LADRO DI STELLE - Marco Brogi - Guardando la donna che guarda dalla finestra (senza mai affacciarsi)

 

Marco Brogi

La donna che guarda la vedo tutti i giorni, anche in questo momento, ma non voglio farmi vedere che la guardo. La guardo di sfuggita, tanto è tutto di sfuggita, compresa la vita. È lì alla finestra di quella casa di un paese che non dico, guarda dai vetri. Chiedo scusa se anche questo scritto è in presa diretta, di getto. Come si fa a correggere il sentire, a tradurlo? Credo che non lo abbiano ancora inventato un sistema di segni in grado di raccontare le sensazioni, di fotografarle. Tra il sentire e il tradurre questo sentire c’è una intercapedine. E sempre ci sarà. Tentare di far coincidere il sentire con la descrizione del sentire è impresa destinata al fallimento, è come tentare di imbottigliare il vento. La donna che guarda è avanti con gli anni. Quella casa assediata dalla mancanza di prospettive è un fortino, ma i ‘nostri’ non arrivano. La donna che guarda non si affaccia forse perché vuole evitare che l’aria le ricordi di essere viva. E se l’aria, ciarliera e frizzantina com’è, le dice qualcosa, lei non può più dire a se stessa di essere morta. E allora si nasconde dietro ai vetri, e guarda, guarda. Potrebbe anche essere che un giorno abbia visto qualcosa che le è piaciuto, e allora aspetta di rivedere quel qualcosa, quella sorpresa. Se così fosse però guarderebbe anche di notte, perché le cose belle luccicano e si vedono anche quando è buio fitto. Lei invece guarda solo di giorno. L’ho vista guardare alle 10 del mattino, all’ora di pranzo, e poco prima di sera. Che vede la donna che guarda? Che pensa la donna che guarda? Che sogni fa la donna che guarda? Sogna, la donna che guarda?  Il suo indirizzo, ovviamente, resterà un segreto e magari è un peccato perché qualcuno, non si sa mai, potrebbe regalarle un saluto, anche muto. Mica tutti vanno in giro a sparare ai senzatetto per provare la pistola o tirano dritto se qualcuno gli muore accanto. La donna che guarda anche domani guarderà dai vetri della finestra. E io la guarderò di nascosto, facendo finta di parlare al cellulare o di chiamare il cane. Questi pochi versi sono per lei.

 

Tradisciti

versa un cucchiaio di vita

nella minestra insipida

concediti due bracciate

nell’aria di un mattino d’estate

convertiti alla scintilla

di un’attesa


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