FRASEGGI DI LUCE - Annalisa Lucini - “Ciò che Itaca vuole significare”

 

Annalisa Lucini



Unica meta di questa vita è il viaggio.



Sottrarsi all’idea che ogni cosa debba necessariamente tendere ad uno scopo, dona la libertà assoluta di essere se stessi, sempre e comunque.

Nel viaggio esistono luoghi inesplorati che attendono scoperta.

Soste, incontri, intrecci, passaggi, abbandoni, permanenze e ripartenze.

Porti sicuri ove tentare l’approdo e poi traiettorie coraggiose da tracciare su carte geografiche che l’immaginazione disegna sui palmi.

A Trastevere - anni fa - una chiromante mi lesse la mano. Non ricordo assolutamente nulla di quello che predisse.

Nella mente, unica, l’immagine della fronte corrugata di quella donna. Probabilmente un coup de théâtre buttato lì per impressionare, oppure un’altra banalità.

Il viaggio è proseguito e prosegue senza volerne conoscere la sorte.

In questo peregrinare, l’alternanza di velocità e lentezza sono estasi pura quando l’istante successivo a disperazione si tramuta in gioia.

Accade - poi - che il pensiero costante di sopravvivere alla propria esistenza si dissolve davanti ad un sorriso incrociato nell’attimo che precede quel proposito.

Così non c’è più alcuna fretta di arrivare alla meta e l’urgenza è soltanto quella di vivere i lampi nella loro rappresentazione reale di buio e luce.

Il senso della vita è nella vita stessa.



(Leggi Itaca ascoltando Expectations, Keith Jarret https://www.youtube.com/watch?v=Od2z6yDhBnY)

ITACA

di Costantino Kavafis




Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
né nell’irato Poseidone incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta;
più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio;
senza di lei, mai ti saresti messo sulla via.
Nulla di più ha da darti.

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

***

Un grazie speciale a Luca Pierron, amico dall’anima sensibile e pulsante, presidente di Asso Jazz Music Fest che ha ispirato il connubio Kavafis-Jarret: https://www.facebook.com/share/p/1B8fnRM79Z/

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