David La Mantia - Tre scritture. Milani, Chiaverini, Tarquini


a cura di David La Mantia




Tre poesie alla ricerca di valore. A trovare risposte, indicare vie. Tese a riconoscere un percorso, a costruire un dialogo incessante con l'universo e con la propria interiorità.

L'invito all'emozione di Elena Milani, la necessità di mettersi in ascolto della Natura per trovare un senso al proprio essere in un mondo "tinto di ruggine". Essere viva, nonostante il mondo e la sua ferocia. La poesia come terapia e come speranza di pace e cambiamento. La poesia come modello di una fratellanza universale. Per questo occorre circondarsi di fantasmi gentili e macchiare le lenzuola di sogni. Passato, presente e futuro diventano, così, un unico tempo senza tempo. Evidente, in alcuni passaggi, l'eco dell'Arminio di Cedi la strada agli alberi.

 

Circondatevi di persone belle,

di animali, alberi, onde di mare,

circondatevi di ciò che vi dà piacere,

se non lo sapete,state fermi, in ascolto,

aspettate l'arrivo delle rondini,

il loro addio dal paese tinto di ruggine

dove la nebbia si inchina alle zolle

e anche l'asfalto diventa più molle,

circondatevi di fantasmi gentili

che vanno e vengono

dalle lenzuola macchiate di sogni,

circondatevi di deserti

da cui si esce con un salto,

da scimmie prese nei brindisi,

circondatevi di gente

che sa leggere dentro la poesia,

io non ci avrei mai creduto

che tutto ciò mi fosse terapia.


Elena Milani abita in una piccola frazione sull'appennino tosco Emiliano, è nata nel ’64, ha due figli ed è nonna di due nipoti. 

Attualmente vive con il marito. 

Scrive i suoi diari fin da piccola, ma ha cominciato ad essere più assidua nella scrittura da quando è su fb ed ha incontrato amici con la passione della poesia. Leggere i loro componimenti e le proposte di autori affermati l’ha sicuramente arricchita ed aiutata nella via di crescita, stimolata ed appassionata ulteriormente.

Non ha mai pubblicato libri, è stata inserita in alcuni blog.


***

Anche per Nadia Chiaverini, la poesia diventa strumento per andare oltre, per superare il dolore della perdita, di una perdita ingiusta e indicibile ed immaginare uno spazio di vita, una nuova occasione. Per cambiare il destino e "brillare di luce". Per avere finalmente "una placenta senza colpa". Il dolore che si fa bellezza e crea varchi per una storia altra. Il lessico è talora fortemente espressionista (liquido informe, grumi di sangue, frammenti di ossa), con echi del Rebora di Viatico, talora invece si situa su toni caproniani e sabini.

 

 dicono           che dovrei

depositare il dolore

 

vorrei invece

tornare a cullare lentamente nel grembo   

per nove mesi il fardello

 

per poi sgravare

con un urlo feroce in un liquido informe

lacrime e grumi di sangue e frammenti di ossa


                              e far rinascere  te

protetta in una placenta senza colpa

accolta con una carezza e uno sguardo dolce

che copra il rumore e la troppa luce del mondo

che      viva      ti faccia brillare

 

da Macelleria d’amore- Silloge inedita



Nadia Chiaverini, poetessa pisana, laureata in giurisprudenza, ha lavorato come direttore amministrativo presso il Tribunale di Pisa. Da oltre 20 anni è attiva nella promozione e diffusione della poesia contemporanea.






***

Per Stefano Tarquini il mondo è tumulto, caos. É una terra guasta, come per Eliot, ma questo non impedisce che, in qualche crepa aperta, si possano rinvenire "lombrichi coleotteri" in grado di "vincere il tempo", di aprirsi all'infinito. Il ritmo quasi giambico, a tamburo battente, l'uso di parole doppie e di verbi all'infinito di stampo futurista si gemellano all'uso dell'imperativo ed alla ricerca di un Tu, amica, amante, sogno, molto leopardiano e montaliano. Tra le suggestioni, non mancano eleganti giochi linguistici, al modo di zanzotto.

 

 

Ed io, come piccolissime pallide

Parole appiccicate alle virgole

In questa crepa di mondo fuliggine

Contrario di voce non è silenzio

Non voce al contrario semmai riportami

Bastone troppo corto per cani e di eufoniche

Per vani distese di inutile e inutile sia

Che io dica congiuntivo e infinito congiungere

Per mele marce pance di verme

Io lombrico coleottero

Io Vesuvio di lana corteggiare esplosioni

Aspettami, là dove la campana non suona

Ma ci salti sopra per vincere il tempo


Stefano Tarquini nasce a Roma nel Giugno del 1978.

Ha un rapporto epistolare con Maurizio Cucchi che sfocia in una pubblicazione di sue poesie su “Specchio” di Repubblica. Nella prima fase della sua scrittura pubblica su tantissimi blog di settore, riviste online e non. Partecipa attivamente a manifestazioni poetiche, concorsi, laboratori di scrittura creativa.

Un’altra sua grande passione è la musica. Fa 5 dischi con un gruppo crossover romano, i Palkosceniko al Neon.

Ad agosto 2021 esce per Transeuropa Edizioni la sua prima silloge poetica: “I giorni furiosi”






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