LA POESIA ELEMENTARE - Anna Martinenghi - La poesia (elementare) sulla sedia
“La poesia è registrazione rapidissima
di momenti chiave della nostra esistenza. In ciò è pura, assoluta, non ha tempo
di contaminarsi con nulla. Nemmeno con i nostri dubbi.”
Alberto Bevilacqua1
Per questo
Natale auguro a tutti noi di “salire sulla sedia”. So bene quante generazioni
siano uscite traumatizzate dalla recita a memoria della poesia delle feste
davanti all’intera famiglia, io stessa lo detestavo e avrei fatto di tutto per
starmene dietro le quinte al buio, lontano dai riflettori. Anche la poesia –
soprattutto la poesia! - ne usciva male: stropicciata, incerta, detestata e
carica dell’imbarazzo della timidezza. Nella mia performance più memorabile feci ridere tutti, dimenticando la filastrocca
in rima baciata imparata all’asilo e sostituendo le rime con roba di mia
invenzione: così Gesù invece di venire a rallegrare i bambini, li venne a randellare e la neve, invece che bianca, si rivelò stanca. Licenze poetiche.
Solo a
distanza di anni mi rendo conto dell’importanza di quella sedia, vero e proprio
principio di realtà: salire sulla sedia significa scendere nell’arena della
vita e soprattutto avere qualcosa da dire. Ora che consapevolmente abbiamo
scelto la poesia come linguaggio privilegiato e come strumento di comunicazione
di segni, suoni e significati, mi auguro davvero che la timidezza sia passata,
che l’imbarazzo sia il problema di chi fatica ad ascoltare e che ciascuno di
noi trovi il coraggio di dire a voce alta ciò che pensa, rischiando
l’equilibrio incerto di sedie traballanti e di arene feroci.
L’Uomo nell’Arena2 è
il passo più famoso del discorso che Theodore Roosevelt3 tenne nel 1910 alla
Sorbona di Parigi. Parla del coraggio di
affrontare a testa alta le difficoltà della vita:
[…]
“Non è il critico che conta, né l’individuo
che indica come l’uomo forte inciampi, o come avrebbe potuto compiere meglio
un’azione.
L’onore spetta all’uomo che realmente sta nell’arena, il cui
viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue; che lotta con coraggio;
che sbaglia ripetutamente, perché non c’è tentativo senza errori e
manchevolezze; che lotta effettivamente per raggiungere l’obiettivo; che
conosce il grande entusiasmo, la grande dedizione, che si spende per una giusta
causa; che nella migliore delle ipotesi conosce alla fine il trionfo delle
grandi conquiste e che, nella peggiore delle ipotesi, se fallisce, almeno cade
sapendo di aver osato abbastanza. Dunque, il suo posto non sarà mai accanto a
quelle anime timide che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta […]
Per sua natura la poesia non può essere
né timida, né tiepida perché, ribadendo il pensiero di Bevilacqua: è pura,
assoluta, non ha tempo di contaminarsi con nulla. Nemmeno con i nostri dubbi.
In tempi
bui serve la luce di molte stelle. Serve essere in tanti come ai concerti, a
tenere accese milioni di luci. Servono gesti piccoli, ma insistenti, gocce che
si moltiplicano a sciogliere la polvere. Servono le voci dei poeti: un solo
verso svanisce, ma milioni di voci in piedi sulla sedia diventano tuono che
annuncia tempesta. Troppo spesso dimentichiamo d’essere costellazione.
Questo il
mio augurio per questi giorni di festa e per il tempo nuovo che ci attende, con
le parole di Alfredo Cuervo Barrero:
È PROIBITO
di Alfredo Cuervo Barrero4
È proibito
piangere senza imparare,
svegliarti
la mattina senza sapere che fare
avere paura
dei tuoi ricordi.
È proibito
non sorridere ai problemi,
non lottare
per quello in cui credi
e desistere,
per paura.
Non cercare
di trasformare i tuoi sogni in realtà.
È proibito
non dimostrare il tuo amore,
fare pagare
agli altri i tuoi malumori.
È proibito
abbandonare i tuoi amici,
non cercare
di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli
solo quando ne hai bisogno.
È proibito
non essere te stesso davanti alla gente,
fingere
davanti alle persone che non ti interessano,
essere
gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare
tutti coloro che ti amano.
È proibito
non fare le cose per te stesso,
avere paura
della vita e dei suoi compromessi,
non vivere
ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.
È proibito
sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare
i suoi occhi e le sue risate
solo perché
le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
Dimenticare
il passato e farlo scontare al presente.
È proibito
non cercare di comprendere le persone,
pensare che
le loro vite valgano meno della tua,
non credere
che ciascuno tenga il proprio cammino
nelle
proprie mani.
È proibito
non creare la tua storia,
non avere
neanche un momento per la gente che ha bisogno di te,
non
comprendere che ciò che la vita ti dona,
allo stesso
modo te lo può togliere.
È proibito
non cercare la tua felicità,
non vivere
la tua vita pensando positivo,
non pensare
che possiamo solo migliorare,
non sentire
che, senza di te,
questo mondo
non sarebbe lo stesso.
non sentire
che, senza di te, questo mondo non sarebbe lo stesso.
1 Alberto Bevilacqua
https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Bevilacqua
2 L’uomo nell’arena
https://lifeislikeawavewhorisesupanddown.wordpress.com/2015/03/09/theodore-roosevelt-the-man-in-the-arena-citizenship-in-a-republic/
3 Theodore Roosevelt
https://it.wikipedia.org/wiki/Theodore_Roosevelt
4 Alfredo Cuervo Barrero
https://www.larivistaintelligente.it/non-lo-diceva-neruda/diego-c-de-la-vega/
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