Viola Bruno – Let's feed the fox!
![]() |
Viola Bruno |
Parco della Maremma, luogo dell'anima
Forse di lì era passato anche Giorgio Caproni, quando scrisse “Tutti i luoghi che ho visto, che ho visitato, / ora so – ne son certo: / non ci sono mai stato", perché in effetti rimane il dubbio che questo luogo, anziché visitato, lo si sia solo sognato.
Io nel pensier mi fingo…
(…)
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.
…e mi sovvien l’eterno
Senza bisogno di presentazioni, Giacomo Leopardi, nella sua celebre lirica L’Infinito, descrive perfettamente quel sentimento, “ove per poco/il cor non si spaura” dinanzi a quegli spazi sterminati, a quei silenzi sovrumani, a quella quiete profondissima, anche solo nell’immaginarla… Figuratevi se, al di là degli alberi, al di là di quella siepe che all’illustre poeta cela lo sguardo, si aprisse veramente e in tutto lo splendore, lo spettacolo della natura e di quel mare, in cui ci è ben dolce naufragare: ecco, qui, quegli eterni versi diventano realtà.
Proseguendo sul filo di quella sensibilità romantica per cui la natura (quando non è Matrigna), è sorgente di meraviglia, prendiamo in prestito lo sguardo di un altro grande autore di quel periodo, George Gordon Byron:
Vi è un piacere nei boschi inesplorati
e un’estasi nelle spiagge deserte,
vi è una compagnia che nessuno può turbare
presso il mare profondo,
e una musica nel suo ruggito;
non amo meno l’uomo ma di più la natura
dopo questi colloqui dove fuggo
da quel che sono o prima sono stato
per confondermi con l’universo e lì sentire
ciò che mai posso esprimere
né del tutto celare.
Capirete e mi perdonerete perciò se non ho ancora acceso la radio come di consueto, ma qui, di musica non c’è bisogno: le note le porta il vento che si insinua tra gli alberi, musica è il continuo e mutevole movimento delle onde, è il canto variegato degli uccelli, sinfonie perfette. È il silenzio, col suo carico di pace.
E non finisce qui la meraviglia, per chi voglia veramente uscirne sazio, perché questo angolo di paradiso offre molteplici sfumature di bellezza in ogni direzione: dalle antiche torri di avvistamento che si ergono sui monti dell’Uccellina, alla storia che ancora si respira tra i resti dell’abbazia di San Rabano, alla fauna che cambia in ogni punto dei 9800 ettari del Parco: dagli uccelli che abitano la foce del fiume Ombrone ai daini che animano l’opposto bosco di querce da sughero, fino alle radure sterminate in cui pascolano liberi vacche e cavalli.
La meraviglia esiste!
RispondiEliminaQui c'è!
Grazie
Gisella, grazie a te!!
Elimina