David La Mantia - su una poesia di Gabriela Fantato
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Nota critica a cura di David La Mantia |
Da pochi mesi è arrivata la
sua nuova silloge, Terra magra, Il Convivio editore, 2023. Leggetela e
ascoltatela, intanto, come si ascolta un'amica che vi fa vedere cose di cui voi
non vi siete ancora accorte.
Cantiamo la linea a perdita di
sguardo,
la precisione dei numeri
primi,
sfuggenti e infiniti,
andiamo dove non c'è scacco e
dolore,
saltiamo a piè pari i confini.
Amiamo le foglie con
ostinazione,
le radici che ci fanno
poveri e saggi nella stagione
a venire.
La Terra magra richiama
immediatamente The waste land di Eliot. Ma mentre lì non esiste
speranza o possibilità di ritrovarsi, nella bellissima silloge della Fantato,
una raccolta etica incentrata sul desiderio di cantare, di appartenere, già la
scelta del noi, come in questa poesia, testimonia una volontà comune, collettiva,
corale di non cedere al dolore, di non perdersi. Di attraversarlo e di uscirne
rinnovata.
Il dolore come strumento di
conoscenza, come sosteneva Timpanaro per Leopardi. Ma qui ogni scelta è
orientata, sia lessicalmente che nei contenuti, verso il basso, gli avi, la
tradizione (le nostre radici) e verso le foglie (simbolo di vita che ritorna,
ma non segnale estetico di bellezza come i fiori).
Di, rilievo lo splendido l'uso
del doppio aggettivo, sempre alla maniera leopardiana (sfuggenti ed infiniti,
che ricorda, nei suoni e nel senso ossimorico, il celebre ridenti e fuggitivi.
Ma bellissima anche l'accoppiata, sempre particolare, "poveri e
saggi" quasi in chiusura). Le rime libere, ma presenti (ostinazione-stagione),
sono spesso sostituite da un tessuto fonico di assonanze (primi, infiniti,
confini) o dagli omoteleuti in apertura di strofa (cantiamo amiamo, che
ricordano l'apertura della quarta Egloga di Virgilio, in cui il
mantovano canta allegoricamente delle piante, e più ancora certi slanci
catulliani).
Un piccolo capolavoro di
poesia didascalica e etica, quasi un manifesto di un percorso in forma
allegorica, come già Raboni aveva provato ad impostare.
Gabriela Fantato, poetessa, critica e saggista, tradotta in inglese, francese, arabo e spagnolo. Suoi testi sono presenti nell’antologia: Nuovi poeti italiani 6 (Einaudi, 2012) e il poemetto A distanze minime è in «Almanacco dello Specchio» (Mondadori, 2010). Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Terra magra (Il Convivio, 2023), finalista al Premio Camaiore 2023; La seconda voce (Transeuropa, 2018), vincitore del Premio Lago Gerundo 2019; Codice terrestre (La Vita Felice, 2008) e L’estinzione del lupo (Empiria, 2012).Ha curato con L.Cannillo La Biblioteca delle voci (Edizioni Joker, 2006). Interviste a 25 poeti italiani. Ha scritto testi per la musica, libretti d’opera, andati in scena nei maggiori teatri italiani, con le musiche di Carlo Galante.
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