David La Mantia - Umanità versus Giustizia
![]() |
David La Mantia |
*****
Creonte
.... E un uomo, fosse sangue mio, ma pieno
d'odio per lo Stato, non lo vorrei con me. Sono convinto! Stato significa
sicuro porto; se naviga diritto, noi, gente imbarcata, sentiamo d'appartenerci
tra di noi, solidali. Con queste regole farò grande Tebe, io. Veniamo ad oggi.
Eteocle s'è battuto per la sua comunità, e cadde. Eroe, con la lancia. Va
avvolto di terra. Gli toccano chiare bevande, che filtrano giù, agli altissimi
morti. L'altro - identico sangue, di Polinice, parlo - era reduce esule, ebbe
slancio d'incenerire alle radici terra madre, Potenze della stirpe. Si slanciò
goloso su sangue uguale, volle la sua gente serva. Per quest'uomo echeggia in
Tebe la proibizione: non chiuderlo in fossa, niente ululi a lutto, relitto
senza fossa, carne offerta cruda a uccelli, e cani. Vista oscena. Ecco il mio
principio: nessun vantaggio di favore, mai, da me, dei pessimi sui retti
cittadini. Chi darà tutto per questa città nostra, caduto o vivo, senza
distinzione, avrà da me sicuro premio.
Antigone
Perché perdi tempo? Tu hai le tue ragioni. Non
le accetto. Non le accetterò mai. Così per te: le mie ti disgustano. È nelle
nostre essenze. Dimmi, da dove ricavavo luce di più illustre fama, se non con
rito della fossa a mio fratello? Anche da questa gente sarebbe voce piena di
consenso, senza sigillo di terrore in bocca. Ma il despota è baciato dai
celesti, sta in lui decidere, parlare come crede.
Da
Antigone, Sofocle
*****
E per chiudere…
Ho sempre descritto mio padre come un
sindacalista impegnato nelle battaglie di un tempo lontano. Mento a lui ed a me
stesso, non so perché. Mio padre è stato pescatore, operaio per tanti anni,
burocrate solo per pochi momenti. Lavorava anche la domenica, tornava a casa
sudicio della sua fatica. E non si lamentava mai, forse perché non sarebbe
servito a niente. Non si lamentava del fiatone, del cuore grosso, anche se non
so come facesse. Mio padre aveva fatto il ginnasio, poi mio nonno era morto.
Don Iachino se n'era andato di botto, a tavola, e la famiglia era stata
cacciata dalla contrada di cui si occupava. E mio padre dalla scuola migliore
di Marsala era finito alla stazione con una valigia piena di polvere. Ma
conosceva l'inglese e per questo divenne presto un anello di collegamento per
le truppe americane che risalivano la penisola. Fu partigiano a 16 anni, lui
del dicembre del 1926, fece quello che doveva fare ed ebbe alla fine della
guerra un “certificato del patriota”. Con quello sai che lavori nel settore
pubblico si potevano ottenere nel 1946. Ma lui lo nascose e non ne parlò
neanche con mia madre. E si dedicò alla famiglia ed a una vita da fame. Non si
usano le pallottole e le esecuzioni per guadagnarci qualcosa, per la propria
pelle. Mio padre si vergognava delle morti di allora, delle fucilazioni di
ragazzi come lui, non della parte dove era stato. Sapeva che era quella giusta,
ma non c'era da essere felici della guerra, dei disastri, dei cadaveri.
L'umanità è importante quanto la verità.
Commenti
Posta un commento