Melania Valenti - Per Primo fu Chàos
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Melania Valenti |
Partirei intanto dall'etimologia della parola Càos: (ant. cao; pop. càosse e ant. caòsse) s. m. [dal lat. chaos, gr. χάος (che contiene la stessa base χα- dei verbi χαίνω, χάσκω «essere aperto, spalancato»; cfr. χάσμα «voragine»).
Ne La Theogonía, poema in esametri dattilici, composto da Esiodo presumibilmente alla fine dell’VIII sec. a.C. e tradotto per la prima volta in italiano dal conte Gianrinaldo Carli Giustinopolitano (Capodistria 1720/ Milano 1795), il poeta tenta di dare ordine alla mitologia greca, partendo da un preciso momento quale origine del cosmo. Al verso 116 del Proemio si legge infatti: “Dunque per primo fu Cháos; e dopo Gaîa dall'ampio petto, sede perenne e sicura di tutti gli immortali che possiedono la cima nevosa di Ólympos, e Tártaros nebbioso nei recessi della terra dalle ampie vie, poi Érōs, il più bello di tutti gli immortali”
Al verso 28 Esiodo descrive la sua investitura al ruolo di poeta da parte delle stesse Muse, che pronunciano: “...ma poi, quando vogliamo, sappiamo narrare anche il vero”. È a questo punto che porgono a Esiodo un ramo d'alloro, “perché cantassi ciò che sarà e ciò che è”. Il Poeta, scrivendo in prima persona, si riconosce tale e da quel momento dà una precisa identità alla propria figura di poeta, che, essendo stato investito direttamente dalle Muse, si pone a modello della origine soprannaturale della Poesia.
Ecco quindi che la poesia è “demiurga” della realtà, la modella, ne dà spiegazione e ordine, interpretando addirittura le leggi del Kosmos e venendone a capo.
Tornando alla origine etimologica del termine, è quindi da una voragine, da un Tutto indistinto e indistinguibile, che tutto ha avuto origine? E se dalla voragine, o buco nero, o massa informe che abbiano nei secoli cercato di spiegarla, se da lì ha avuto origine ogni cosa, come poteva non essere già contenuto in essa proprio ciò che si vuole identificare con il disordine? E ancora, cosa sarebbe allora la Poesia, la Parola, il Logos, se non figlia dello stesso Khaos cui si pone come argine, come ordine, per dare un senso alla umana esistenza?
Mi vengono allora in mente i responsabili della mia passione prima, del mio scrivere e domandarmi, del mio studio e delle notti insonni a cercare un foglio su cui appuntare quella frase, quella parola, quel singolo verso, che, altrimenti, affiderei con la dimenticanza all’originario nulla. Non discuto sul valore di quanto io possa mai produrre, ma alla importanza del gesto, della memoria, dell’esserci e del trovare una collocazione, seppure piccola, all’interno del proprio ordine, che altro non vuole essere che una via per continuare un cammino intrapreso ormai troppi anni or sono.
Accennavo alla responsabilità, ai testi e ai poeti, che, per primi, hanno smosso la pelle del mio allora piccolo corpo, facendola rabbrividire senza capirne il perché, e a quelli che hanno poi continuato a nutrire la mia voglia, il mio desiderio, il mio amore.
Rendo loro, allora, Grazie a modo mio, portandoli qui con me in questo inizio, a tenermi la mano, come faceva mio padre quando ero bambina.
*Girotondo in tutto il mondo*
Gianni Rodari, Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi ragazzi, 2013
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*L’Infinito*
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura 3. E come 4 il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno 5,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
Giacomo Leopardi, Canti, Bur Rizzoli, introd. Franco Gavazzeni, 2016
https://www.rizzolilibri.it/libri/canti/
*Paradiso*
Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, Canto trentatreesimo, Le Monnier, 1982
https://www.amazon.it/La-Divina-Commedia-Paradiso/dp/8800412920
Straordinaria, Melania! Una articolo da condividere nelle scuole tra gli studenti già alle medie, perché la Bellezza li prenda per mano, come un padre o una madre e li accompagni alla vita.
RispondiEliminaGrazie
Ti ringrazio, Gisella. Sei una amica presiosa ❤️
EliminaMi sono ritrovata in ogni parola!
Elimina🙏
RispondiEliminaGrazie di cuore
EliminaGrazie di cuore a te
EliminaTanto colto quanto intimo, pulsante, vivido, questo tuo pezzo: che mi ha molto colpita e, in certi tratti, commossa. Grazie.
RispondiEliminaGrazie a te della lettura attenta e partecipata❤️
EliminaRiflessioni molto interessanti e coinvolgenti.
RispondiEliminaPer associazione di idee, sul tema dell'inizio, condivido questo mio piccolo delirio poetico-surrealista che ho realizzato nel 2000 appoggiando la mia faccia direttamente su uno scanner per computer.
https://www.dailymotion.com/video/x7i4cd
Grazie tante
EliminaGrazie Lucia Lascialfari
RispondiEliminaA te, grazie tante
EliminaChe bellezza! Tre pietre miliari, tre autori che adoro! Grazie davvero. Cecilia
RispondiEliminaGrazie... 👏👏
RispondiEliminaIl silenzio, la sua voce… che lascia riflettere lascia fare lascia udire, di ciò che accade, ciò che si accoglie per la scrittura della memoria in atto.
RispondiEliminaEcco è uscito in forma anonima e non mi piace. Leggo ora il suggerimento di usare il mio Google…
EliminaLa potenza della poesia , qui c’è tutta BRAVA
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