Alessandro Falconi - Una considerazione (in)attuale: transigere con la realtà delle cose
Alessandro Falconi Il periodo che viviamo è quanto mai frenetico e sempre più spesso ci troviamo a vivere un’esperienza simile ma opposta a quella dell’esistenzialista, una nausea. Sempre più stimolati, sempre più sommersi, sempre più soverchiati, non dico, con questo, nulla di nuovo. Ma è fondamentale che ci si renda conto della direzione di questo soverchiamento: è facile più che mai contemplare la nullità delle cose, la loro insensatezza, la loro vacuità, ma se quella dell’Assurdo è una malattia incomprensibile, una malia quasi, la nostra ha un profilo più terreno, più semplice, più utilitario, e a trarne i frutti, da questo utilitarismo, non siamo certo noi. Quante volte, dopo quanti minuti, ore, irrorati da una luce artificiale, assordati da suoni dementi, ci ritroviamo, sdraiati sul nostro letto, o al sole cocente, o ad aspettare un pullman, o in brevi intervalli, con la sola e strenua volontà di fissare un muro. Per il resto della nostra vita. Poi un formicolio del cervell...



