Zairo Ferrante - QUANDO LA POESIA SI ANESTETIZZA (Linguaggio poetico, intelligenza artificiale e perdita dell’urgenza)
Zairo Ferrante In un articolo a firma di Lucrezia Parpaglioni , pubblicato su 30science.com circa un anno fa, dal titolo giustamente provocatorio «I lettori preferiscono le poesie scritte dall’IA»¹, veniva implicitamente affrontato un tema molto delicato: la poesia nell’era delle intelligenze artificiali. Nel contributo veniva esaminato uno studio condotto dall’Università di Pittsburgh (USA), guidato da Brian Porter, che ha mostrato come i partecipanti - due campioni statisticamente rilevanti, rispettivamente di 1634 e 696 persone - abbiano valutato «più favorevolmente le poesie generate dall’IA rispetto a quelle scritte dall’uomo». Gli stessi ricercatori hanno tentato di dare anche una risposta a questo bislacco risultato, riconducendolo al fatto che i partecipanti avevano preferito le poesie generate dall’intelligenza artificiale perché più semplici e accessibili rispetto alle opere dei poeti e, quindi, più facili da interpretare e comprendere. Senza la pretesa di una di...

