Marco Brogi - La casa nei poeti


Marco Brogi



Le lumache la casa se la portano dietro. Noi ce la portiamo dentro. La casa abita, da sempre, nei versi dei poeti. Ognuno, ovviamente, la declina in base al suo sentire, al suo vissuto, alla sua visione del mondo e della vita. Catullo, reduce dalla guerra in Bitinia, sfinito e deluso, nel carme XXXI del Liber catullum celebra il ritorno a casa con accento quasi mistico:

[...]

Ma c’è cosa più felice dell’essersi liberato dagli affanni, quando la mente depone il fardello e stanchi di un viaggio in straniere regioni siamo tornati al nostro focolare e ci stendiamo nel letto desiderato? (1)

Con uno stato d’animo simile, in Natale, Ungaretti racconta il suo ritorno a casa dal fronte della prima guerra mondiale.

Stanco e addolorato per ciò che i suoi occhi hanno visto in trincea non ha voglia di tuffarsi nella confusione e nella frenesia che regnano nelle strade per le feste natalizie. Il suo unico desiderio è rifugiarsi nella solitudine quieta della sua casa, al riparo dai drammi del mondo.


-Natale-

Non ho voglia

di tuffarmi

in un gomitolo

di strade


Ho tanta

stanchezza

sulle spalle

Lasciatemi così

come una

cosa

posata

in un

angolo

e dimenticata

Qui

si sente

altro

che il caldo buono


Sto

con le quattro

capriole

di fumo

del focolare. (2)


La casa, dunque, come rifugio, rientro in un luogo sicuro dopo avere sperimentato il male. In questo caso la guerra, un mostro di cui a quanto pare gli uomini di tutte le epoche, o almeno un certo tipo di uomini, non riescono a fare a meno.

In tutt’altra sfera, invece, si colloca il rapporto di Pascoli con la casa natia.

Un rapporto dolcemente patologico. La casa è al centro della sua vita e della sua poesia. Una casa focolare, protettiva, un ventre materno che non vorrebbe mai lasciare, lo scrigno che conserva il gioiello più prezioso per il poeta romagnolo: la memoria dei propri cari, di cui  continua a percepire la presenza tra quelle pareti domestiche.


-Sogno-

Per un attimo fui nel mio villaggio,

nella mia casa. Nulla era mutato.

Stanco tornavo, come da un viaggio;

stanco, al mio padre, ai morti, ero tornato.

Sentivo una gran gioia, una gran pena;

una dolcezza ed un’angoscia muta.

“Mamma” “E’ là che ti scalda un po’ di cena”.

Povera mamma! e lei non l’ho veduta. (3)


Alla casa rifugio di tanti poeti o di volontario isolamento come nella Dickinson (un esilio domestico in cui la poetessa americana fece della poesia la sua evasione e su cui è stato scritto tantissimo), si contrappone o comunque si affianca spesso l’idea della casa clessidra, che scandisce il tempo, il trascorrere degli anni. I nostri e del mondo.

Come per esempio in Fortini:

A Leningrado vicino alla Nievà,

una sera di pioggia si baciavano una donna e un marinaio.

Mi tornano in mente quei due,

quando condanno questa stanza dove lavoro e invecchio (4)


Nei versi di Casalinga, invece, una poesia piuttosto nota di Anne Sexton, la casa è un pretesto per una denuncia impietosa del ruolo in cui la società degli uomini ha confinato la donna da sempre.

-Casalinga-

Certe donne sposano una casa.

Altra pelle, altro cuore

altra bocca, altro fegato

altra peristalsi.

Altre pareti:

incarnato stabilmente roseo.

Guarda come sta a carponi tutto il giorno

A strofinar per fedeltà se stessa.

Gli uomini c’entrano per forza,

risucchiati come Giona

in questa madre ben in carne.

Una donna è sua madre.

Questo conta. (5)


Concludo questo breve viaggio tra le pareti domestiche di poeti che ho amato e continuo ad amare con una mia umile proposta, un testo di qualche mese fa scritto quasi di getto passando in auto davanti alla casa dove sono stato bambino.

La casa dell’infanzia mi guarda.

Ho lasciato nel suo ventre

le lacrime di mia madre,

un barattolo di stupore.

Il suo sguardo

apre voragini di non detto.

Pupille severe

con il mio migrare in un tempo

dimentico delle tecniche di volo.

Pioggia di anni allaga la via del ritorno.


________________________________

(1) Ornella Bellavita - Massimo Gori- Luigi Lhemus Thesaurus Latitinatis, volume 1, Principato Editor, Milano, 2011.

(2) Giuseppe Ungaretti Vita di un uomo. Tutte le poesie. A cura di Carlo Ossola. Mondatori 2009.

(3) Giovanni Pascoli Tutte le poesie. A cura di Arnaldo Colasanti. Newton Compton Editori 2006.

(4) Franco Fortini Tutte le poesie. A cura di Luca Lenzini. Mondadori, 2014.

(5) Dalla rivista ‘Poesia,’ numero 90, dicembre 1995, traduzione di Rosaria Lo Russo.

 

Commenti

  1. Mi sento a casa leggendoti. Resto in ascolto. Grazie 🙏.

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    1. Benvenuta in questa casa, Gisella.

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  2. La prima volta che ho letto "Natale" di Ungaretti ho provato la felicità più grande. Mi sono detta:" ecco, è qui che vorrei stare".
    Grazie
    A casa. Grazie

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  3. Ho dimenticato di scrivere il mio nome nel commento. Carmela Laratta

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    1. Anche io, Carmela, adoro quella poesia di Ungaretti

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