è spento, o forse avete perso,

oppure non l’avete mai avuto,

il desiderio di una terra vostra”.

“E non è che stiamo scappando”

dissi a mia moglie.

“Ci stiamo solo trasferendo, dentro la nostra anima…”

D’un tratto il bambino parlò:

“Forza, genitori, rialzatevi dalla cenere.

La paura e la disperazione vi danno una lezione.

Così parlò nostro figlio, che cresceva e si rafforzava

sotto ai nostri occhi.

“Se non ci rialziamo ora,

non lo faremo mai più.

Oppure ci rialzeremo diversi,

estranei e tremendi,

duri e amari e ostili”.

Per un istante le luci tremarono, per un istante

i tunnel ulularono

e il mondo era nero e bianco.

E il mondo era carbone e ghiaccio.

“Non c’è più tempo,

chi è stato abbandonato – abbandona.

Chi è stato lasciato a se stesso – lascia.

Parlami, padre mio,

infondimi coraggio,

sto invecchiando, padre, sono a terra,

la mia anima è stanca delle guerre. Stanca.

Dammi speranza, dammi un motivo.

Tu taci, padre, lo dico al posto tuo:

È il momento di lottare, uomini, donne.

È il momento di scendere nelle vie, nelle strade.

E c’è per chi lottare, e c’è per cosa,

Perché non riceveremo più un dono simile, dalla vita,

non germoglierà più uno stato per noi

dalle contese.

E c’è per chi lottare.

Ora tutto dipende da voi,

è il momento di rialzarsi, di vivere,

di essere un popolo o di non essere,

di essere uomini o di non essere.

E c’è per chi e c’è per cosa.

Tutto è appeso a un filo”.»


D’improvviso volò un grido 

David Grossman

Traduzione di Alessandra Shomroni –  Repubblica, 04 febbraio 2025




David Grossman


David Grossman1 è uno dei più grandi scrittori e romanzieri viventi, uno dei miei preferiti in assoluto, autore fra gli altri di “Che tu sia per me il coltello2straordinario romanzo d’amore epistolare che prende il titolo da parte di una frase di “Lettere a Milena3 di Franz Kafka4 e ne diviene ideale complemento. David Grossman è ebreo; è nato a Gerusalemme e da sempre è voce critica contro la politica governativa nei confronti dei palestinesi di Gaza e Cisgiordania. Da sempre è stato un convinto assertore della possibile coesistenza tra lo Stato d’Israele e la Palestina, esponendosi contro le azioni militari, in favore della pace e del dialogo con arabi e musulmani. Nel 2006 ha perso il figlio Uri – allora ventenne e militare di leva - durante un’azione armata nella guerra israelo-libanese di quell’anno.

 

Dopo la strage di Hamas5 del 07 ottobre 2023, gli interventi di David Grossman sono andati via via diradandosi, fino al silenzio rotto solo da qualche intervista6, dalla pubblicazione nel 2024: “La pace è l’unica strada7”, raccolta di alcuni interventi dello scrittore sulla parabola politica di Israele e sulle dinamiche che alimentano la violenza, fino al sabato nero, giorno dell'attacco di Hamas a Israele. Nella sostanza però, Grossman ha smesso di scrivere dal 07 ottobre 2023, allontanandosi per un certo tempo dal suo paese, impotente davanti all’escalation di violenza fra i due paesi devastati.

 

Il 04 febbraio scorso ha rotto il silenzio, non con un racconto, un articolo o un discorso, ma con una poesia – genere che aveva usato anche in occasione della morte del figlio -: “D’improvviso volò un grido8,  pubblicata in Italia da Repubblica, corredata da un’intervista9 rilasciata a Francesca Caferri10  .

 

Alla domanda: «Perché una poesia?», Grossman ha risposto con queste parole:

 

 

«Perché con quello che è successo in Israele e a Gaza, dopo i massacri a cui abbiamo assistito, le parole da sole non bastano: non possono contenere tutto. Per mesi, prima e dopo la strage, abbiamo ripetuto le stesse cose e non siamo arrivati da nessuna parte. Cosa fare? Un altro articolo? Un altro discorso in piazza? Non avrebbe avuto nessun effetto. Così, a un certo punto, mi è venuto di scrivere qualcosa che fosse un mix fra i fatti che avevamo vissuto e la poesia. È stato come se qualcuno mi prendesse la mano, guidandola: una volta partita, la mano è andata da sola. Quello che ne è uscito fuori è quello che leggete. Non so se definirlo un canto, una preghiera, o un mix fra entrambi. Credo che sia qualcosa di adeguato a una situazione estrema come questa: emotivo e non razionale.

