Ho avuto la fortuna di conoscere Ginevra Sanfelice Lilli qualche
tempo fa.
Ancora più grande il privilegio di conversare con lei di poesia e non solo,
scoprendo cosa si cela nella “sublime inutilità della poesia”.
Ogni tanto, per ringraziarla della sua accoglienza umana e spirituale, le
invio foto delle rose del mio giardino, che a dispetto di poca cura, ogni anno
donano al paesaggio una bellezza straordinaria, quasi a volermi ricordare che
certi incontri sono destinati a lasciare traccia.
In cambio di questa fotografica e fanciullesca generosità, con una costanza
amorevole, Ginevra non solo si interessa dei miei malanni e malumori
passeggeri, ma mi dona spunti di riflessione e diverse prospettive con le quali
guardare il mondo e ciò che ci accade intorno.
Nelle nostre conversazioni ogni cosa è poesia e questo avviene
esclusivamente perché lei incarna in modo autentico la Poesia.
È cresciuta con la poesia, vive e si nutre di poesia e di arte, Ginevra.
Irrompono e colpiscono in modo indelebile alcuni versi: Scrivi / con
onestà. / Con onestà / emotiva. / La poesia è questo / tendere / verso il vero.
Imperdibile il suo ultimo libro Magari martedì (1), del quale
segue una mia nota di lettura.
A distanza di quasi dieci anni dall’ultima pubblicazione, Ginevra
Sanfelice Lilli offre ai lettori una nuova raccolta che, già dal titolo,
pone l’accento sul quotidiano che ella stessa vive con un senso di possibilità
temporale ed emozionale e che, nel contempo, incuriosisce per l’espressione
poetica, di per sé geniale del suo Magari martedì.
Ginevra Sanfelice Lilli accoglie così l’altro fuori dal sé e lo fa con una
semplicità che solo i grandi sanno utilizzare senza filtri, senza camuffamenti,
senza necessità di frasi d’effetto, perché in lei tutto è già poesia, forse
ancor prima che l’ispirazione dia impulso al verso.
È questa la capacità sconfinata di chi, oltre a padroneggiare la propria
lingua madre, con naturalezza conversa in inglese e francese nel quotidiano su
aspetti comuni alle vite di molti e su aspetti personali di grande complessità,
che appartengono ad ognuno e che, nel loro emergere sanno rompere gli schemi e
consentono di decostruire il pensiero e l’esperienza vissuta, per ricostruire
la realtà da vivere nella modalità più adeguata alle proprie esigenze.
Nella prefazione al testo, Francesco Moschini ripercorre i momenti
dell’approccio umano con lei delineandone un quadro così irrimediabilmente
affettuoso da indurre il lettore a desiderare anch’esso di conoscere la “generosa
contaminante vitalità” di Ginevra Sanfelice Lilli.
Francesco Moschini, nella prefazione di Magari martedì, definisce
la poesia di Ginevra con l’espressione “poesia come malinconia
attiva”, e infatti “non le permette di cedere alla disperazione: quella
malinconia che, piuttosto spera e che continua a ricercare, contro quella
obnubilante, cupa e stagnante che invece dispera”.
Il tutto con il probabile intento di distinguere la poetica dell’autrice ed
il suo talento nel vasto panorama letterario, evidenziandone da subito le
peculiarità dei versi.
Vorrei dirti
con lenta dolcezza
delle mie scoperte.
Storie pigre
insensate
e nemmeno questo
è perdersi.
Scordiamo ancora
di contarci.
Noi tutti sopravvissuti.
Roma, 10 luglio 2021
*
Noi tutti, rabdomanti
portiamo
senza saperlo
più mondi sottopelle
più compassioni.
Fiumicino, 30 dicembre
2016
L’assenza di titoli nelle poesie si contrappone all’esatta collocazione
spazio-temporale dell’ispirazione, nota ovviamente in primis all’autrice,
che in qualche modo, crea con il lettore-fruitore delle emozioni una sinapsi.
Quasi a voler realizzare un viaggio attraverso luoghi e momenti con chiunque
desideri avventurarsi tra i suoi versi.
Le poesie di questa raccolta sono fessure di pensieri affastellati in
esperienze personali e incontri in un vissuto carico di pathos.
Ogni cosa fluisce con una delicatezza fuori dal comune, e così emergono
immagini come quadri acquarellati, forme sfumate che dal colore intenso
degradano ad una tinta che in commistione con l’acqua, a tratti diventa foglio
bianco.
Un foglio bianco sul quale appuntare l’ultimo verso di Ginevra Sanfelice
Lilli e trovarsi a pronunciarlo per affidarlo al vento, sperando torni
indietro con un’intensità carica di altra vita.
Milano ti conosco appena
in questa mattina acerba.
