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VOCI D'ALTRI, ALTRI SGUARDI - Ermira Shurdha - BOLOGNA: La città delle torri e delle voci

  Giorgio Morandi, Natura morta   (1920; olio su tela, 60,5 x 66,5 cm; Pinacoteca di Brera)   BOLOGNA - La città delle torri e delle voci   NARRATIVA – Il pane selvaggio, Piero Camporesi C'era una domanda che mi saltava in mente pensando a Bologna, la Rossa, la Grassa, la Dotta: cosa c’è sotto la grassa abbondanza della cucina emiliana? Cosa brulicava e fermentava nelle cantine della città dell’ospitalità e della convivialità per placare la fame? Piero Camporesi , «academico di nulla Academia», è stato in grado di rispondermi, avendo egli trascorso anni a sollevare tappeti. Umberto Eco, nel tentativo di definire chi e cosa fosse esattamente «il professore dell'Università di Bologna sui generis, che non rispettava i confini disciplinari», finì per ricorrere all'immagine di un signore che entra in una stanza, dove s’ammirava un tappeto dai disegni e dai colori bellissimi, per prendere l’opera d’arte per un lembo, rivoltarlo, e rivelare una vita ignota e sotte...

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