[…] Qualche mese fa ho scritto qualcosa su quanto è fragile il processo che porta la vita, quanto è difficile creare un essere vivente: e quanto invece è facile distruggerlo. Ma è ancora lì, nel cassetto. Questa poesia invece ho pensato che potevo condividerla. Perché è un urlo: e di fronte a una situazione insostenibile come quella che viviamo da più di un anno, gridare è giusto».

[…] abbiamo la consapevolezza che da ora in avanti vivremo sempre circondati dall’odio e dalla paura, che l’irrazionalità è più forte della razionalità, che dovremmo sempre stare in guardia di fronte una possibile esplosione di violenza, che dovremmo passare il tempo a sperare che non accada di nuovo. Questo vale per entrambi i lati: ed è una cosa che per me è molto difficile ammettere. Ho passato la vita a scrivere e attraverso la scrittura a cercare di capire l’altro: ora ho raggiunto il punto in cui non ce la faccio più. Questa poesia è il mio urlo».

Mi commuove pensare che di nuovo la poesia sia voce e portavoce dei sentimenti più alti, anche nelle situazioni più gravi: essenza purificata da ogni illusione, traduzione di un messaggio inequivocabile.

 

Le parole di Grossman sono davvero un coltello affilato, in questo tempo, che lui stesso ha definito di cose imprevedibili, in cui persino la speranza è stata intubata e sedata. Le sue parole hanno avuto una vasta eco in patria, dove la poesia è stata trasposta in un rap, segno di quanto le persone normali stiano soffrendo in una situazione così estrema.

  

Ascoltiamo allora questo urlo potente, nato da un impulso incontrollabile; questa invocazione di un’anima stanca delle guerre, che ha la piena consapevolezza che tutto è appeso a un filo e quel filo – la lotta per la pace - è l’unica cosa che rimane davvero, nella consapevolezza che non germoglierà più uno stato […] dalle contese.



Note bibliografiche:


1 David Grossman

https://it.wikipedia.org/wiki/David_Grossman

2 Che tu sia per me il coltello

https://it.wikipedia.org/wiki/Che_tu_sia_per_me_il_coltello

 

 3 Lettere a Milena

 https://it.wikipedia.org/wiki/Lettere_a_Milena

 

4 Franz Kafka

 https://it.wikipedia.org/wiki/Franz_Kafka

 

5 Hamas

  https://it.wikipedia.org/wiki/Hamas

 

6  RaiPlay: Quante storie – Vedi alla voce pace

https://www.raiplay.it/video/2024/03/Quante-storie---Puntata-del-28032024-48a7d909-cfeb-4f71-a3d0-1d22d7c78985.html

 

7 La pace è l'unica strada, traduzione di A. Shomroni, Collana Scrittori italiani e straniere, Milano, Mondadori, 2024,

https://www.mondadoristore.it/La-pace-e-l-unica-strada-David-Grossman/eai978880478913/?srsltid=AfmBOooNLxUnUC1QM6K340QSufM8BIlNai2g8yWlSs9x1wdW3kanMAHU

 

 8 D’improvviso volò un grido – David Grossman

https://www.repubblica.it/esteri/2025/02/04/news/la_poesia_di_david_grossman_guerra_israele_gaza-423980014/

 

9 Intervista a David Grossman

https://www.repubblica.it/esteri/2025/02/04/news/david_grossman_intervista_israele_hamas-423980045/

 

https://naufraghi.ch/david-grossman-rompe-il-silenzio-israele-e-palestina-non-ci-resta-che-vivere-nellodio/

 

10 Francesca Caferri

  

 

 

 

 


 

 

 

 

 


Commenti

  1. Grazie, Anna! Ho letto diverse opere di Grossman e molto apprezzato il tuo articolo.

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