Passanti
schivi in una calma chiara. Silenzio
e pazienza. Ti conosco
poco nella rabbia trattenuta, nella fretta
di chi va a lavorare
nel risveglio delle vie, ordine
civile. Cosa sei me lo dici
lentamente, in un sussurro
nell’incavo di un cortile segreto.
Milano, 7 aprile 2016
*
In questi giorni
senza misericordia
mi sento macerare
come carta nell’acqua
buttata a camminare
tra i vicoli
mentre tutto
dentro, lento
si aggiusta.
Roma, 23 luglio 2015
Cifra importante ma non esaustiva del suo essere Donna, è poi la modalità
con la quale crea dialoghi interiori con i suoi affetti più cari.
La famiglia, gli amori, gli amici, le persone del cuore. L’autrice dedica
versi struggenti a Laura Lilli che l’ha osservata e poi scelta, ispirata
e poi indirizzata verso le sue naturali attitudini, come solo chi è “generatrice
di vita in altra vita” è in grado di fare.
Pancia.
Paradiso.
Casa
accogliente.
Ci sarò sempre.
Nel tuo incavo
tra testa e spalla
con la mia voce
di velluto.
*
Qui in terra c’è troppa luce
per chi scrive. Per i nostri occhi. Per il bene
immenso che ci vogliamo. Ancora non piangere
Bambina mia. Ancora no.
Né mai.
Voglio vederti contenta.
Carezzarti nuovamente la testa.
Luogo di predilezione che è poi un non-luogo, più nel senso di “modo
d’essere” è il suo stare “tra due ali di carta”. Dimensione che da
sempre le appartiene. Proprio nella scrittura-sostegno-cura ritrova nel
profondo l’essere se stessa e si percepisce nel pieno delle proprie forze. In
questo incedere prende forma anche il disegno, quasi a voler rendere più
visibili le emozioni che la circondano ed esprimere con gesti di bellezza
taluni mondi sommersi, invisibili, inespressi.
Non spaventano le Pagine nere che in Magari martedì sembrano
presagire tumulti declamati quasi fossero “comandamenti”, in un incedere
talvolta aggrovigliato, talvolta sospirato, talvolta rassegnato della
percezione di se stessa.
Sono una mosca
che batte sul vetro.
Non trovo l’uscita. Soluzione.
*
Replicante tu, come altri
mille e mille corpi ciascuno
così al riparo dalla propria coscienza.
*
Leggendo i versi di questa nuova raccolta si ha la percezione che Ginevra
Sanfelice Lilli abbia imparato ad ascoltare le proprie emozioni, le accolga
e le trasformi in modo catartico. E che, quasi come un gesto generoso d’altri
tempi, il suo scrivere che permea tutta la sua dimensione umana, realizzi in
modo straordinario quella rara immedesimazione tra Persona e Poesia.
Scimmie ammaestrate, che si tengono
per mano. Sono così
stasera le parole. Non si sa
dove ci vogliano portare.
Verso il lieto fine o verso uno scivolone
giù, verso la fine della pagina
senza conclusione, senza
un abbraccio o una stretta di mano
che dica: “ecco ci rivediamo
presto. Magari, martedì”.
Roma 29 ottobre 2015
Ci incontreremo ancora io e Ginevra. Forse scriverò ancora di lei e
non per portar livrea di servi né maschera di cortigiani. Questo mai.
Solo per il bisogno di condividere autenticità e per proseguire il nostro
viaggio nella sublime inutilità della poesia.
Magari, martedì.
Why not?
Riferimenti:
1. Ginevra Sanfelice Lilli, Magari martedì, prefazione di Francesco Moschini, Marco Saya Edizioni, 2023, pp. 134.
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Ginevra Sanfelici Lilli
Ginevra Sanfelice Lilli è nata a Roma nel 1972, dove tuttora vive e lavora. Dopo la formazione scolastica in lingua francese, e tre anni di permanenza negli Stati Uniti, ha seguito studi universitari in comunicazione e giornalismo. Si è formata autonomamente sia nella scrittura, fin da bambina, sia nel disegno astratto, cui si è dedicata in seguito. Ginevra Lilli è figlia adottiva di Laura Lilli (Roma 1937-2014) scrittrice, femminista, critico letterario, poeta. Ha esposto a Roma e a Milano. Nel 2014 esce la sua prima raccolta di poesie Diario ordinario (Marco Saya Edizioni, Milano), presentata al pubblico in contemporanea con la serie di diciannove lavori, su carta in bianco e nero, con lo stesso titolo. Nel 2015 la sua prima raccolta di poesie è stata segnalata al Premio Internazionale di Letteratura Città di Como. Nel 2016 ha esposto la serie Sogni a Milano, presso l’Officina Coviello. Nel 2023 esce la sua seconda raccolta Magari martedì, edita da Marco Saya Edizioni. Ancora oggi, continua in parallelo la sua ricerca fra segno e parola poetica.
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