FRANCIA-ITALIA: PONTI DI POESIE - Maria Pia Mischitelli - «L’ultimo Fiammifero di Jacquot»
Maria P.Mischitelli Prévert. Basta il nome perché appaia, come magia, fumo di sigarette nell’aria densa di vetri che schioccano “ À la santé !”; perché si senta un vociare di bistrò e cada giù quella pioggia sottile che lucida i selciati di Montparnasse sotto una luna che già, da sé, è poesia. Non è solo letteratura; è un’inquadratura del regista Marcel Carné, è il battito di un’epoca sospesa tra due abissi. Immaginiamo, Jacques Prévert , detto Jacquot tra le pensioni squallide di Clichy: lì dove l’ argot non è una posa, ma la lingua viva dei vinti e dei poeti. Spesso sono gli stessi, altre volte no. Prévert ha preso la polvere delle strade e l'ha trasformata in polvere di stelle. È l’alchimista senza oro. Ha camminato con i Surrealisti, ma è rimasto fedele alla strada, ai personaggi anonimi che portano in tasca una dignità popolana e una battuta pronta. Barbara. Dov'era Barbara? A Brest, sotto un diluvio di ferro e cenere nazista. Mentre lei diventava l'emblema di...





